Corsi bloccati a Medicina, il preside: «Partiranno entro la fine dell'anno»

La sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Taranto
La sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Taranto
di Nicola Sammali
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Martedì 16 Novembre 2021, 05:00

Entro fine anno, al più tardi, gli studenti del primo e secondo anno di Medicina a Taranto potranno iniziare a seguire le lezioni di Biochimica, Biologia molecolare e Fisica, attualmente ferme per la mancanza di professori, che ne ha impedito il corretto avvio. 
La conferma è arrivata dal preside della Scuola di Medicina, Alessandro Dell’Erba (subentrato da poche settimane a Tino Gesualdo), che ha rassicurato gli studenti dopo le preoccupazioni emerse nei giorni scorsi. Il rischio di non riuscire a raggiungere il numero di crediti formativi necessari a ottenere le borse di studio è più che vivo, ma sembra scongiurato. L’ostacolo che ha bloccato l’assegnazione dei docenti alle cattedre vacanti sta per essere superato. Ma questa situazione di disagio ha radici lontane ed è dovuta principalmente a ragioni di natura economica. 

Le rassicurazioni

«L’11 novembre abbiamo provveduto a emanare il bando per gli insegnamenti a titolo oneroso, che ha scadenza dieci giorni dopo a partire dal 12. Ora dobbiamo attendere che ci siano le risposte, se ci saranno, come siamo quasi certi, a questo bando. Dopodiché ci saranno le commissioni che devono valutare, laddove siano più di uno i pretendenti al ruolo, quali saranno le classifiche e i vincitori. Mi auguro di dare nel più breve tempo possibile una legittima risposta agli studenti», ha spiegato il preside Dell’Erba, che ha poi ricostruito i passaggi precedenti che hanno portato allo stallo. 
«Fin dal 28 marzo, evidentemente prima che io prendessi servizio - ha precisato -, la Scuola ha identificato quali erano le carenze; ha fatto anche delle attribuzioni ma i docenti hanno rifiutato, cosa che è nella loro disponibilità; abbiamo fatto un primo bando di vacanza, il 28 giugno, ma per quei tre insegnamenti è andato a vuoto; ne abbiamo fatto un secondo a settembre, ma è andato a vuoto pure quello, perché entrambi erano a titolo gratuito. A quel punto, per farli a titolo oneroso, quindi con una corresponsione economica, abbiamo dovuto aspettare che l’Università allocasse le risorse per farlo, e questo è avvenuto lo scorso l’11 novembre». I tempi per le assegnazioni dovrebbero quindi essere brevi, per consentire che i corsi possano partire senza ulteriori ritardi. «Sicuramente entro fine anno, ma io mi auguro anche prima». 

Il preside Dell’Erba si è soffermato anche sul capitolo esami e crediti formativi: «Sono quasi certo di trovare delle soluzioni, se i tempi ce lo consentiranno, in maniera da poter ottemperare alle legittime esigenze degli studenti, giustamente preoccupati. Mi auguro di poter far svolgere in maniera intensiva le lezioni, garantendo un loro diritto». 
Un altro tema sollevato dagli studenti riguarda le questioni organizzative, dalle lezioni online ai problemi legati alla carenza di personale amministrativo della sede di Taranto. 
«La norma emanata il 15 ottobre dal Rettore prevede che le lezioni siano in presenza. Ci possono essere, e sono capitate, delle circostanze in cui non i docenti, ma gli studenti, per motivi personali oppure organizzativi, chiedano di continuare online. In queste circostanze, previo parere del Consiglio del corso di laurea, la richiesta può essere avallata se ritenuta legittima. La gestione prevalente, anche sotto il profilo amministrativo (compresa la pulizia delle aule, ndc), della sede di Taranto - ha evidenziato Dell’Erba - per ora è a carico dell’Asl: per cui se l’Asl dovesse consentire una maggiore apertura dell’aula studio (gli studenti hanno lamentato la chiusura alle 17, ndc), saremmo ben favorevoli a una soluzione di questo genere». 
Un altro problema riferito dagli studenti, infine, sono i lavori di ristrutturazione al secondo piano della nuova sede di piazza Ebalia, che non si sarebbero ancora realizzati. «Anche in questo caso la pertinenza è dell’Asl di Taranto (che ha acquistato l’immobile di pregio, ndc) - ha concluso il preside della Scuola di Medicina - non dell’Università: se l’Asl non procede ai lavori noi non possiamo che prenderne atto».

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