In arrivo una nave di migranti. Sull’hotspot affondo del Sap: «Chiuderlo immediatamente»

In arrivo una nave di migranti. Sull’hotspot affondo del Sap: «Chiuderlo immediatamente»
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Mercoledì 24 Agosto 2022, 05:00

«Abbiamo denunciato pubblicamente ed in tutte le sedi il fallimento della politica migratoria e le condizioni nelle quali i nostri colleghi sono costretti ad operare all’interno dell’ hotspot di Taranto. Abbiamo portato a conoscenza dell’opinione pubblica le precarie condizioni igienico/sanitarie e le ricadute negative anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Per questi ed altri motivi abbiamo chiesto la chiusura dell’hotspot almeno fino al suo completo adeguamento alle più elementari norme di sicurezza ed igienico/sanitarie». Così il Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, attraverso la nota del segretario provinciale Pasquale Magazzino.
«Abbiamo inoltre richiesto protocolli scritti di intervento in riferimento alla destinazione del centro immigrati, nonché di trasferire/aggregare alla questura di Taranto adeguato personale da destinare esclusivamente ai servizi finalizzati alla gestione della sicurezza dell’Hotspot. Nessuna risposta è stata data se non quella del continuo invio a Taranto di navi delle Ong (oramai i veri gestori della politica migratoria) cariche di immigrati, come quella in arrivo domani (oggi - ndr) e quelle già fatte approdare alcuni giorni orsono rispettivamente con 438 e 659 immigrati. Assisteremo ancora all’impiego dei colleghi nei servizi di gestione degli sbarchi e per la vigilanza al centro immigrati. Poliziotti con specifiche professionalità distolti dalle loro attività e regolarmente impiegati presso l’hotspot».

La nota

«Gli organici delle forze dell’ordine - prosegue la nota - negli anni sono stati decimati tra pensionamenti e mancate assunzioni. Il controllo del territorio che rappresentava il punto di forza del sistema sicurezza è al collasso. Il presidio del territorio non esiste più». E ancora: «Tra il 2021 e il 2022 sono già andati e andranno in pensione circa 65 poliziotti. Dopo varie proteste sindacali la risposta del ministro è stata quella dell’invio nella provincia di 15 operatori di polizia. Ma tutto tace. Chi si trova ai massimi vertici delle istituzioni non commenta, non appare, si dilegua. Assistiamo, appunto, al “silenzio dei colpevoli”. Intanto i nostri colleghi vengono penalizzati nell’andare in ferie, impiegati in turni assurdi per gestire gli sbarchi degli immigrati, vengono disperse le loro professionalità, impegnati con continuità nella vigilanza agli hotspot, ai Centri di Prima Accoglienza degli immigrati ed ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio. E ancora tutto tace, nel “silenzio dei colpevoli”». I primi giorni di settembre il sottosegretario al Ministero dell’Interno, On. Nicola Molteni, e l’on. Gianni Tonelli hanno promesso una ispezione presso l’hotspot di Taranto al fine di verificare le condizioni del centro. Attendiamo ed intanto la nostra protesta continua».

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