Allarme virus in ospedale a Castellaneta: positivo un altro primario. La Procura apre un'inchiesta

Lunedì 23 Marzo 2020

È salito a undici il numero dei contagiati del focolaio di coronavirus che si è sviluppato all'interno dell'ospedale di Castellaneta, provincia di Taranto. Ieri pomeriggio dai laboratori di microbiologia e infettivologia di Foggia, sono arrivate le risposte di altri 38 tamponi prelevati su altrettante persone, tra dipendenti e pazienti del nosocomio, con soltanto due positività al Covid-19. Sono risultati infetti, ma senza sintomi, un altro primario e una caposala del San Pio.

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Entrambi avrebbero preso parte ad una riunione tenuta agli inizi di marzo negli uffici della direzione sanitaria, dove era presente il vicedirettore medico, Mario Montemurro, ritenuto il paziente «numero uno» di quell'ospedale. Sinora sono dieci i sanitari contagiati, cinque primari, il vicedirettore sanitario Montemurro, tre coordinatori infermieristici e un infermiere. Solo uno tra i pazienti, una persona adulta che non è ricoverata. Tutti si trovano in isolamento fiduciario, non presenterebbero sintomi della malattia e sono costantemente monitorati dal personale del Dipartimento di prevenzione della Asl che li contatta telefonicamente due volte al giorno. I quarantenati rispettano comportamenti e misure di profilassi previsti dai protocolli e si misurano due volte al giorno la temperatura corporea annotando ogni segno che possa ricondurre agli effetti dell'infezione.

Lo screening non è stato ancora completato. I tamponi processati sinora sono 149, mentre quelli prelevati e inviati a Foggia sono tra 400 e 500 (su questo non esiste un dato ufficiale). Chi dirige le indagini sanitarie, ha stabilito delle priorità nelle risposte ai tamponi, dando precedenza ai soggetti che già presentano sintomi e ai minorenni. Fortunatamente nessuno dei 25 bambini e neonati ricoverati nei reparti di pediatria e nido del San Pio è risultato positivo. Desta preoccupazioni solo una neo mamma che ha partorito da poco una bimba trasferita in via del tutto precauzionale (le sue condizioni sono ottimali), nell'unità di terapia intensiva dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Lì la neonata che è sanissima e non presenta nessun sintomo, è stata sistemata in un'ala del tutto isolata dal resto del reparto. Viene guardata a vista 24 ore su 24 da un'infermiera che resta con lei per tutto il turno, indossando i dispositivi di protezione personale previsti dai protocolli.

Ma l'attenzione maggiore è sempre puntata sull'ospedale del versante occidentale della provincia di Taranto dove è nato il focolaio che se non si dovesse fermare potrebbe paralizzare l'intera struttura. Una iattura e per escluderla del tutto bisognerà attendere tutte le risposte ai tamponi che arriveranno da Foggia tra oggi e domani.

Altro capitolo caldo aperto al San Pio, è quello dei sospetti e delle indagini. Protagonista di questa vicenda, è il presunto «paziente uno», il vicedirettore medico Montemurro.
Su di lui sono state aperte due indagini, una interna all'ospedale, condotta dal nucleo dei provvedimenti disciplinari e l'altra dalla Procura della Repubblica di Taranto dove, per come atto dovuto, è stato aperto un fascicolo nel registro degli atti che non costituiscono notizia di reato (modello 45) da parte del procuratore aggiunto, Maurizio Carbone. Il magistrato inquirente attende una relazione della direzione sanitaria dell'ospedale prima di avviare le indagini sulla vicenda. Sulla quale sono arrivate anche le spiegazioni da parte della famiglia del vice direttore sanitario. Con la moglie che ha spiegato in una intervista a Quotidiano come il marito si sia attenuto alle procedure previste.

Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA