Comunali a Taranto: Liviano chiede le primarie, il Pd blinda Melucci

Si torna a votare a Taranto, fibrillazioni per le candidature
Si torna a votare a Taranto, fibrillazioni per le candidature
di Paola CASELLA
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Venerdì 10 Dicembre 2021, 05:00

Dopo il consigliere regionale di maggioranza Massimiliano Stellato, che è tra gli artefici della caduta del governo cittadino, ora anche l’ex assessore regionale Gianni Liviano chiede al centrosinistra di Taranto, con due comunicati, la celebrazione delle Primarie per individuare il candidato sindaco in vista delle prossime elezioni.

Le richieste di primarie

L’altro giorno il responsabile provinciale di Idea Indipendente Walter Musillo, punto di riferimento di altri consiglieri che hanno decretato la fine anticipata dell’Amministrazione comunale, ha fatto sapere che anche al tavolo trasversale si parla della possibilità di scegliere il candidato sindaco attraverso questo sistema. Sulla vicenda è tornato ieri Stellato, con un post sulla sua pagina facebook. «Elezioni primarie - scrive - per la scelta del candidato sindaco di Taranto. Musillo e Liviano sono favorevoli. E pure io». Il consigliere regionale, infatti, da tempo sta dialogando anche con Liviano che avrebbe partecipato pure a qualche riunione. Nel primo comunicato l’ex assessore regionale, i cui rapporti con il presidente Emiliano non si sono più pacificati, scrive: «Mi sorprende molto apprendere che alcuni autorevoli esponenti del centrosinistra non siano disponibili a fare a Taranto le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco. In un contesto democratico, mi pare legittimo che qualcuno, nello stesso perimetro elettorale, possa ritenere che si possa ulteriormente migliorare la qualità della gestione cittadina». In realtà, il rifiuto delle Primarie da parte del Pd e degli altri partiti e liste civiche che sostengono la ricandidatura del sindaco uscente Rinaldo Melucci è scaturita proprio dall’alterazione della normale dialettica democratica, innescata dalla raccolta delle firme dinanzi ad un notaio, senza passare per una discussione nella sede naturale che è il consiglio comunale. «Sinceramente - commenta Liviano - chiedere le primarie con un sindaco che è stato sfiduciato da un pezzo della sua stessa maggioranza, non mi pare un reato di lesa maestà né una compromissione con alcuno. Siccome Melucci è molto apprezzato, non avrebbe probabilmente alcun problema a vincere eventuali primarie e anche chi eventualmente potesse nutrire il desiderio di dare un contributo nella diversità e fuori dal pensiero unico barese, così potrebbe sentirsi maggiormente accolto. Negare le primarie non mi pare una grande scelta di democrazia». Infine, l’invito al centrosinistra a prendere le distanze dal governatore pugliese: «Al fine di poter fornire alla mia comunità cittadina, il mio contributo, io chiedo di poter realizzare le Primarie nel centrosinistra al fine di costruire un campo ancora più largo che sia capace di smarcarsi dalla sudditanza politica verso il presidente Emiliano». Insomma, una tesi che ben si concilia con il progetto trasversale che punta a spostare l’asse della coalizione, a svantaggio prima di tutto del Pd. 

La risposta del Pd

Non solo il presidente della giunta regionale Michele Emiliano, ma anche i vertici locali del Partito democratico, blindano la ricandidatura del sindaco uscente Rinaldo Melucci per la coalizione di centrosinistra. Ad intervenire ieri sono stati i due candidati alla segreteria provinciale del partito Luciano Santoro e Gianni Azzaro (che è anche segretario cittadino). «La partita delle Primarie - ha detto Santoro - è stata chiusa con lo scioglimento del consiglio comunale da parte degli ex esponenti della maggioranza. Per quello che ci riguarda, sarebbero state incomprensibili anche senza quell’atto sciagurato, perché Melucci ha lavorato bene ed il Partito democratico da tempo si era già espresso per la sua ricandidatura. Le Primarie si svolgono quando non c’è la sintesi tra più candidati. Melucci è, invece, il candidato del Pd e della coalizione di centrosinistra». 
Sulla stessa linea è Azzaro: «Non bisogna stravolgere la realtà, dicendo che il Pd nega le Primarie. Il Partito democratico è da sempre favorevole a questo strumento democratico. Le Primarie, però, devono essere considerate come mezzo di inclusione e di condivisione di un percorso, non come un regolamento di conti. In questo caso, le Primarie sono viste più come uno stratagemma per danneggiare politicamente qualcuno. Così, lo spirito delle Primarie viene snaturato e contaminato. Quindi, in questo caso, il Partito democratico, dicendo di no, non sta facendo altro che difenderne il valore ed il significato. Per noi le Primarie restano il primo strumento di democrazia, ma tra persone che già condividono un progetto. Credo che oggi non ci siano queste condizioni, ma che si cerchi solo l’occasione per un mero regolamento dei conti. Non dobbiamo dimenticare, infatti, qual è stato l’epilogo che si è voluto dare all’Amministrazione comunale. Con quale si spirito si celebrerebbero? Manca la volontà di costruire qualcosa, si invocano le Primarie solo per demolire». 

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