Le sardine sbarcano a Taranto «anti-Salvini, ma non siamo un partito»

Domenica 1 Dicembre 2019
Quarantamila a Firenze, diecimila a Napoli e sotto a chi tocca. Oggi è stato il turno di Taranto, dove in migliaia sono scesi in piazza. Le sardine arrivano anche in Puglia, sfidando Matteo Salvini: il tam-tam, rigorosamente via social, per oggi alle 10 in piazza Immacolata, nel capoluogo jonico. In contemporanea, in città il vicesegretario federale della Lega, Andrea Crippa che ha partecipato alla prima assemblea provinciale dei salviniani, in programma all'Histò Mar Piccolo. Oltre che dell'organizzazione territoriale del partito, si è parlato anche di ex Ilva e di Legge di bilancio. Ma le attenzioni sono state inevitabilmente monopolizzate dal botta-e-risposta a distanza con piazza Immacolata.
Le sardine è il movimento nato spontaneamente in Emilia Romagna, una specie di flash-mob virale dal chiaro taglio anti-salviniano. Nessuna affiliazione partitica, collocazione ovviamente nel campo largo della sinistra.
Antifascismo, antirazzismo, antisovranismo, cultura delle diversità sono i valori fondanti. Oggi a Taranto anche Mattia Santori, tra i fondatori delle sardine bolognesi, le prime. «Abbiamo creato questo gruppo - spiegano gli organizzatori tarantini - perché siamo convinti che un'alternativa a Salvini in Puglia, non solo è possibile, ma è necessaria. Questo gruppo è politico, ma non partitico. Non chiederemo la tessera di nessuno. Quello che si condivide all'interno di questo contenitore sono idee e valori di inclusione, confronto, rispetto e gentilezza. Rifiutiamo la xenofobia, l'omofobia, l'antisemitismo, il populismo, i nazionalismi, gli integralismi e tutte le forme di fascismo. Siccome siamo altro dalla violenza fisica e intellettuale imperante, qualsiasi commento di odio (insulti, aggressività gratuita, ecc.) causerà il ban immediato. Sentiamoci, parliamoci, vediamo cosa succede. Senza nessuna pretesa, al momento, ma solo per il bene della Puglia».
La pagina facebook delle sardine pugliesi ha 50mila iscritti. E qualche tentativo di intromissione politica: soprattutto nel Barese, è Italia in Comune a tentare di intestarsi la prima affiliazione con il movimento pugliese. Che, come in tutta Italia, lancia un appello: «Non catalogateci». Insomma: alla larga, per ora, partiti e movimenti politici.
Ieri intanto le sardine hanno invaso le piazze di Napoli, Firenze, Pesaro, Cosenza. A Napoli sono arrivati in oltre diecimila, armati del simbolo delle sardine sui manifesti, attaccate agli ombrelli, incollate sulla fronte. Tanta voglia di partecipazione, un successo in una piazza Dante gremita e in cui sono risuonate le parole di Bella ciao e quelle di Napul'è, gli altoparlanti trasmettevano le parole e la pernacchia nel film L'oro di Napoli. A Pesaro cartelloni con scritto Salvini, per te solo margarina nella piadina e si canta la Donna cannone di Francesco De Gregori. «Questa città - spiega Luca Delgado, uno degli organizzatori della serata di sardine napoletane - ha una tradizione lunga di antisalvinismo e antileghismo, abbiamo visto crescere da lontano l'onda d'odio su cui costruiva il suo potere e intanto Napoli ha subito tante sottrazioni, perché per 25 anni la Lega in Parlamento ha portato acqua al suo mulino e anche per questo l'Italia va ancora a due velocità». In serata, è lo stesso Salvini che tende la mano per provare a rubare la scena: «Tutti vanno ascoltati, prima o poi incontrerò le sardine, ci mancherebbe altro, ma stasera preferisco incontrare tanti toscani che hanno qualcosa da proporre». «Ognuno fa quel che vuole, viva le piazze, viva i girotondi, se uno vuol cantare Bella Ciao è liberissimo di farlo...».
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