Ex Ilva e grandi industrie, a Taranto nasce l'Osservatorio per la Transizione

Ex Ilva e grandi industrie, a Taranto nasce l'Osservatorio per la Transizione
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Giovedì 21 Luglio 2022, 12:01

A Taranto nasce un Osservatorio per la Transizione. L'iniziativa dell'amministrazione ha l'obiettivo di unificare e trasformare gli osservatori pubblici permanenti già esistenti in materia sanitaria e ambientale, per dotare la comunità di uno strumento definito «formale e rigoroso» di monitoraggio dei diritti costituzionali, a cominciare dal nuovo dettato dell'articolo 41.

Il riferimento è, in particolare, ai primi commi in cui si rammenta che «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà».

«Un cambio di paradigma»

A proposito della vicenda ex Ilva e del rapporto tra la città e lo stabilimento siderurgico dell'ex Ilva, l'amministrazione appena rieletta «ritiene - è detto in una nota - che in quel voto democratico ci siano fermi desiderata della comunità ionica nella direzione di un cambio di paradigma economico, nella direzione della decarbonizzazione dell'area industriale di Taranto, nella direzione della rigenerazione del tessuto urbano e delle relazioni sociali, nella direzione, cioè, della cosiddetta transizione giusta europea».

L'Osservatorio per la Transizione sarà «aperto al coinvolgimento degli altri enti locali e degli organismi scientifici indipendenti, su tutti Asl Taranto e Arpa Puglia, raccoglierà - viene spiegato - di continuo le esperienze di partecipazione e informazione sul rapporto con la grande industria. Un palinsesto di servizi al cittadino che viene arricchito da nuove competenze, come l'analisi dell'impatto delle servitù cittadine dello stabilimento siderurgico, la revisione delle concessioni demaniali in uso ai privati che inquinano o depauperano il nostro sistema territoriale, la predisposizione di strumenti di tutela contro i soggetti che adottano comportamenti lesivi degli indotti locali, o ancora - conclude Palazzo di Città - il sostegno alle misure di risarcimento assicurate dalla legge ai residenti delle aree più provate dall'inquinamento industriale».

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