L'addio di Taranto a Nadia Toffa, folla alla messa: «Grazie, sarai sempre con noi»

Giovedì 15 Agosto 2019 di Paola CASELLA

Ieri mattina i tarantini hanno partecipato numerosi alla messa, voluta da Ignazio D'Andria e dagli Amici del Mini bar, per onorare il ricordo di Nadia Toffa, la giornalista del programma di Italia 1 Le Iene, deceduta prematuramente due giorni fa a causa di un tumore e soprattutto così legata alla città.

La cerimonia religiosa è stata celebrata nella chiesa Gesù Divin Lavoratore, al quartiere Tamburi, da padre Nicola Preziuso. Molti cittadini hanno indossato la maglietta con la scritta Je esche pacc pe te!!, grazie alla vendita della quale, promossa proprio dalla Toffa in tutta Italia, è stato possibile assumere a tempo determinato una pediatra al reparto di Oncoematologia pediatrica dell'ospedale Santissima Annunziata.

A fare da sfondo ieri c'erano le ciminiere di Arcelor Mittal, l'ex Ilva, di cui tante volte Nadia aveva parlato nei suoi servizi giornalistici. Affissi all'ingresso della chiesa un manifesto funebre con tre rose rosse e la scritta: Ciao Nadia grande guerriera ed un altro con la scritta: Ciao Nadia, hai amato + tu i bambini di Taranto in chemio che i suoi politici. In chiesa il libro scritto dalla giornalista Fiorire d'inverno con il suo bel viso sorridente in primo piano. Vicino all'altare il gonfalone del Comune di Taranto per rendere onore a Nadia che lo scorso 14 gennaio era stata in città per ricevere la cittadinanza onoraria.

Dopo le parole di cordoglio del sindaco Rinaldo Melucci di martedì scorso, ieri il messaggio dell'arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, particolarmente colpito dalla corale commozione della città. «Le siamo grati» scrive il vescovo «per il suo invito a sorridere sempre affrontando le prove con determinazione, infondendo serenità e coraggio». Monsignor Santoro ha ricordato anche quanto Nadia Toffa ha fatto per i tarantini attraverso la promozione della vendita delle magliette: «Il suo impegno per la raccolta fondi a favore del reparto di oncologia pediatrica dell'ospedale è stato un segno tangibile della sua bontà e della grandissima sensibilità, dimostrando che una cronaca negativa può essere trasformata in un racconto di speranza solo attraverso il proprio impegno».

L'arcivescovo ha poi sottolineato la fede con cui la giornalista ha vissuto la malattia: «Personalmente in questa santa messa vorrei facessero eco tutte le frasi di tenerezza e di fiducia in Dio che lei ha pronunciato nell'ultimo tratto della sua esperienza terrena: anche io ne sono rimasto edificato soprattutto perché è nitido il raggio della grazia del Signore pur nel groviglio complicato e misterioso della sofferenza».

Santoro ha anche ricordato alcune sue parole: «Così Nadia: Il Signore mi ha dato questa sfida e io ce la sto mettendo tutta, combatto. Ci sono voluti mesi, non è stato facile, ovviamente ho pianto, mi sono ribellata, ho sofferto tanto, c'è voluto molto per poter trasformare questa mia domanda () ci sono voluti mesi di dolore, di introspezione, di sofferenza, ma non bisogna mollare mai, mai! Perché non siamo soli!».

Il vescovo ha invitato, infine, a pregare «per Nadia, per i suoi cari, per tutti gli ammalati e per la nostra città perché con tenacia e fiducia affronti le sue sfide». Tanti, e commossi, gli interventi in memoria di Nadia di quanti sono intervenuti alla funzione religiosa. Con le lacrime agli occhi, hanno voluto ricordare - a cominciare proprio da Ignazio D'Andria - l'impegno di Nadia per questa città. Piccola nota a margine: la presenza ieri a Taranto in chiesa di alcuni rappresentanti dell'Amministrazione comunale ha suscitato aspre critiche sul web, ma nessuna reazione a margine della cerimonia religiosa, caratterizzata, invece, da commozione e dolore autentici.

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