Grottaglie, con i voli suborbitali nuove prospettive per l'economia. Ma ora collegamenti "civili" e charter dallo Spazioporto

L'aeroporto di Grottaglie
L'aeroporto di Grottaglie
di Domenico PALMIOTTI
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Mercoledì 31 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:49

«Il fatto che si avvi il progetto dello spazioporto nell’aeroporto di Grottaglie è molto positivo», dice senza mezzi termini a Quotidiano Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto. Decisamente più cauto, invece, Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, che sempre a Quotidiano dichiara: «Aeroporti di Puglia ha lanciato il bando per la progettazione delle opere? Aspettiamo di capire gli sviluppi. Vogliamo prima vedere quanto davvero ci si sta muovendo in un’ottica di prospettiva, e se c’è volontà vera di investire, o se per caso non sia altro. D’altra parte, non dimentichiamoci che siamo sotto elezioni». 

Le reazioni

Mentre il Pd di Taranto rileva che si è davanti ad “una vita diversa per l’aeroporto di Grottaglie e un’occasione di sviluppo nuovo per tutto il territorio”. Ma perché due importanti associazioni di impresa, quella dell’industria e quella del commercio e dei servizi, hanno valutazione divergenti all’indomani dell’annuncio sullo spazioporto fatto da Regione Puglia e Aeroporti di Puglia? Il motivo è semplice e peraltro non nuovo: i voli di linea da e per lo scalo di Grottaglie. «Confcommercio - osserva Giangrande - non dice assolutamente no allo sviluppo industriale. Lo spazioporto va bene. Va bene la possibilità di far nascere nuove attività e nuova economia, così come siamo a favore della piattaforma cargo per esportare in condizioni migliori i prodotti della nostra agricoltura, ma la nostra posizione è e rimane quella di provare a fare una cosa e l’altra. Se possiamo sfruttare Grottaglie anche per i voli passeggeri, ma perchè non farlo?». «L’aeroporto di Grottaglie sta sempre più acquisendo una certa connotazione e noi siamo molto favorevoli - riprende Toma, presidente di Confindustria -. Piuttosto, se vogliamo avere anche l’opzione passeggeri, apriamo lo scalo ai voli charter in modo da attrarre turismo internazionale. Visto che stiamo investendo sul turismo e che vogliamo valorizzare la nostra area, sui charter si può fare un ragionamento. Facciamolo tutti insieme. Ma inseguire altre cose, no, non lo vedo realistico». «Eppoi - sottolinea Toma - quale è il problema, per caso la difficoltà di raggiungere gli aeroporti di Bari e Brindisi? Ma dico: perché da Milano ci sono navette che, con frequenza costante, vanno a Malpensa e a Taranto, invece, non si può fare altrettanto per i due aeroporti? Ma vi sembra giusto che un passeggero paghi magari poche decine di euro un volo per Milano o per Torino e poi spenda solo di trasferimento, col servizio privato, 100 euro tra andata e ritorno dall’aeroporto?». «Non abbiamo necessità che si facciano i voli civili - osserva Toma -. È importante invece organizzare i collegamenti da e per i due aeroporti che oggi sono fortemente carenti, perchè tolti i privati, non c’è assolutamente null’altro». 

«È Brindisi l’aeroporto del Salento? Ma scusate - domanda Giangrande di Confcommercio - perché nessuno sinora si è preoccupato di convocare le tre provincie per vedere come organizzare al meglio la mobilità da e per Brindisi? Vorrei poi chiedere ad Aeroporti di Puglia: se state continuando ad investire su Grottaglie, perché allora non aprire anche ai voli di linea? Così non sarebbero più produttivi gli investimenti milionari in corso?».

Lo scalo passeggeri 

E all’obiezione che Grottaglie non decolla come scalo passeggeri non perchè non ci sia domanda ma perché le compagnie non sono interessate - o quantomeno sinora di interessate non se ne sono trovate - Giangrande risponde: «Queste tesi non le condivido. In primo luogo, la domanda per Taranto ci sarebbe e verrebbe dalla Basilicata e dalla parte nord della Calabria. Poi, non si può dire a noi imprenditori del posto di trovare le compagnie per Grottaglie. Non è operazione nostra, non abbiamo nemmeno la forza economica per tentarla. È la Regione, invece, che deve muoversi». «Non parlo di Bari - sottolinea Giangrande - perché è sempre stato uno scalo di riferimento anche per i collegamenti internazionali, ma 15 anni fa l’aeroporto di Brindisi, lasciatemi passare il termine, era un pianto. Vedetelo adesso, vedete i volumi di traffico che esprime, e perché questo? Perché ad un certo punto la Regione, con un atto molto chiaro di volontà politica, ha incentivato le low cost, partendo dalle più importanti, ad andare a Brindisi e i risultati si sono visti». «Noi, a Taranto - sostiene Giangrande - perché dobbiamo essere esclusi dai servizi, dalla mobilità, perché dobbiamo essere sempre un territorio martoriato? Quello che si è fatto per Brindisi, lo si può fare, se si vuole, anche per Grottaglie. Un bando che incentivi le compagnie ad utilizzarlo». «Non cambio idea - afferma Toma di Confindustria -, se c’è una battaglia da fare, riguarda i charter. Tra spazioporto, aerospazio, industrie collegate, ricerca, nuove tecnologie, piattaforma cargo e Leonardo che, tra attività per Boeing e altri progetti, dovrebbe riprendersi dopo lo stop forzato a causa della pandemia, mi pare che su Grottaglie si stia delineando qualcosa di molto interessante. Da incentivare e portare avanti perché guarda al futuro. Abbiamo anche la carta Zes da giocare. Può essere un motivo di attrazione di imprese anche perché a Grottaglie c’è una concentrazione di aree Zes che è tra le più alte della provincia».

I riflessi positivi dello spazioporto

Schierandosi per lo spazioporto, il Pd di Taranto sostiene che “il progetto rappresenta un unicum in Europa. Ciò riempie di orgoglio ed entusiasmo e permette di cogliere la sfida della New Space Economy”. “Inoltre - dice il Pd - diverse aziende, anche straniere, iniziano a mostrare interesse. Questo determinerà importanti riflessi di carattere occupazionale ed economico, fatto che in un contesto simile ed in un momento storico molto particolare, non può che far ben sperare. Va così delineandosi sempre con maggiore forza e nitidezza, il futuro di un territorio che finalmente è orientato verso il futuro e verso uno sviluppo decisamente diverso”. “Un plauso dunque - conclude il Pd - a chi ha messo insieme le energie per rendere effettiva quella che era solo una ambiziosa idea: Regione Puglia, Enac e Aeroporti di Puglia”. 

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