Casi positivi al Covid tra i sanitari: a Taranto sono 70. Contagi a catena

Domenica 25 Ottobre 2020

Nella provincia di Taranto (ma anche in alcuni centri del barese nei giorni scorsi), sono sempre le strutture ospedaliere il punto debole della lotta al coronavirus. Questa volta ad essere colpiti sono soprattutto i sanitari. Prima negli ospedali del Nord barese, la crisi è ora scesa nel tarantino dove da Castellaneta a Manduria, passando per Taranto e Grottaglie, sarebbero almeno una settantina i dipendenti ospedalieri già risultati positivi al tampone o allontanati perché sospettati di esserlo. Tutti i loro colleghi compresi nella catena dei contagi, si sottoporranno al test nei prossimi giorni.


Medici, infermieri e operatori tecnici, alcuni asintomatici, altri con sintomi lievi, tutti sottoposti ad isolamento fiduciario. Al San Pio di Castellaneta, già reduce del primo focolaio della sanità pugliese esploso lo scorso mese di marzo con una trentina di contagi tra pazienti e sanitari, il virus ha paralizzato l'attività del reparto di ortopedia, chiuso cautelativamente per la positività di parte del personale. Sempre nello stesso presidio della città di Rodolfo Valentino, il virus ha infestato il pronto soccorso dove un medico positivo è in quarantena. Al Santissima Annunziata non si è arrivati a chiudere reparti ma diversi operatori sono stati allontanati cautelativamente. La cardiologia ha già accertato dei casi mentre il personale del pronto soccorso e i servizi diagnostici è sorvegliato speciale per cui sarà avviato a screening oro faringeo.


Al San Marco di Grottaglie ad essere colpito è il servizio di ginecologia la cui attività è stata momentaneamente sospesa. Il Marianna Giannuzzi di Manduria il virus ha infettato una infermiera del pronto soccorso. La sua catena di contagi ha costretto il medico competente ad isolare un'altra decina di sanitari dello stesso reparto e del Santissima Annunziata dove la professionista aveva partecipato ad un corso di triage. L'improvviso e quasi contemporaneo attacco del virus negli ambienti ospedalieri, sta mettendo in crisi un sistema dall'organico più che ridotto. Il problema principale è quello della sostituzione del personale in isolamento. Per ora gli allontanati dal posto di lavoro sono coloro i quali sono risultati positivi al test, mentre i contatti diretti o di rimbalzo continuano a lavorare in attesa di tampone. Con la speranza di non scoprire, poi, di avere nel frattempo lavorato portandosi il virus addosso. E se il personale manca, l'assistenza al malato degrada inesorabilmente.
Di questo si preoccupa il sindacato medici Anaao-Assomed il cui segretario aziendale, Giancarlo Donnola, censura tutta la gestione della pandemia nella Asl ionica.

«Non c'è ospedale nella provincia di Taranto che non sconti una drammatica carenza di personale in tutti i servizi» scrive il sindacalista che denuncia la mancanza di strutture e posti letto per gli acuti Covid positivi. «Nell'attesa del test e del posto letto afferma Donnola - i pazienti sono collocati in aree grigie che, quando ci sono, sono posizionati all'interno dei reparti e dove se non sono Covid positivi c'è rischio che lo diventino, sempre che non rischino l'infezione dovuta al fatto che le aree grigie sono collocate spesso in fondo al reparto con la necessità di attraversarlo tutto per cui il personale che entra ed esce è spesso protetto solo dalle famigerate, quanto quasi inutili, mascherine chirurgiche».


E ieri è risultata positiva al Covid anche una dottoressa di Borgagne, piccola frazione di Melendugno, che risiede a Zollino. A dare la notizia è stata la stessa donna, che è medico di famiglia, in un messaggio inviato al primo cittadino di Melendugno, Marco Potì, che ha postato su Fb quanto riportato dalla dottoressa: «Non sto benissimo, ma sto cercando di affrontare la malattia con tutte le energie possibili. Vi chiedo conforto e vi stringo con affetto».


(Ha collaborato Maria De Giovanni)

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 07:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA