Ex Ilva, sit in associazioni ambientaliste a Roma: «La voce di Taranto e dei tarantini non è ascoltata»

Mercoledì 12 Maggio 2021
Ex Ilva, sit in associazioni ambientaliste a Roma: «La voce di Taranto e dei tarantini non è ascoltata»

A Roma questa mattina, in piazza San Silvestro, il primo dei due sit in indetti dall’associazione “Genitori Tarantini” e da altri movimenti ambientalisti in vista dell’udienza di domani del Consiglio di Stato chiamato a decidere se confermare o annullare la sentenza del Tar Lecce che a febbraio scorso ha ordinato lo spegnimento in 60 giorni degli impianti dell’area a caldo del siderurgico ex Ilva di Taranto perchè ritenuti inquinanti.

Il sit in di oggi, che vede presenti una quarantina di persone, si terrà sino alle 13.30. Attesi anche alcuni protagonisti della fiction “Svegliati amore mio” andata in onda di recente su Canale 5 dove, pur senza riferimenti diretti a Taranto, si parla di un’acciaieria vicina ad una città che inquina e di una bambina che si ammala di leucemia a causa delle emissioni.

Il sit in di domani si terrà invece in piazza Montecitorio. Sul selciato della piazza sono state poste diverse croci bianche per simboleggiare le vittime - soprattutto i bambini - dell’inquinamento a Taranto. Le stesse croci bianche sono state poi issate dai manifestanti.

“Siamo qui oggi e domani in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che speriamo sia positiva per Taranto, ne abbiamo grande bisogno per chiudere quella fabbrica. Invitiamo tutti i fuori sede e i tarantini che risiedono a Roma a venire qui” ha detto un manifestante. “Siamo a Roma - ha aggiunto un altro manifestante - per portare la voce di Taranto e dei tarantini visto che non è ascoltata al contrario di quella di Genova e Trieste dove invece le acciaierie sono state chiuse”.

“Anche se la sentenza del Consiglio di Stato non dovesse essere favorevole, non ci fermeremo, continueremo a lottare” aggiunge Massimo Castellana dell’associazione “Genitori Tarantini”. In piazza San Silvestro, dove c’è un sottofondo musicale costante diffuso da casse acustiche, sono stati posizionati diversi striscioni tra cui “A Taranto figli di un dio minore, ridateci dignità e onore”, “I bambini di Taranto vogliono vivere”. E c’è chi issa un cartello con la foto di bambini deceduti contrassegnati dalla scritta “Io dovevo vivere”.

La sentenza del Tar Lecce, che ha confermato una ordinanza del sindaco di Taranto di febbraio 2020, è del 13 febbraio scorso. Su ricorso di ArcelorMittal Italia, il Consiglio di Stato l’ha sospesa a marzo scorso in attesa dell’udienza di merito del 13 maggio. Contro la sentenza, si sono costituiti in appello ArcelorMittal Italia, Invitalia, nuovo partner pubblico della società siderurgica, Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti siderurgici, e ministero della Transizione ecologica (ex Ambiente). Chiedono infine il mantenimento della sentenza del Tar Lecce, Comune di Taranto, Regione Puglia e Codacons.

Ph credit (profilo Facebook Aldo Schiedi)

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