Gli infermieri non hanno la pec. Sospese dall'albo 190 persone

Gli infermieri non hanno la pec. Sospese dall'albo 190 persone
di Nazareno DINOI
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 07:29

È resa dei conti tra infermieri inadempienti o sbadati della provincia di Taranto e il proprio Ordine professionale che ha richiamato circa 700 professionisti ancora privi di un indirizzo personale di posta elettronica certificata come prevede la legge, pena la radiazione dall'albo. E per 190 di loro che hanno ignorato la prima diffida che concedeva 30 giorni per mettersi in regola, è già scattata la misura drastica della sospensione per assenza di domicilio digitale.

La raccomandata

In questi giorni il postino sta notificando loro la raccomandata il cui testo non lascia per niente tranquilli: «A far data dalla ricezione della presente si legge deve intendersi sospeso dall'Albo degli infermieri della provincia di Taranto». Per i liberi professionisti che hanno deciso di appendere al chiodo guanti e divisa, come per i pensionati decisi a fare altro, il danno è trascurabile. Ma per chi esercita ancora, sia in proprio che alle dipendenze, il guaio è serio e lo ricorda la stessa raccomandata firmata dal presidente dell'Opi, Pierpaolo Volpe, in cui si ricorda «che l'esercizio della professione è subordinata all'iscrizione all'Albo in assenza della quale si configura il reato di esercizio abusivo della professione punibile ai sensi dell'articolo 348 del codice penale». Per questo la raccomandata, oltre che all'interessato, è stata recapitata anche alla Procura della Repubblica di Taranto per le attività del caso. Non solo in Procura ma anche alla Asl (per i dipendenti pubblici) al comando carabinieri del Nucleo di sanità, all'assessorato regionale alla Salute, a tutti gli Ordini professionali d'Italia e persino al Ministero della Salute e al Ministero dell'Interno.

L'Ordine doveva procedere, pena il commissariamento

Una misura dolorosa che i vertici dell'Ordine infermieri della provincia ionica hanno dovuto prendere pena il loro commissariamento. «La nostra è una corsa contro il tempo, un obbligo imposto per legge che in qualità di ente sussidiario dello Stato siamo costretti a far rispettare». In effetti la pec per le professioni sanitarie e quindi per gli infermieri, è stata resa obbligatoria da un decreto legge del 2008, imposizione ribadita dal successivo decreto cosiddetto «semplificazione» di luglio 2020. Il tempo per adeguarsi, insomma, c'è stato, inoltre già da alcuni anni l'Opi Taranto ha fornito gratuitamente ai propri iscritti un indirizzo di posta certificata. Bastava chiederlo, ma dai 190 sospesi non è arrivata nessuna richiesta n'è hanno risposto alla diffida inviata nello scorso mese di agosto. «Quando ho preso le redini dell'Ordine spiega il presidente Volpe gli infermieri inadempienti erano 1200 e grazie agli avvisi e ai solleciti siamo arrivati a meno di 200». Per rientrare nei ranghi, gli infermieri sospesi dovranno seguire un iter che permetterà loro la re-iscrizione nell'Albo dopo naturalmente essere venuti in possesso di un domicilio digitale. A chi intende invece contestare il provvedimento toccherà presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Il nodo delle morosità

Chiuso questo capitolo, per chi dirige il governo della professione infermieristica se ne aprirà un altro, quello delle morosità sulle quote annuali. Anche su questa piaga di tutti gli Ordini professionali il presidente Volpe sta lavorando per mettere ordine. «Quando ho assunto il mandato rivela ancora con soddisfazione Volpe , avevamo diverse centinaia di casi di infermieri che non pagavano da anni, alcuni addirittura dal 2011; abbiamo così deciso di avviare le previste azioni contestando le morosità fino ad arrivare alla cancellazione dei casi più ostinati».
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