Gel fatti in loco contro chi specula

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Mario DILIBERTO
Lo spettro del coronavirus a Taranto si riflette negli scaffali dei supermercati. Desolatamente vuoti dove fino a pochi giorni fa pullulavano le confezioni di Amuchina, in particolare nel formato gel per le mani. Negli ultimi giorni, infatti, le code a fare la spesa si sono intensificate con un aumento di acquisti di beni di prima necessità. In tanti hanno deciso di fare scorta di zucchero, latte, pasta e farina.
«Non è psicosi, ma preferisco prendere qualcosa in più senza esagerare»- spiega una giovane casalinga mentre spinge il suo carrello mezzo pieno nei corridoi di uno dei supermercati che fa orario continuato. «Ovviamente - aggiunge - ho un po' di paura e per questo cerco di seguire con attenzione gli esperti che spiegano in tv le precauzioni da adottare».
E come lei sono in tanti quelli che hanno pensato di fare scorte.
Un aumento ragionevole al quale il sistema Taranto ha certamente retto. Sbagliato, infatti, parlare di assalto ai negozi di alimentari nei quali però indubbiamente gli acquisti si sono sensibilmente impennati.
Un effetto fisiologico in questi giorni di grande paura per le notizie che vengono dal Nord che vanno a braccetto con il temutissimo rischio che il contagio arrivi anche in Puglia. Per questo sia nella giornata di domenica e ieri mattina in tanti si sono presentati dinanzi ai supermercati di buon'ora. Ma più che nelle scorte di alimentari anche la paura dei tarantini si è concretizzata nella corsa al disinfettante individuato come la risposta immediata al grande nemico arrivato anche in Italia, con l'emergenza scattata nelle regione settentrionali.
«Purtroppo l'Amuchina è andata via davvero rapidamente e la richiesta ha esaurito anche le scorte. Non ne abbiamo più e i clienti continuano a chiederne» - conferma Leonardo Giangrande, presidente della Confcommercio e socio della società proprietaria di numerosi supermercati a marchio Pam di Taranto e provincia.
Giangrande racconta che proprio la corsa all'Amuchina ha colto di sorpresa, e non poteva essere diversamente, i supermercati, ma lo stesso vale per le farmacie. «Indubbiamente - spiega - le notizie rimbalzate in televisione, sui giornale e sul web hanno alimentato questa richiesta enorme alla quale ovviamente si è potuto fare fronte fino ad un certo punto. Nei miei punti vendita - aggiunge - le confezioni di ogni formato sono andate esaurite giorni fa e anche nei depositi non ne abbiamo più».
Una situazione che ha alimentato il fenomeno, soprattutto on line, della lievitazione dei pressi del disinfettante divenuto prezioso. «Ho visto offerte sul web di confezioni vendute a trenta euro. Una cosa ignobile» - tuona il presidente della Confcommercio che promette: «Se venissi a sapere di episodi del genere sul territorio denuncerei immediatamente tutto ai carabinieri. In questa situazione di difficoltà non è possibile tollerare forme di speculazione sulla paura della gente. Spero anzi che quanto sta accadendo serva ai consumatori per comprendere la morale di chi mette davanti a tutto il proprio tornaconto con pratiche che nulla hanno a che vedere con il fare impresa». Al netto dell'azzeramento delle scorte di Amuchina, comunque, Giangrande esclude che in questi giorni a Taranto si sia vissuto un clima di assalto agli scaffali. «I tarantini - racconta - non si sono fatti prendere dal panico e hanno fatto bene. Certo si registra l'aumento di acquisti ma siamo comunque in linea con quanto il sistema della città e della provincia è in grado di sostenere. In questo senso è opportuno da parte di tutti, e in particolare da parte di chi ha responsabilità, abbassare i toni». Parole e inviti infarciti di buonsenso alla luce anche della situazione attuale con i casi sospetti di coronavirus in Puglia risultati tutti negativi.
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