Carichi di lavoro e retribuzioni, stato di agitazione al MarTa

Carichi di lavoro e retribuzioni, stato di agitazione al MarTa
di Lucia J.IAIA
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Mercoledì 8 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:19

Il j’accuse dei sindacati è durissimo, come si percepisce dalla nota ufficiale. “Si è stigmatizzato il comportamento della direzione che di fatto non ha favorito lo svolgimento e conseguentemente la partecipazione all’assemblea così come previsto in materia”. Con questa premessa Cgil, Flp, Uil e Rsu denunciano ora lo stato di agitazione dei lavoratori del MarTa di Taranto.

I problemi

Sovraccarico di lavoro, per giunta non retribuito, criticità nella sicurezza dei luoghi e mancanza di buoni pasto sono solo alcune delle questioni sollevate. “Principalmente, si è evidenziata la mancanza di risposte da parte dell’Amministrazione alle richieste di ottenere un riconoscimento economico a fronte di un maggior carico di lavoro e di responsabilità a proposito della mostra Medimex in programma dal 16 giugno al MarTa”. 
Più volte, l’importante museo archeologico tarantino ha ospitato mostre di vari artisti. Una scelta questa che, evidentemente, non è piaciuta ai lavoratori. “Infatti – chiariscono i sindacati - è ormai usuale la modalità di mostre aggiuntive lungo il percorso museale avulse dal contesto archeologico. I lavoratori non entrano nel merito della direzione scientifica e degli accordi di collaborazione del MarTa che però non presuppongono l’utilizzo dei lavoratori a prescindere. A tutt’oggi, si resta in attesa della polizza assicurativa a suo tempo richiesta e non ancora prodotta”. Inoltre, anche l’aspetto sicurezza presenterebbe diverse lacune. “Si è evidenziata la pericolosità delle postazioni aggiuntive, ad esempio quelle della mostra “L’età dell’oro” di Federico Gori. Riguardo tale mostra, ricevuta la polizza, si evince che alcune condizioni non tutelano il personale ma solamente l’amministrazione e l’artista come quelle che invalidano la stessa in presenza di over booking e super affollamento, situazioni dagli addetti evidenziate. Inoltre la manleva, della quale non si aveva notizia precedentemente, non tutelerebbe ancora i lavoratori ma la sola amministrazione”. 


Le presenze in questo museo sono certamente cresciute negli anni, così come la sua visibilità. “Il dato di massima affluenza, secondo molti ormai obsoleto e riferito alla superficie nuda in fase di richiesta ai vigili del fuoco potrebbe risultare, da calcoli effettuati, dimezzato in quanto la metratura risulterebbe drasticamente ridotta da pareti a vetrina, tavoli per attività didattica, panche, reperti di mostre aggiuntive. Per queste variazione di superficie è prevista la comunicazione ai vigili del fuoco ogni qualvolta si verifichi”. 

Secondo i sindacati tra l’altro, sarebbero diverse le categorie scontente per questa gestione del museo. “ Si è rappresentato il carico di lavoro anche dei funzionari che devono ottemperare oltre alle normali incombenze anche ai vari Pon e la mancata applicazione del Pola riguardante lo svolgimento del lavoro possibile in smart working almeno un giorno la settimana”. Nota dolente i buoni pasto mancanti “per un’interpretazione alquanto restrittiva che non ne prevede la corresponsione in presenza di lavoro a progetto per 8 ore”. Infine, la richiesta dei sindacati è chiara: basta visite guidate gratuite. “La chiusura al pubblico del lunedì, di fatto solo sulla carta, prevede come tutti gli altri giorni le medesime fasce con i medesimi numeri con in più tutte le attività a suo tempo indicate, compresa la manutenzione, da svolgere a museo chiuso e con minor personale. Dopo aver fatto presenti innumerevoli volte la difficoltà di esecuzione, si chiede l’annullamento delle visite guidate gratuite o in subordine la limitazione per le sole visite guidate a 25/30 unità con la creazione di un apposito link così come previsto per le domeniche e festivi”.

La replica

La direttrice Eva Degl’Innocenti non ci sta, parla di “false accuse”, ed è pronta a replicare punto su punto. “La prima richiesta è irricevibile. La mostra del Medimex è organizzato dal Marta, insieme alla regione Puglia e al Teatro pubblico pugliese. Non c’è alcun carico di lavoro aggiuntivo perché viene organizzata all’interno del percorso permanente. L’unico lavoro in più ha riguardato l’allestimento, il disallestimento e l’inaugurazione. Queste prestazioni vengono corrisposte dal teatro pubblico pugliese e c’è già quietanza di pagamento”. Si tratta tra l’altro di richieste a cui, precisa Eva Degl’Innocenti, “avevamo già risposto e dunque, non è vero anche questo aspetto. Tra l’altro, il Teatro pubblico pugliese ha sottoscritto una manleva, oltre all’assicurazione, che non tutela solo la direzione, come dicono i sindacati, ma tutti i lavoratori da qualsiasi danno che queste opere possono subire. E’ stata trasmessa tutta la documentazione completa ed in questo occorre seguire un iter burocratico. Si tratta di critiche completamente fuori luogo”. Rispetto alla questione sicurezza, la direttrice del Marta puntualizza. “Dietro ogni allestimento, c’è un progetto tecnico che sulla base di un’istruttoria dichiara l’idoneità delle planimetrie con un lavoro svolto a monte. Non c’è nulla che mossa mettere in pericolo i lavoratori”. Inoltre, si tratterebbe secondo i sindacati di mostre “avulse dall’archeologia”. La direttrice Degl’Innocenti in tal senso, non le manda a dire. “Cosa significa? Credo che si stia sconfinando in decisioni scientifiche che non spettano a loro. E’ molto grave questa affermazione perché nessun contratto del lavoro li autorizza ad intervenire su tali scelte”. Anche il punto relativo all’affluenza viene smentito dalla direttrice. “Non è assolutamente corrispondente al vero. Il calcolo dell’affollamento massimo è stato sempre tenuto in considerazione con la massima attenzione. Stesso discorso sui buoni pasto. Il Marta segue un regolamento nazionale. Noi non promulghiamo leggi, le rispettiamo semplicemente”. Infine, la chiusura del lunedì e le visite guidate gratuite. “Non è vero che il museo è chiuso il lunedì ma è aperto ai gruppi. Trattandosi di visite cadenzate, lo dedichiamo alle attività di manutenzione che, da sempre, coabitano con quelle di fruizione. Sono solo due le visite gratuite, una il sabato e una la domenica. Per noi è importante tenerle come omaggio al pubblico”.

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