Giunta e partecipate, Melucci sceglie: ​così saranno distribuite le deleghe

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Paola CASELLA

Il sindaco Rinaldo Melucci già nel prossimo fine settimana potrebbe varare la nuova giunta. Il giro di consultazioni con le forze politiche della coalizione Ecosistema Taranto è terminato mercoledì pomeriggio ed ora il quadro politico è chiaro e completo. Nel corso degli incontri è stato già indicato il metodo che si dovrà seguire per l’attribuzione delle postazioni, ciascun rappresentante dei partiti, movimenti e liste civiche ha avanzato le proprie proposte, mentre il primo cittadino in questa fase si è limitato all’ascolto. Finora sarebbe emerso un primo nodo da sciogliere, poiché sia il Partito democratico sia Con Taranto avrebbero fatto richiesta della presidenza del consiglio comunale.

Nodi e ipotesi

Ad essere interessati sarebbero, in particolare, due consiglieri con “esperienza”: Lucio Lonoce del Pd, che nella precedente consiliatura ha esercitato questa funzione, e Piero Bitetti, che pure in passato ha svolto questo ruolo e che ora avrebbe anche il sostegno di Massimiliano Stellato che siede tra i banchi dell’opposizione (Patto popolare). Tra i due litiganti, però, potrebbe spuntarla un altro rappresentante del Pd, il consigliere regionale ed appena eletto consigliere comunale Vincenzo Di Gregorio che dalla sua vanta il fatto di essere il più suffragato e che, dunque, riterrebbe di averne pieno diritto sulla base degli accordi pregressi. La presidenza del consiglio è una carica molto ambita, per il suo prestigio, sicuramente, ma anche per la lauta indennità economica che garantisce.

Nella nuova giunta e alla guida delle Partecipate avranno una maggiore rappresentanza i partiti e le liste civiche che hanno ottenuto più seggi in consiglio comunale. Il primo partito è il Pd con 15.282 voti (19,28%) cui spettano 7 seggi. Ci sono poi Taranto Crea con 5.356 (6,76%) e 2 seggi, Con Taranto con 5.243 voti (6,61%) e 2 seggi, Taranto2030 con 4.881 voti (6,16%) e 2 seggi, +Centrosinistra con 4.221 voti (5,32%) e 2 seggi, mentre 1 seggio spetta a Taranto mediterranea (3.453 voti), Movimento 5Stelle (3.316 voti), Taranto popolare (2.924 voti), Europa Verde (2.567 voti), Psi/Pri (2.254 voti). La lista Autonomi e Partite Iva non è, invece, riuscita ad eleggere alcun candidato. Il Pd, che ha incassato 7 consiglieri, potrà esprimere due assessori o un assessore e un presidente di Partecipata oppure un assessore e la presidenza del consiglio comunale, Con Taranto, Taranto Crea, + Centrosinistra con Emiliano, Taranto2030, che ne hanno eletti 2, potranno indicare un assessore o un presidente di Partecipata, Movimento 5Stelle, Verdi e Psi/Pri, in quanto forze politiche nazionali, potranno esprimere un assessore o presidente di Partecipata, mentre Taranto popolare e Taranto mediterranea potranno proporre un presidente di Partecipata.

Ci sono forze politiche che hanno già le idee chiare, come + Centrosinistra, lista che fa riferimento al consigliere del presidente Emiliano Mino Borraccino, il quale avrebbe già fatto il nome dell’avvocato Luana Riso, prima dei non eletti. Stesso metodo, che premia chi ha ottenuto maggiori consensi e una donna, è il Movimento 5Stelle che avrebbe indicato Mary Luppino, la più suffragata. Per la lista Con Taranto potrebbe entrare in giunta Stefania Fornaro oppure l’ex assessore Gabriella Ficocelli, mentre il Pd potrebbe decidere di riconfermare, come quota rosa, l’ex assessore Francesca Viggiano. Cosimo Ciraci potrebbe tornare alla Polizia municipale in quota a Taranto 2030, così come dovrebbe rientrare nella squadra di governo anche Fabrizio Manzulli per Taranto Crea. In rappresentanza dei Verdi non è detto che Fabiano Marti riprenda a lavorare nell’esecutivo, perché sarebbe intenzionato a restare in consiglio, così come Paolo Castronovi eletto con Psi/Pri.

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