La Swiss Air in volo sui cieli di Taranto: «Un esperimento»

Giovedì 16 Febbraio 2017 di Francesca CIURA
Ininterrottamente, per due giorni consecutivi, dal mattino al pomeriggio, nel tratto aereo compreso tra Taranto, San Giorgio Jonico, Carosino, Monteiasi e Grottaglie hanno sorvolato a bassa quota almeno 2 aeroplani della Swiss Air. Un’attività aerea quanto mai anomala se si pensa che dalla pista dell’Arlotta non atterrano e non decollano aeromobili simili a quelli per il trasporto passeggeri dai tempi della guerra in Kosovo, quando per motivi di sicurezza furono chiuse le aerostazioni di Bari e Brindisi.
Ma il fatto, pur destando un iniziale stupore, unito in qualche caso anche alla speranza che da Grottaglie fosse stato attivato un servizio di aerotrasporto per passeggeri, ha finito ben presto per allarmare gli abitanti delle aree in questione che ripetutamente hanno assistito inermi a quelle che sono apparse delle insolite e forse irregolari esercitazioni.
Già, perché qualche attento osservatore ha rilevato che i due aerei della compagnia svizzera, effettuavano continuamente decolli ed atterraggi dopo aver sorvolato le zone rendendosi quindi ben visibili ed udibili, soprattutto, alle popolazioni residenti. La paura infatti è stata determinata non solo dal passaggio a bassa quota, quindi vicinissimo ai centri abitati, ma dal rombo fortissimo dei motori.
Le segnalazioni sono giunte presso la redazione, nell’immediatezza, e documentate peraltro da fotografie scattate tra San Giorgio Jonico e Monteiasi. Sulla questione è stato interpellato il dottor Marco Franchini, direttore generale di Aeroporti di Puglia secondo il quale l’attività è del tutto regolare.
«In un aeroporto - dice Franchini quasi con tono ironico- è facile che volino degli aeroplani così come in una stazione ferroviaria si trovano i treni! Quindi sinceramente questa segnalazione mi sembra davvero singolare. Per quel che riguarda la questione che attiene agli aeromobili della Swiss Air posso affermare che Aeroporti di Puglia ha un accordo con la compagnia svizzera che sta effettuando delle prove con dei veivoli, a bordo dei quali ci sono i rispettivi equipaggi. Si tratta di attività - prosegue - concordate con l’Enac. L’aeromobile avvistato è un Bombardier CS 100 che la SwissAir sta immettendo nella propria flotta».
 
Nulla quindi di preoccupante, perché secondo il dg di Aeroporti di Puglia si tratterebbe di un aeromobile da soli cento posti. Resta però il fatto, che al di là della grandezza del mezzo, sempre considerevole se viaggia a bassa quota, per due giorni consecutivi la zona ha subìto un forte inquinamento acustico.
«Tutto questo - spiega Franchini riferendosi ai timori dei residenti - è accaduto perché in quel territorio non c’è mai stata attività, ma è evidente che vicino ad un aeroporto debba esserci un molo aeroportuale che è determinato dall’ attività di traffico. Aggiungo inoltre che gli aeromobili volano con autorizzazioni Enac, con dei contratti sottoscritti con i gestori aeroportuali, nell’ambito quindi di un’attività normata che, ad ogni modo, si conclude oggi (ieri per chi legge - ndc)».
Quindi tutti tranquilli, perché le esercitazioni, come conferma Franchini, sono state autorizzate per essere effettuate il 2, il 14 ed il 15 Febbraio. Al momento almeno, sarebbero finite. «E comunque - sostiene ancora il dg di AdP- si è trattato di una decina di voli che non sembrava potessero generare tanto allarme, autorizzati, ribadisco, per poter far effettuare il training necessario alla Swiss Air per le prove di quel veivolo». Eppure, al di là dei timori manifestati dalle popolazioni che per due giorni consecutivi hanno convissuto non solo con rumori assordanti ma all’ombra di quello che è apparso come un gigante del cielo, la speranza che l’Arlotta fosse almeno in procinto di riaprire ai passeggeri è stata forte. «Nulla a che fare con i voli passeggeri da e per Grottaglie - precisa Franchini - che non sono previsti. Tali attività si effettuano da Brindisi, un aeroporto a 40 chilometri da Grottaglie. L’Arlotta è un aeroporto industriale dove facciamo delle sperimentazioni; è uno scalo che le compagnie aeree stanno guardando con particolare attenzione, come la SwissAir che nel caso specifico lo ha utilizzato per testare il nuovo Bombardier CS 100 prossimo per essere inserito nella flotta della compagnia svizzera».
 
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