Di Maio a Taranto: Arcerol ci spieghi i 1400 in cassa

Lunedì 24 Giugno 2019
«Ci dicano perché hanno annunciato la Cassa integrazione per 1395 lavoratori, che non sembra possa essere addebitata esclusivamente alla crisi del mercato dell’acciaio». Il messaggio è del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, all'indirizzo di ArcelorMittal a margine dei lavori in prefettura a Taranto, dove hanno partecipato altri 5 ministri del governo: il ministro per il Sud Barbara Lezzi, la responsabile della Salute, Giulia Grillo, quello dell'Ambiente, Sergio Costa, il ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. 

«Mi aspetto - sottolinea - che si vada avanti con la gestione dello stabilimento e, perché no, di discutere insieme di innovazione». Tutte le «evoluzioni tecnologiche, se concertate insieme a chi gestisce lo stabilimento - ha affermato il vicepremier - possono essere considerate un passo in avanti. Ben vengano tutte le iniziative e nessuno si senta scavalcato». 

«Per quanto riguarda la spesa dei fondi dei Riva qualsiasi numero è troppo poco: comunque i nuovi commissari dovranno dedicarsi a spendere i fondi per le bonifiche con grande celerità». «La diversificazione e riconversione economica del territorio passa per quello che stiamo facendo. Ce la metteremo tutta per rendere esecutivi i progetti. Questo è il vero piano B, che contiene anche il piano A. Ci siamo detti sin dall’inizio che vogliamo diversificare l'economia del territorio per non renderlo dipendente da un solo stabilimento», ha poi aggiunto il vicepremier.
«Arcelor Mittal non deve rispondere per quello che hanno fatto altri. Se Arcelor Mittal continuerà ad attuare il piano ambientale dimostrerà tutta la sua buona fede». Così Luigi Di Maio rispondendo alle domande. «Mi aspetto - ha aggiunto - che la riconversione dell’impianto vada avanti nei tempi previsti e Arcelor Mittal rispetti gli accordi. Dell’effetto dei dazi di Trump sull'acciaio lo si sapeva quando abbiamo sottoscritto l’accordo».

«Sindacati e lavoratori sono di tutti, ognuno li può incontrare: però su questa manovra il tema non è se anticiparla o meno, ma è cosa ci mettiamo dentro». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio ai giornalisti che, a margine di una riunione alla prefettura di Taranto, gli chiedevano se si sentisse esautorato dall’altro vicepremier Matteo Salvini che ha convocato al Viminale sindacati e imprese per parlare di manovra. «Non è il caso di giocare a nascondino con 15 miliardi per fare la flat tax, non devono dirlo a Di Maio ma a tutti gli italiani». Così il vicepremier ha commentato le dichiarazioni del viceministro all’Economia Massimo Garavaglia che non vuole dire dove si prenderanno i soldi per la flat tax «sennò Di Maio me le ruba». «Spero - ha aggiunto Di Maio - che siano 15 miliardi freschi, di risorse che non tolgono nulla agli italiani».

«L'esimente penale non era nel contratto che abbiamo firmato, non era legata neanche all’addendum. Credo che ArcelorMittal, come ha dimostrato finora, se continua a dimostrare il mantenimento degli impegni, non ha nulla da temere». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, parlando a Taranto a conclusione del Tavolo del Contratto istituzionale di Sviluppo. «Noi - ha proseguito - siamo a disposizione dei sindacati e di ArceolorMittal con tutti gli organi tecnici ministeriali per sostenere la gestione dell’impianto. Se serve l’Avvocatura o il parere dei Ministeri siamo qui, ma la cosa importante da dire è che il contratto sottoscritto e poi l’addendum non prevedevano alcun tipo di esimente penale». Ultimo aggiornamento: 21:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA