Taranto, miticoltura "regolare": si lavora per ottenere le autorizzazioni e uscire dall'abusivismo

Un'immagine d'archivio delle cozze di Taranto
Un'immagine d'archivio delle cozze di Taranto
di Lucia J. IAIA
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Domenica 31 Ottobre 2021, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 13:30

Un tavolo permanente per intraprendere un percorso strutturato e finalizzato a valorizzare un prodotto rinomato ed identitario, come la cozza tarantina. Ieri si è tenuto il primo incontro che ha visto la presenza di rappresentanti del comune di Taranto, dell’Asl di Taranto, dell’Università di scienze ambientali, dell’Rpa, di confcommercio, Cnr, della Capitaneria di porto e dell’ufficio demanio.

L'abusivismo

Il nodo principale che, venti giorni fa, aveva portato i mitilicoltori davanti al palazzo municipale riguarda il rilascio delle concessioni nelle aree interne al primo seno del mar Piccolo. L’abusivismo, finora considerato una prassi consolidata non è più accettabile e sono gli stessi mitilicoltori a chiedere di potersi mettere in regola. L’annosa problematica era emersa, nella sua urgenza, all’indomani del blitz operato dalla guardia costiera di Taranto con la rimozione di diversi impianti abusivi.

Il primo confronto 

Soddisfatto di questo primo incontro, il presidente dei mitilicoltori di Confcommercio, Luciano Carriero. «Qualcosa si muove nella direzione giusta, dopo 30 anni di abbandono da parte della politica. Oggi ringraziamo l’amministrazione comunale per averci ascoltati ed anche la capitaneria di porto per aver smosso, letteralmente, le acque su una questione da tempo incancrenita». Un incontro costruttivo dunque, per Carriero.  «Ci sarà un nuovo tavolo a fine mese soprattutto, è stato messo a nostra disposizione l’ufficio demanio per regolarizzare le varie posizioni di ogni mitilicoltore e aiutarlo mettersi in regola. Solo così, si può valorizzare al massimo il prodotto e dare dignità alle famiglie che lavorano in questo settore. Dobbiamo fare squadra e muoverci nella stessa direzione, ripristinando la legalità. Siamo fiduciosi e sappiamo che le aree concedibili verranno assegnate a tutti coloro che intraprenderanno questo percorso. Per l’abusivismo, non c’è più spazio, così come precisato dalla Capitaneria che ha annunciato ulteriori controlli».  

I prossimi passi per Carriero sono chiari. «Cercheremo di sensibilizzare i mitilicoltori a recarsi all’ufficio demanio e organizzeremo come  Confcommmercio, un incontro per aiutare la cooperative ad uscire dal buio ed anche a costituirne di nuove. Siamo vicini alla categoria che vuole mettersi in regola perché il settore non può essere lasciato allo sbando» . 
 Perplessità invece, sono state manifestate dalle organizzazione sindacali Fai, Flai, Uila  «in quanto – sottolineano - il tavolo era stato previsto come strumento di monitoraggio e discussione di temi specifici denunciati nell’incontro avuto con le scriventi il 2 ottobre. In tale riunione erano state evidenziate le preoccupazioni da parte degli operatori in riferimento alle problematiche legate ai programmi di bonifica del mar Piccolo per i temi riconducibili al comune incassando un impegno di sensibilizzazione da parte del sindaco verso le istituzioni competenti su una definizione della situazione. Erano state richieste informazioni sulla emanazione del piano delle coste ed infine, per dare sostegno ai mitilicoltori, uno snellimento degli iter burocratici per le concessioni di specchi d’acqua in mar Grande, ottenendo dalla amministrazione una sostanziale disponibilità alla discussione e alla risoluzione delle esigenze esposte». 

Le voci contrarie


 Al contrario, per i sindacati, questi temi sarebbero stati messi da parte. «Si è dovuti assistere invece ad una situazione insolita dove una riunione tecnica operativa è diventata uno strumento politico. Il tavolo convocato prospettava una discussione su questioni diverse legate alla difficoltà di alcuni operatori in difficoltà che non riescono a regolarizzare le proprie situazioni, esigenza legittima ma che non aveva nulla a che fare con il resto. La mitilicoltura e la marineria in generale vive una fase di forte crisi e tale situazione alimenta i vari dibattiti che si sviluppano in ambienti politici ed istituzionali dove i lavoratori non hanno la possibilità di esprimere i propri disagi». Da qui infine, il richiamo agli impegni assunti.  «Ribadiamo la piena disponibilità a partecipare a tavoli che siano coerenti con gli impegni presi e portino a percorsi condivisi finalizzati alla risoluzione delle problematiche dei lavoratori». 

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