Coronavirus, all'ex Ilva 1500 in malattia: controlli per chi entra nell'impianto

Mercoledì 18 Marzo 2020 di Alessio PIGNATELLI
Più di millecinquecento persone sono in malattia in ArcelorMittal. Nello specifico, un vero e proprio boom da 1.560 certificati medici. I numeri rendono l’idea del clima in fabbrica nonostante le misure richieste e ottenute dalle organizzazioni sindacali per prevenire il rischio di contagio da coronavirus. Ieri mattina, per esempio, c’è stato un sopralluogo dello Spesal presso un controllo delle prescrizioni negli ambienti più a rischio contatto come mense e spogliatoi. I pochi operai del primo turno hanno inoltre riscontrato la novità delle rilevazioni delle temperature tramite termo scanner. Ci sono stati anche inevitabili ritardi negli orari d’ingresso - anche per i lavoratori degli appalti - ma in questo momento l’azienda è necessariamente elastica per la situazione fuori dal normale. E in via del tutto eccezionale, è stato consentito ai lavoratori di portare i dispositivi Dpi assegnati individualmente al di fuori degli ambienti di lavoro.

Si tratta della maschera Abek Ffp3 che può essere utilizzata dagli operai anche al di fuori dallo stabilimento. L’azienda ha ritenuto di aderire alla richiesta con la raccomandazione che il dispositivo sia utilizzato e manipolato unicamente dal dipendente assegnatario e che siano adottate le prescrizioni di igiene personale riportate nel Dpcm. Permangono tensioni e preoccupazioni all’interno della fabbrica nonostante la riduzione dei volumi produttivi che comporterà una presenza della forza lavoro necessaria pari a circa 3.800 unità cioè meno del 50% dei lavoratori in forza che sono più di 8.200.

I sindacati, intanto, sono alle prese con le tantissime richieste d’informazione da parte degli operai sulle misure introdotte dal decreto Cura Italia tra possibilità di bonus, congedi e permessi. Fermo restando che occorre visionare il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale e i relativi provvedimenti e le relazioni annesse, ci sono diversi aspetti da chiarire. Uno che non dovrebbe essere interpretabile è il bonus da 100 euro: requisito è aver lavorato nella sede di lavoro per tutto il mese di marzo. Spetta anche a coloro che hanno lavorato in sede per qualche giorno di marzo, non per l’intero il mese, ma in questo caso l’importo va come detto rapportato al numero di giorni effettivamente lavorati in sede, quindi sarà solo una parte dei 100 euro.

La cifra è pagata automaticamente dal datore di lavoro e viene poi a questo rimborsato dallo Stato, già nella busta paga di aprile, o comunque non più tardi del conguaglio di fine anno. Una tra le misure più significative è quella che prevede un aumento, per i mesi di marzo e aprile, dei “permessi della legge 104”. Ai rappresentanti sindacali stanno giungendo tantissime domande su come usufruire di questi permessi ulteriori. Si attendono istruzioni operative perché né il comunicato di accompagnamento al testo del decreto, né le parole della ministra del Lavoro Catalfo hanno dissipato i dubbi interpretativi. Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa: «Allarghiamo anche la possibilità di usufruire dei permessi della Legge 104 che passeranno, per il mese di marzo e aprile, cumulativamente, non più di 3 giorni ma passeranno a 12 giorni».

In teoria i 12 giorni si dovrebbero sommare ai 3 ordinari, passando a 15 totali. Ma poi non si capisce se saranno cumulativi tra marzo e aprile oppure in totale 30. Confermata, inoltre, la misura che prevede un congedo specifico, aggiuntivo al congedo parentale, di 15 giorni retribuiti al 50% per i figli di età non superiore ai 12 anni. Sono tutte misure che possono riguardare una vasta platea dei lavoratori di ArcelorMittal ed è presumibile che molti ne usufruiranno. Oggi, alle ore 11, ci sarà un altro confronto tra le organizzazioni sindacali e l’azienda per fare il punto della situazione. Si cercherà di capire come gestire la cassa integrazione anche nella prospettiva dell’ammortizzatore sociale legato a Covid-19 contenuto nell’ultimo decreto. Infine, si valuteranno le ultime disposizioni, il loro impatto ed eventuali possibili modifiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA