Smart green port, la rincorsa di Taranto è iniziata

Smart green port, la rincorsa di Taranto è iniziata
di Nicola SAMMALI
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Giovedì 30 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 10:16

L’obiettivo per il futuro è fissato ed è la completa decarbonizzazione dei porti. Nuovi combustibili green per le navi, che abbattano drasticamente le emissioni inquinanti, banchine ripensate per fornire grosse quantità di energia elettrica, consentendo di restare attraccati ai moli a motori spenti, e rinnovabili per alimentare le gru che movimentano container e merci. Fino alla realizzazione di hub esterni per ottimizzare l’accesso dei tir, una sorta di parcheggio polmone in grado di gestire razionalmente il transito verso le aree portuali. 

Il confronto

Di tutto questo, in particolare, si è discusso nell’ultima giornata del Re-think Circular Economy Forum a Taranto, organizzato da Tondo in collaborazione con Eni nella sede universitaria in Città vecchia. Ad aprire il ciclo di incontri dedicato ieri ai porti circolari, nella più ampia visione di economia circolare applicata al comparto marittimo (che può diventare trainante per lo sviluppo sostenibile del territorio), è stato il presidente del Distretto produttivo dell’ambiente e del riutilizzo (Dipar) Lorenzo Ferrara. Il tema affrontato verteva sulle specificità necessarie per migliorare la sostenibilità energetica del sistema portuale, nonché sugli scenari attivabili nel porto di Taranto nell’ambito delle Aree produttive paesaggisticamente e ecologicamente attrezzate (Appea) della Regione Puglia. Quindi il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, delle strutture e degli impianti, l’abbandono di combustibili particolarmente inquinanti a favore del Gnl (Gas naturale liquefatto), quando non è possibile o conveniente elettrificare il consumo; conversione dei consumi verso il vettore elettrico; efficientamento dei sistemi di movimentazione delle merci e delle persone; realizzazione di impianti per la cogenerazione e la produzione di energia da fonti rinnovabili; gestione dei rifiuti, gestione dei reflui, impatto acustico, emissioni. 

«L’Autorità di sistema portuale di Taranto - ha evidenziato Ferrara - ha inteso inserire nella sua programmazione anche la prospettiva di una evoluzione nella logica di smart green port, almeno per parte dell’area di sua pertinenza. Il Dipar, insieme all’Authority, sta promuovendo due progetti in ambito internazionale: il primo è Smartport, che riguarda best practice in termini di gestione ambientale ed energetica delle aree portuali, è stato finanziato e partirà a breve; il secondo, Ecowaves, promuove la diffusione di best practice in tema di gestione dei rifiuti in ambito portuale. Proprio per questa vocazione il porto di Taranto è uno dei principali stakeholder di un progetto ambizioso, EmasJonio, per il conseguimento della registrazione ambientale Emas della Provincia Jonica». 
Sul ruolo del porto di Taranto in questa transizione verso infrastrutture e modalità di trasporto sostenibili è intervenuto il presidente Sergio Prete: «Stiamo cercando di portare avanti una programmazione che preveda da un lato la realizzazione di un sistema di monitoraggio integrato di tutte le matrici ambientali, e dall’altro una serie di progetti di economia circolare. Gli armatori stanno testando varie soluzioni sui carburanti alternativi: abbiamo già un abbattimento delle emissioni di zolfo e l’Eni è un esempio virtuoso. Ci sono altri armatori che stanno commissionando la realizzazione di navi a idrogeno. Sta prendendo piede il discorso del cold ironing, cioè della fornitura di energia elettrica da terra alle navi che potranno così spegnere i motori: su questo il Pnrr ha una dotazione di fondi significativa che per il porto di Taranto prevede l’elettrificazione delle banchine oggi destinate al traffico crocieristico, ma anche del pontile Eni e del Terminal Container. Molti porti, però, non sono ancora dotati della capacità energetica per fornire le navi, e in più il costo dell’energia elettrica oggi è sicuramente significativo, quindi andrebbero abbattuti i costi di consumo. Stiamo lavorando, infine, a un acceleratore di startup sulla blue economy, che avrebbe il compito di vitalizzare ulteriormente questo settore». Da domani al 4 ottobre è previsto il Taranto Port Days, un evento dedicato alla promozione della portualità e della cultura del mare.

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