Medico muore in servizio al "Giannuzzi" di Manduria: stroncato in corsia, il professionista aveva 61 anni

Medico muore in servizio al "Giannuzzi" di Manduria: stroncato in corsia, il professionista aveva 61 anni
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Giovedì 21 Luglio 2022, 14:23 - Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 15:03

Dramma questa mattina nel reparto di Medicina dell’ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria dove un medico in servizio, Giovanni Buccoliero, è morto stroncato da un arresto cardiaco.

Un malore fatale

Il professionista ha avuto un malore e si è accasciato senza più riprendersi. Inutili tutti i tentativi per rianimarlo del personale sanitario presente. Sono intervenuti anche i rianimatori ma anche loro si son dovuti arrendere. Il medico aveva 61 anni.

La rabbia dei colleghi: troppo stress

Dolore e rabbia dei colleghi che attribuiscono la drammatica fine all’eccessivo stress lavorativo cui tutto il personale è sottoposto per coprire le croniche carenze d’organico. "La sanità tarantina è al collasso e la tragica scomparsa di un medico, colpito da infarto mentre era addirittura in servizio nell’Ospedale al Giannuzzi di Manduria, conferisce ancora più assurda e insensata violenza ad uno scenario da conflitto bellico”. E’ quanto dichiara il segretario della Cgil di Taranto, Paolo Peluso, riportando la notizia della scomparsa questa notte del dottor Buccoliero. “I medici al fronte nei difficili anni della pandemia, oggi allo stremo delle loro forze, pagano ancora con la vita, e con la compressione dei loro diritti una politica scellerata di tagli e precariato in sanità – continua Peluso – e un cittadino, un medico, stressato, stanco, e impossibilitato a riposare, andare in ferie, chiedere un congedo parentale, costretto a turni massacranti, fa male a se stesso, come è accaduto questa notte a Manduria, e potenzialmente rischia di far male ad altri”.

Peluso non ha dubbi: chi ha competenze per agire lo faccia subito, prima che su quel terreno si registrino ancora perdite o inefficienze. “Una situazione ormai insopportabile che ci deve vedere impegnati in una mobilitazione generale che è tutela del lavoro, ma anche della salute di tutta la comunità – continua Peluso – Ecco perché, in attesa delle nuove e indispensabili assunzioni, abbiamo l’urgenza di rappresentare proposte e idee praticabili alla Direzione Generale dell’Asl di Taranto. Se non ci sarà dialogo, ci sarà mobilitazione. “Ogni reparto viaggia mediamente su una dotazione organica del 50% in meno rispetto al necessario. Ed è impensabile che su quel fronte esposto vengano lasciati medici, infermieri, OSS, che cercano di frenare la furia dell’emergenza sanitaria a mani nude e subendo anche l’ira dei cittadini”.

Poi i numeri della fragilità. A cominciare dai luoghi più esposti: i Pronto Soccorso. Al Ss.ma Annunziata di Taranto operano 13 dirigenti medici su 30 previsti. Al San Pio di Castellaneta 9 su 20. Al Valle d’Itria di Martina Franca 10 su 20. Speculari le carenze di organico di infermieri, Oss e personale di servizio.

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