Infermieri “teleguidati” a Taranto: perplessità dell’Ordine

Un'ambulanza del 118
Un'ambulanza del 118
di Nazareno DINOI
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Domenica 15 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 09:22

 «Comprendo le difficoltà incontrate dal collega, ma la sua soluzione non mi sembra la più giusta e per la verità neanche molto efficace». 
Il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Taranto, Cosimo Nume, giudica così la scelta del direttore del 118 ionico, Mario Balzanelli, di far praticare terapia farmacologia agli infermieri, in assenza di medico, affidandoli al controllo remoto del responsabile della centrale operativa.

I dubbi sulla scelta

«L’ordine di servizio che mi hanno fatto leggere - prosegue il presidente dell’ordine jonico - lascia alcune perplessità, per questo dovrà sentire personalmente il collega Balzanelli e naturalmente la direzione strategica della Asl di Taranto oltre ai miei consiglieri». 
Sul tavolo dei diversi incontri ci sarà la disposizione firmata da Balzanelli e indirizzata a tutto il personale medico e infermieristico del suo servizio in cui si affida agli infermieri il compito della somministrazione dei farmaci. 
Un atto medico delegato, ristretto a dieci eventi predefiniti di particolare gravità che deve essere autorizzato dal medico di centrale il quale a sua volta deve basare la scelta sulla base delle informazioni ricevute telefonicamente dall’infermiere che sta valutando il paziente. Una pratica già riconosciuta in alcune regioni italiane, dove viene superato anche il consulto con il medico di centrale, ma non applicata in nessuna Asl della Puglia. 
«Balzanelli è stato comunque bravo a gettare la classica pietra nello stagno che avrà comunque l’effetto di una discussione su più livelli» - commenta ancora il presidente dei medici che si aggancia a questo per coinvolgere la politica. 

«Sono d’accordo con quanto ha dichiarato ieri il presidente dell’Ordine degli infermieri di Taranto - fa sapere Nume - perché sarebbe il caso di passare la questione sui tavoli regionali, magari prendendo esempio da altre regioni che sulla questione sono sicuramente più avanti della nostra».

Infermieri “teleguidati” a Taranto: perplessità dell’Ordine

Gli infermieri chiedono tempo


Pierpaolo Volpe, a capo del governo degli infermieri della provincia ionica, si è così espresso in proposito. 
«Andiamoci piano - ha spiegato il presidente dell’ordine degli infermieri di Taranto - la materia è estremamente complessa per questo ci confronteremo prima con il direttore Balzanelli, poi passeremo la palla agli esperti della nostra professione per trovare la soluzione migliore. E comunque - ha aggiunto Volpe - l’argomento deve essere di competenza regionale così come hanno fatto in altre parti d’Italia, in Toscana ad esempio, dove tale pratica è già una realtà accettata e legiferata». 

Le altre osservazioni


Il presidente Nume cerca di comprendere le ragioni che hanno spinto il responsabile del 118 ad intraprendere una strada così spinosa. «Mi rendo conto delle difficoltà che incontra il collega nell’assicurare la copertura dei turni non avendo personale medico a sufficienza, per questo dico che la politica deve fare la sua parte e prendersi le sue responsabilità. La carenza di medici e di infermieri - prosegue Nume - è figlia di errori del passato che per risolverli occorreranno anni e non mesi. Stiamo pagando le colpevoli disattenzioni degli ultimi 15 anni - conclude il presidente dei medici di terra jonica - che generano soluzioni tampone, come quella di Balzanelli, che necessitano comunque di un serio confronto». Nel frattempo bisogna affidarsi ad iniziative estemporanee non concordate come quella del 118 di Taranto che introduce «la Dad» sull’ambulanza. Una iniziativa sulla quale, come rilevato dallo stesso presidente Nume, il confronto è destinato a continuare. 

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