Maltempo, in mare una gru del siderurgico: disperso un operaio di 40 anni. Di Maio convoca i sindacati, sciopero sospeso

Mercoledì 10 Luglio 2019
La gru venuta giù per il forte vento

La gru dell'ex Ilva si è sgretolata sotto i colpi della tromba d'aria che poco dopo le 19 si è abbattuta su Taranto. In mare è precipitata anche la cabina di guida, con all'interno Cosimo Massaro, 40 anni di Fragagnano, operaio specializzato del siderurgico, oggi nelle mani di ArcelorMittal. Il lavoratore è ufficialmente disperso e le sue ricerche sono andate avanti sino a tarda sera e sono poi riprese questa mattina: sono complicate dalla presenza in mare dei detriti. L'area dell'incidente è stata sequestrata questa mattina ed è interdetta la navigazione nel raggio di 250 metri dalla banchina del quarto sporgente del porto.

La tromba d'aria ha provocato il cedimento di tre gru: oltre a quella finita in mare, altre due sono pericolanti e si sta procedendo alla messa in sicurezza.

Le ricerche proseguono dunque, tra la rabbia e le lacrime dei colleghi di Cosimo Massaro. Rabbia e lacrime uguali, anzi forse più amare, di quelle versate sulle macerie della stessa gru e sulle pietre dello stesso molo sette anni fa. Quando un tornando piombò all'improvviso sull'Ima, il reparto impianti marittimi della grande fabbrica, buttando giù proprio quell'impianto. Anche quel giorno la secchiona, il nomignolo appioppato dalle tute blu alla gigantesca gru, si arrese alla formidabile forza di una burrasca fuori dal comune.
 

 

La cabina di manovra venne staccata di netto dalle poderose raffiche di vento, che sfondarono il tetto dei 200 chilometri orari, e finì in mare, affondando nel fondo melmoso delle acque del porto. Portandosi dietro, purtroppo, lo sfortunato Francesco Zaccaria. Anche lui quel giorno era al timone della grande gru. Il corpo dell'operaio venne ritrovato dopo giorni e giorni di ricerche e immersioni dai sub dei vigili del Fuoco.

Davanti al corpo del povero Francesco in tanti giurarono che non sarebbe più accaduto. Venne anche modificato il piano delle pratiche operative per la sicurezza. Si stabilì la sospensione delle manovre con le gru al porto in caso di vento forte.
Evidentemente non è bastato. Perché la maledizione del porto e della fabbrica ha colpito ancora una volta nello stesso luogo. E con una dinamica praticamente sovrapponibile.
Il dramma sulla banchina dove attraccano gli enormi mercantili che fanno la spola da tutto il mondo con la grande fabbrica dell'acciaio, si è materializzato in pochi secondi. Il maltempo era atteso al punto che era stata diramata un'allerta gialla.

Ma la burrasca che ieri si è scatenata sulla città e sul porto è andata oltre le previsioni. E ha evidentemente sorpreso tutti. Cosimo, per gli amici Mimmo, era al suo posto di manovra, nella cabina a diversi metri di altezza, quando la tromba d'aria da incubo ha investito la gru, facendola a pezzi. La secchiona si è sbriciolata. Nel mare rossastro per la polvere di minerale, è precipitata la cabina con all'interno l'operaio, insieme a diversi grossi detriti, mentre la struttura si è accartocciata sul molo.
La tempesta è durata lo spazio di pochi minuti.

Non appena la buriana si è attutita, sul posto sono arrivati i soccorsi. Sul quarto sporgente sono giunti i vigili del fuoco, le ambulanze del 118, i carabinieri e lo Spesal, spedito sul posto dal pm Enrico Bruschi. E tanti lavoratori, con il volto stravolto dalla disperazione e dal terrore. Qualcuno di loro era su quel molo anche sette anni fa. Con gli occhi sbarrati hanno assistito alle prime operazioni di ricerca del disperso. Ed hanno pianto quando davanti allo scheletro della gru è arrivato anche il papà del compagno disperso.
Sul tardi i soccorsi si sono dovuti fermare. Sul quarto sporgente il vento si è alzato nuovamente, facendo vacillare anche una seconda gru che durante la tempesta ha traballato. Il rischio di un altro crollo ha imposto di sospendere le ricerche. I sommozzatori si immergeranno solo dopo che la gru sarà messa in sicurezza. Inseguendo una speranza ridotta al lumicino.
Dopo il grave incidente i sindacati hanno scritto ad ArcelorMittal, alla presidenza del Consiglio e al ministero per lo Sviluppo economico, dichiarando lo sciopero immediato e a oltranza. La protesta ha di fatto paralizzato la fabbrica. Lo sciopero è stato revocato questa sera dopo che il vicepremier Di Maio ha convocato i sindacati per un vertice in programma lunedì. 
«A seguito del gravissimo incidente, che ha visto coinvolto un nostro collega che operava nel DM 5, le scriventi organizzazioni sindacali dichiarano uno sciopero immediato per tutto lo stabilimento di Taranto. Ormai da anni - avevano sottolineato le sigle sindacali nel proclamare lo sciopero - assistiamo a continui rinvii e mancanza di assunzioni di responsabilità da chi è deputato a garantire la sicurezza della fabbrica dal punto di vista del rispetto della vita umana. Fim, Fiom, Uilm e Ugl dichiarano che la forma di protesta messa in atto quest’oggi non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio. Chiediamo, pertanto, l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale straordinario che assuma decisioni e provvedimenti che cambino radicalmente lo stato di cose presenti all’interno dello stabilimento siderurgico».

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 01:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA