Crisi del commercio a Taranto, le proposte di Confartigianato: «Cominciamo dagli autosilo nel borgo»

Crisi del commercio a Taranto, le proposte di Confartigianato: «Cominciamo dagli autosilo nel borgo»
di Lucia J.IAIA
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Domenica 13 Marzo 2022, 05:00

Continua a preoccupare la crisi del commercio tarantino, specie nel borgo. Anche durante la stagione dei saldi, le vendite stentano a decollare e tra gli operatori del settore la preoccupazione cresce. Dopo lo stallo causato dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni, prevale ancora un sentimento d’incertezza tra i consumatori. Ma oltre a queste cause che si potrebbero definire esterne, gli operatori lamentano criticità interne alla gestione della città. 

L'allarme

Nei giorni scorsi, l’allarme era stato lanciato da Confcommercio e da Casaimpresa. Ora anche gli artigiani puntano i piedi perché evidentemente, i sopraggiunti chiarimenti da parte del commissario prefettizio Vincenzo Cardellicchio sulle tre priorità - parcheggi, incentivi e servizi a supporto delle strade del commercio - non convincono gli attori in campo. 
«Sono oltre venti anni – spiega Domenico D’Amico, presidente di Confartigianato Taranto - che la città vede abbassare definitivamente saracinesche di negozi e botteghe, spesso storiche, nella totale indifferenza generale. Il grido di allarme e la sofferenza di artigiani e commercianti della città di Taranto non inizia certo oggi, ma è un’inascoltata agonia di molti anni». 
L’analisi di D’Amico passa attraverso la volontà di riflettere sui fatti e indagarne le cause. «A Bari, Lecce, Brindisi, addirittura Matera, la crisi c’è ma è arrivata anche la ripresa, il rilancio, l’inversione di tendenza. Evidentemente quelle comunità si sono date da fare, hanno progettato e realizzato. Quali idee sono state messe in campo, negli anni, per aiutare la categoria degli esercenti? Quali le ragioni? Una su tutte è la grave aritmetica mancanza di parcheggi disponibili in centro, oltre a quelli dei residenti, che ha agevolato e condizionato i flussi di acquisto verso i centri commerciali».

«Saracinesche abbassate»

Ma, secondo gli artigiani, il problema non sarebbe solo la difficoltà di trovare parcheggio. «La carenza di arredo urbano – denuncia D’Amico - la sporcizia che molto spesso regna nelle strade nonostante l’impegno della municipalizzata preposta, le scritte che deturpano ogni angolo e la sensazione di sciatteria e trascuratezza, tutta colpa di una cultura del menefreghismo e strafottenza propria di alcuni tarantini, tanto per parlar chiaro. Ed ancora la crescita senza senso degli spazi commerciali esterni. L’accoglienza è il loro mantra progettuale. Si, ma il centro? Saracinesche abbassate e luci spente». 
Per affrontare queste criticità, Confartigianato lancia una serie di proposte. «Nel nostro piccolo ci siamo rivolti a vari tecnici, abbiamo cercato di capire come hanno fatto in altre parti, la risposta è stata chiara, scontata: gli autosilo. Possono essere costruiti dalle Amministrazioni comunali ed anche da privati. La situazione di oggi richiede schiettezza e parlar chiaro».

Le richieste

Dunque, la richiesta che parte dal mondo dell’artigianato fortemente colpito dalla crisi, come conferma D’Amico, è di intervenire al più presto. «Al Commissario chiediamo non modifiche ma annullamento delle delibere di giunta comunale di aprile e novembre 2021, istitutive delle incomprensibili ed ingiustificabili nuove strisce blu e le rimodulazioni orarie e tariffarie, l’ abbassamento delle aliquote dell’imposta sui rifiuti (Tari), ancora oggi fissate ai massimi livelli. L’auspicio è – conclude D’Amico – che nei vari programmi elettorali (da rispettare poi) siano ben snocciolati visione, idee e progetti per risollevare le sorti delle attività produttive del territorio. Come Confartigianato abbiamo le idee chiare e siamo a disposizione di tutti per un proficuo confronto, prima e anche dopo le elezioni».

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