Coronavirus: torna a casa dalla Cina, i vicini si allarmano e fanno un esposto alla Asl

Lunedì 3 Febbraio 2020
È rientrato a Manduria da Pechino, dove vive e lavora, con la sua compagna cinese e la figlia piccolissima. Ma oltre ad aver faticato per trovare un volo che lo portasse a casa, il piccolo nucleo familiare, lui manduriano di 38 anni, lei qualche anno di meno, con la piccola di tre mesi, deve fare ora i conti con i pregiudizi del paese. Il loro arrivo, infatti, ha sollevato non poche perplessità con un dibattito sui social che sfiora la caccia all’untore. Sino all’estremo di chi ha inviato un esposto alle autorità sanitarie pretendendo la quarantena. Il protagonista, Gianluigi Perrone, non si scompone e ribatte: «Più che i commenti su Facebook – dice - ci tengo alla salute di mia figlia e faccio quello che mi dicono le voci autorevoli». Il trentottenne che è riuscito ad aggirare l’embargo con un volo che faceva scalo negli Emirati Arabi e poi Roma, è in stretto contato con la Farnesina e quindi con i responsabili del servizio Igiene della Asl. «Ci siamo messi in auto-quarantena – rivela il capofamiglia -, finché non avremo questo pezzo di carta che attesta che stiamo meglio di quelli che scrivono certe inesattezze».


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