Nuova società e cda costituito, ora la palla dell'ex Ilva passa a Giorgetti. Fiom: «Ora serve la svolta»

Venerdì 23 Luglio 2021 di Alessio PIGNATELLI
Nuova società e cda costituito, ora la palla dell'ex Ilva passa a Giorgetti. Fiom: «Ora serve la svolta»

Il cda di Acciaierie d’Italia è cosa fatta da poche ore. Per capire l’importanza di questo passaggio, è sufficiente ricordare alcune dichiarazioni: «Penso già prima della fine del mese presenteremo quello che è il nostro piano che, con i ministri Franco e Cingolani, abbiamo congegnato. Aspettiamo il 21 luglio quando il cda sarà integrato dei rappresentanti indicati del governo, quando la società diventerà pubblico privata: tutto deve assecondare il processo sotto l’aspetto giudiziario, tecnologico».

A dirle, nemmeno una settimana fa, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. L’uomo che tiene in mano il dossier tra i più scottanti al Mise ora sa che bisogna accelerare: il puzzle si è composto - certo, non tutti i problemi sono risolti ma almeno quello societario si è delineato - e ora il governo deve dare un’impronta netta alla vertenza.

L'auspicio della Fiom

Come noto, in quota ArcelorMittal sono stati nominati Lucia Morselli (ad), Kristian Notebaert e Ondra Otradovec. In quota Invitalia sono stati nominati Franco Bernabè (presidente), Francesco Cao e Carlo Mapelli. Oltre alla curiosità di capire la convivenza tra Bernabè e Morselli, due figure e personalità spiccate, l’attesa per la presentazione e discussione con i sindacati del piano per la nuova Ilva è tanta. Resteranno gli altiforni insieme ai forni elettrici? Si punterà sull’idrogeno nonostante i costi altissimi e l’obbligo di Bruxelles a utilizzare solo quello prodotto da fonti rinnovabili? Quale sarà l’impatto occupazionale? Tutti dubbi che le tute blu sperano di sciogliere al più presto.

«L’approvazione del bilancio 2020, l’insediamento formale del nuovo CdA e la nomina di Franco Bernabè a presidente, segna il passaggio definitivo della transizione negli assetti societari di Acciaierie d’Italia - dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom e responsabile siderurgia - Adesso ci sono tutte le condizioni per imprimere una svolta ed un’accelerazione, entrambe indispensabili, per le prospettive industriali, occupazionali ed ambientali del Gruppo. Subito il piano industriale e subito una svolta nelle relazioni industriali».

Insomma, dallo stabilimento jonico in primis si attendono a breve novità. La situazione è bollente e il clima è esasperato. Da leggere anche in quest’ottica l’iniziativa dell’azienda che ha illustrato alle organizzazioni sindacali di Taranto il nuovo progetto di videosorveglianza che vuole attuare in tutti i siti del Gruppo per elevare il livello di sicurezza e salvaguardare i beni aziendali. Il progetto presentato dal responsabile della Vigilanza aziendale di Taranto prevede l’installazione di 32 dispositivi tra telecamere e termocamere, dislocate in 6 aree ritenute strategiche.

Alessandro Dipino della segreteria provinciale Ugl Metalmeccanici di Taranto spiega che «tale necessità nasce dall’esigenza di evitare, come accaduto già in passato, ingressi fraudolenti da parte di balordi nonché su esplicita richiesta avanzata dalle Autorità di Pubblica Sicurezza per il controllo di extracomunitari illecitamente fuoriusciti dai Centri di accoglienza». L’Ugl Metalmeccanici ha «portato all’attenzione - conclude il sindacalista - la necessità di dover estendere tale videosorveglianza anche ai parcheggi auto esterni all’azienda», dove si sono verificati furti e incendi di auto e l’aggressione a un operaio.

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