Farmaci, la Asl di Taranto
ha sforato il tetto di spesa: 7 milioni di euro in un anno

Venerdì 1 Aprile 2022 di Nazareno DINOI

«L’Asl di Taranto presenta il più alto costo medico per assistito rispetto al valore regionale». Lo scrivono in grassetto i vertici dell’azienda sanitaria ionica in una lettera indirizzata a tutti i medici prescrittori, sia ospedalieri che delle strutture private e medici di famiglia della provincia di Taranto

I rilievi

Nell’oggetto, tutta la drammaticità della circolare: «Tetti di spesa farmaceutica, urgenti e inderogabili azioni di contenimento, avvio di procedure sanzionatorie per inappropriatezze prescrittive». Lo sforamento di circa 7 milioni di euro oltre il consentito riguarda il bilancio chiuso al 31 dicembre 2021. Ma «la proiezione di spesa basata sui dati del primo bimestre del 2022, si attesta ad un dato preconsuntivo persino superiore», si precisa nella lettera che la direttrice del Dipartimento delle politiche del farmaco, Rosa Moscogiuri che l’ha redatta, fa firmare anche ai direttori dei dipartimenti di Cure primarie, Direzioni mediche ospedalieri, dei direttori amministrativo e sanitario e dal direttore generale della Asl, Vito Gregorio Colacicco. 

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La spesa della Asl


Ed ecco i conti in rosso. Il tetto previsto per la farmaceutica convenzionata ammonta a circa 80milioni e duecentomila euro, mentre «la spesa sostenuta dalla Asl Taranto è risultata pari a 87milioni di euro», scrive ancora la dirigente del Dipartimento del farmaco che ricorda come «il rispetto di tale tetto richiede un incisivo impegno da parte dei medici prescrittori affinchè venga conseguito l’obiettivo attribuito». La ricerca effettuata ha individuato anche il gruppo di farmaci il cui consumo ha contribuito maggiormente a sforare il tetto. 
Al primo posto i farmaci per il controllo del colesterolo, poi quelli dell’acidità gastrica e a seguire gli antibatterici, antitrombotici, la vitamina D, gli antiinfiammatori e antimicrobici intestinali. Molti di questi utili per la cura dei sintomi dell’infezione da Sars Cov2. È stato così realizzato un vademecum per medici addetti agli ordini per il consumo ospedaliero e case di cura. Costoro dovranno prescrivere nel rispetto delle linee guida aziendali, come quelle sulla profilassi chirurgica che se applicate correttamente eviterebbero prescrizioni inappropriate da parte dei medici curanti. Per questo all’atto delle dimissioni dei pazienti bisognerà prescrivere esclusivamente il principio attivo e non più il nome commerciale del farmaco. 

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Inoltre prima della dimissione bisognerà somministrare, in ospedale o clinica, il primo ciclo di terapia indicata. È fatto inoltre obbligo far ricadere la scelta esclusivamente sul farmaco a brevetto scaduto e quindi meno costoso a parità di beneficio, soprattutto per la scelta dei farmaci di costo elevato. Tutte le procedure indicate saranno sottoposte a controlli. «I medici che prescrivono farmaci – fa sapere la nota – dovranno produrre dei report autovalutativi per riscontrare l’impatto dei correttivi sulla prescrizione farmaceutica». Il Servizio centrale, da parte sua, elaborerà analisi valutative allo scopo di individuare possibili sprechi o disfunzioni che saranno oggetto di richiami ufficiali ed eventuali provvedimenti a carico di medici o strutture dalla prescrizione o dal consumo facile. 
La cesoia si abbatte anche sulla spesa per acquisti diretti di farmaci e gas medicali il cui tetto di spesa previsto è pari a 85milioni e 153mila euro al netto dello stanziamento per i gas medicali che è di altri 1,5milioni. L’obiettivo di risparmio per la Asl Taranto è fissato dalla Regione Puglia in circa 8,2 milioni di euro l’anno. Entro cinque giorni dalla ricezione della circolare fatta notificare in queste ore, i direttori di presidio ospedaliero e dei distretti devono organizzare degli incontri con tutti i medici al fine di riportare le prescrizioni «su percorsi di rigorosa appropriatezza». 

Ultimo aggiornamento: 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA