Infermieri, monta la protesta: «Il piano penalizza Taranto»

Sabato 2 Aprile 2022 di Nazareno DINOI

Negli ospedali e sul territorio delle 6 province pugliesi, servono 2.481 infermieri, di cui 921 nella provincia di Bari, 858 a Lecce. E a Taranto? 188 secondo la Regione Puglia

La protesta

«È un pesce d’aprile» per il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia ionica, Pierpaolo Volpe, che respinge al mittente il piano del fabbisogno del personale sanitario nel triennio 2020-2022. Pur non nominandolo nel duro comunicato stampa, il presidente dell’Ordine degli infermieri rivolge all’assessore alla Salute, Rocco Palese, le sue osservazioni.
«Siamo curiosi di conoscere da quale analisi dei modelli organizzativi sono scaturiti i fabbisogni nella Regione Puglia e soprattutto nella Provincia di Taranto», scrive Volpe che lamenta anche l’esclusione della rappresentanza della professione dai tavoli di confronto regionali. «Nonostante il legislatore nazionale abbia annoverato l’Ordine delle Professioni Infermieristiche tra gli Enti sussidiari dello Stato – ricorda Volpe -, nessun confronto è stato avviato a livello regionale sul piano di fabbisogno di personale».
È opportuno ricordare, in proposito, che la Federazione nazionale degli Infermieri già da diversi anni ha sottoscritto un protocollo di intesa con la Conferenza Stato Regioni, di cui il presidente Michele Emiliano riveste la carica di vicepresidente, in cui le Regioni si sono impegnate ad un confronto attivo con gli Ordini provinciali proprio su questi temi. Che evidentemente non c’è stato.


Ma ecco la rivendicazione del presidente Volpe che fa notare un’altra stortura nelle previsioni degli uffici baresi: nel prossimo triennio potrà essere assunto solo un operatore socio sanitario (Oss). Previsione «incommentabile» per Volpe che ricorda come la carenza di questa figura di supporto tolga all’infermiere la possibilità di svolgere prestazioni specialistiche più necessarie ai bisogni di salute de malato. 
«Per l’ennesima volta – scrive il presidente dell’Opi -, la provincia di Taranto è stata sottodimensionata rispetto alle altre della nostra regione». In effetti le fette più grosse della torta se le attestano le province di Bari e Lecce che da sole tolgono i due terzi della disponibilità di nuovi posti da assumere in tutta la regione. Una posizione marginale quella assegnata alla provincia di Taranto notoriamente penalizzata da vari fattori che vanno dall’inquinamento delle varie industrie con le correlate malattie oncologiche e respiratorie di cui è superfluo ricordare i numeri.


«È inaccettabile – conferma il presidente - che nella provincia dei “due mari” contaminata dall’ex Ilva siano stati previsti solo 188 infermieri e un solo Operatore Socio Sanitario, considerando la peculiarità del nostro territorio legata all’emergenza oncologica. Ci auguriamo – conclude - che i numeri pubblicati sulla stampa contengano dei refusi o siano un pesce d’aprile, ma se questi sono davvero i numeri, ci siamo nuovamente piegati alle logiche del contenimento di spesa, perdendo di vista i buoni propositi avanzati durante la fase di piena emergenza sanitaria da Covid19». 
Il “piano Palese” è «irricevibile» anche per la Uil funzione pubblica di Taranto. «Per garantire una assistenza di qualità – afferma in una nota il segretario generale Emiliano Messina -, non possiamo immaginare di avere ancora reparti con un solo infermiere di notte costretto a gestire 20 pazienti senza il supporto dell’Oss. Non è una condizione degna di un sistema che deve garantire prestazioni efficienti ed efficaci». 

Ultimo aggiornamento: 08:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA