Leonardo, a Taranto l'aerotaxi del futuro è già realtà - VIDEO

Gli aerei elettrici che saranno realizzati a Grottaglie
Gli aerei elettrici che saranno realizzati a Grottaglie
di Francesco OCCHIBIANCO
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 12:44

Il sito “Leonardo” di Grottaglie è stato identificato come stabilimento per le “start up” della “Divisione Aerostrutture”. Infatti l’azienda ha annunciato l’altro ieri la progettazione e la futura produzione, nell’opificio della città della ceramica, in provincia di Taranto, della fusoliera in materiale composito del velivolo elettrico VX4, un mezzo di trasporto silenzioso e alla portata di tutte le tasche («un bassissimo costo al miglio per passeggero, simile a quello di un taxi») che avrà un’autonomia (raggio d’azione) di più di 100 miglia (160 chilometri), raggiungendo la velocità di 200 miglia l’ora. Una risposta immediata (anche se non incipiente) alla pesante crisi che ha colpito la “Leonardo”, tra l’incudine (la drastica contrazione del progetto del “Boeing Dreamliner 787” a causa della pandemia e, di conseguenza al calo vertiginoso del traffico aereo) e il martello (alcune non conformità agli standard qualitativi in seguito a specifici “audit”).

Il decollo verticale 

 
La notizia di una nuova linea di lavorazione (frutto della collaborazione con la “Vertical Aerospace”) ha alzato le azioni sul mercato, anche dopo l’accordo-quadro con le organizzazioni sindacali ha ritrovato nuovi stimoli. Ma basterà a salvare l’attuale livello occupazionale? Al via anche la “reindustrializzazione” del programma Atr, per l’innovazione, la digitalizzazione e la trasformazione industriale dei siti produttivi. Inoltre si solcheranno nuovi orizzonti per rifocalizzare gli obiettivi di business: “in pectore” c’è il programma militare del drone europeo “EuroMale”, che vedrà coinvolte la Germania, la Francia e la Spagna. Il progetto prevede, per il sito di Grottaglie, il montaggio dei sotto-assiemi e delle sezioni dell’ala, che avverrà in un hangar del sedime aeroportuale che la “Leonardo” ha preso in affitto (ventennale) da “Aeroporti di Puglia”. 
Ma il “peggio” ancora non è passato: l’attuale “vuoto-lavoro”, cagionato dalla sensibile riduzione (da 14 a 4 mensili) del volume produttivo delle due sezioni di fusoliera 44,46 del Boeing Dreamliner 787. Per gestire l’insaturazione si prevendono fermate differenziate, compensazioni territoriali (ossia trasferimenti del personale “inter-company”) e pensionamenti anticipati. Sono già partite le casse-integrazioni nei quattro centri della “Divisione” (Grottaglie, Foggia, Nola e Pomigliano): la ripresa dovrebbe avvenire alla fine del 2023 con il “break event point”, ovvero il punto di pareggio. La cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), a zero ore, per 13 settimane è stata attivata lo scorso 17 gennaio ed ha riguardato circa 600 lavoratori, su un totale di 1300 dipendenti. 

Il personale

Il 24 febbraio, cioè tra due settimane, dovrebbe ritornare ad essere attiva la produzione, e si prospetta un rientro del personale a metà aprile. «Si tratta di un primo segnale positivo, ma niente facili entusiasmi, perché il pericolo non è scampato», commentano i sindacati, che non hanno abbassato la guardia. «La saturazione del personale potrà essere garantita soltanto da Boeing e a maggio si continuerà comunque a ricorrere agli ammortizzatori sociali». La stessa azienda, inizialmente, aveva scongiurato la cassa integrazione che poi è diventata «necessaria e non rinviabile», al fine di «preservare la sostenibilità economico-industriale del prossimo biennio e la credibilità industriale del “Piano di rilancio” nei confronti di tutti gli stakeholders interni ed esterni all’azienda». Nel salario dei lavoratori sono state previste delle integrazioni importanti (80 per cento della retribuzione ordinaria mensile lorda; pagamento pieno dei ratei, compresa la tredicesima; permessi annui retribuiti e premio di produzione). 
Nell’accordo-quadro siglato a Roma (presso la sede di Unindustria) il 18 gennaio scorso, è stato rimarcato che il B787 resterà comunque il maggior programma della “Divisione”: fino ad oggi sono state realizzate 1100 sezioni di fusoliera: ne mancherebbero 1600 per “onorare” il contratto con Boeing. L’organico complessivo nei quattro opifici della “Divisione Aerostrutture” è di 4516 dipendenti. Rispetto a Nola (dove vengono realizzate le parti in lega leggera), a Pomigliano (centro di eccellenza per la produzione di “frame” in fibra di carbonio e montaggio di fusoliere in lega leggera) e a Foggia (che si occupa degli impennaggi e delle superfici mobili in materiale composito), il sito “Leonardo” di Grottaglie è quello che più sta risentendo degli effetti della pandemia e delle fluttuazioni del mercato civile. Senza contare (ma bisognerebbe farlo) i circa 400 dipendenti delle aziende dell’indotto il cui futuro è davvero grigio ed incerto. 

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