Collinette, diossina e inquinanti, attesa per le analisi

L'Ilva
La questione dell'aumento dell'inquinamento a Taranto è stata al centro delle audizioni dei rappresentanti dell'Arpa e dell'Asl Taranto nella quinta Commissione del Consiglio regionale pugliese, presieduta da Mauro Vizzino.
Le audizioni sono state richieste dai consiglieri tarantini Gianni Liviano D'Arcangelo, Donato Pentassuglia e dagli altri colleghi consiglieri Amati, Blasi, Cera e Mennea.
Per l'Arpa Puglia erano presenti il direttore generale Vito Bruno e il dirigente Vittorio Esposito mentre per l'Asl Taranto il direttore generale Stefano Rossi e il responsabile del dipartimento di Prevenzione Michele Conversano.
Dagli interventi di ieri mattina è emerso, secondo una nota riepilogativa, il rischio ambientale che interessa l'area delle collinette attualmente sotto sequestro. «Il sito risulta composto da materiale eterogeneo inidoneo in ambito residenziale. Sono stati riscontrati la presenza di diversi contaminanti e il superamento del valore consentito di diossina. Per capire se vi sono pericoli per la salute umana - continua la nota - sarà necessario procedere alla caratterizzazione dell'area (cui dovrà fare seguito l'analisi del rischio), in raccordo con l'autorità giudiziaria e con l'Ilva in amministrazione straordinaria e Arcelor Mittal, rispettivamente proprietario e gestore del sito».
Si è parlato poi dell'incidenza degli Ipa cancerogeni: è stato precisato che non esiste una normativa che fissa i valori di esposizione. «Il dato in aumento citato nei giorni scorsi (in riferimento al bimestre gennaio-febbraio 2019) da un'associazione ambientalista è stato estrapolato dal sito web dell'Arpa e fa riferimento a una centralina posizionata all'interno della cokeria. È stato precisato che il dato andrebbe confrontato con la serie storica e che l'incremento non è stato riscontrato nelle aree esterne. Il parametro cui occorre fare riferimento è quello del benzoapirene (secondo la classificazione fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità). A fronte di un valore medio codificato di 1, i valori rilevati nel triennio 2016-2018 sono risultati abbondantemente al di sotto», si legge ancora nella nota.
Il direttore del dipartimento Ambiente della Regione Puglia, Barbara Valenzano, ha espresso la necessità di una distribuzione delle centraline di rilevamento più articolata per avere la garanzia di un monitoraggio più organico.
Al termine dell'incontro hanno firmato una nota congiunta i consiglieri Liviano, Pentassuglia, Amati, Blasi, Cera e Mennea: «La politica in cui noi crediamo si nutre di prove scientifiche e in base a queste sceglie. Non ci piace la politica che eccita o insegue l'emotività e che sceglie alla permanente ricerca di consenso e voti. Per questo grande rispetto verso chi dei dati scientifici è portatore, abbiamo invitato Asl e Arpa. Però abbiamo scoperto che, non essendo stata fatta la caratterizzazione ambientale delle collinette ecologiche (quelle vicino alle scuole del rione Tamburi chiuse con ordinanza del sindaco di Taranto) non è ancora stata fatta l'analisi dei rischi. Per cui, in assenza della caratterizzazione, e quindi dell'analisi dei rischi, non si può esprimere un parere scientifico dell'incidenza degli inquinanti derivanti dalle collinette, sulla salute delle persone. Questo significa che il provvedimento adottato dal sindaco di chiusura delle scuole, a causa della vicinanza con le collinette ecologiche, è di tipo meramente cautelare, precauzionale e in attesa di apposita integrazione motivazionale circa la sussistenza della prova scientifica».
Sull'audizione interviene anche la consigliera regionale jonica di Forza Italia, Francesca Franzoso: «I dati forniti in commissione da Arpa e Asl sono una buona notizia per la città. Non si registrano, stando alle autorità scientifiche, valori di inquinanti oltre la soglia prevista dalla normativa ambientale», dichiara. «In merito agli Ipa, su cui non esiste un valore di riferimento normativo come spiegato dal direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asl, i livelli di benzopirene sono risultati dieci volte inferiori ai valori soglia consigliati dall'Oms. Il monitoraggio dell'aria in città non ha rilevato alcuna criticità. Ed il sistema delle centraline può contare, stando ai responsabili dell'Agenzia, su una rete efficiente predisposta e studiata su base modellistica ottimale». «Sulla scorta di queste evidenze scientifiche, che dovrebbero essere la stella polare in tema di politiche ambientali e sanitarie - conclude Franzoso - rientra dunque l'allarme lanciato in città».
Anche il consigliere Marco Galante del Movimento 5 Stelle, con il collega Trevisi, commenta: «Le audizioni non hanno purtroppo detto nulla che non si sapesse da almeno 30 anni». «Posizioni che confliggono - scrivono Galante e Trevisi - con gli allarmismi emersi in questi ultimi giorni e che forse servivano più ad alimentare le solite speculazioni politiche di qualcuno (a cominciare da Emiliano che però non si fa problemi ad accumulare in quella città tonnellate di rifiuti) come se a Taranto non ci fossero già abbastanza problemi seri e drammatici».
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Giovedì 14 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 09:13