Cassa integrazione, c'è l'accordo: ridotto il numero degli operai

Venerdì 27 Settembre 2019 di Alessio PIGNATELLI

Accordo trovato. La riunione di ieri tra ArcelorMittal e sindacati ha avuto esito positivo: sarà nuovamente cassa integrazione per 13 settimane allo stabilimento di Taranto, ma i rappresentanti dei lavoratori l'hanno spuntata su alcune condizioni. Oltre al numero più basso rispetto al previsto (non più 1.395 ma una quota massima di 1.273 di cui 900 operai, 104 intermedi, 269 tra impiegati e quadri), nel pacchetto ci sono anche le integrazioni al reddito, una rotazione programmata del personale, la formazione dello stesso e una limitazione delle esternalizzazioni.

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Un vertice iniziato di mattina, con una pausa poco prima di pranzo per tarare gli ultimi punti e infine il verbale firmato da Fim, Fiom, Uilm, e Uglm di Taranto rappresentati rispettivamente da Biagio Prisciano, Giuseppe Romano, Antonio Talò e Alessandro Dipino. Usb, rappresentata da Vincenzo Mercurio, non ha invece posto la sigla. Dopo la prima tranche, iniziata il 2 luglio con scadenza fissata per domani, il secondo ciclo di Cigo inizierà quindi lunedì prossimo. Nel verbale si legge che il personale interessato dall'ammortizzatore e in particolare chi insiste su aree oggetto di fermate temporanee (per esempio i reparti Pla o Erw) nell'ambito della normale prestazione potrà essere formato a nuove e differenti mansioni, eventualmente resesi necessarie e potrà operare nelle stesse solo dopo l'accertata idoneità. A tal proposito potranno essere avviati progetti ad hoc che saranno oggetto di comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali unitarie e il personale potrà essere chiamato a operare anche in mansioni disponibili con contenuti professionali differenti, eventualmente anche di minor contenuto professionale e avendo prioritario riguardo ai dipendenti insistenti su reparti oggetto di fermata totale.

L'azienda realizzerà, compatibilmente alle esigenze tecnico organizzative e produttive aziendali, una rotazione programmata bisettimanale che verrà monitorata tra le parti a livello locale attraverso appositi incontri a cadenza bisettimanale. Negli stessi incontri sarà altresì monitorato l'assetto di marcia dello stabilimento. Le parti confermano il tendenziale azzeramento dello straordinario nei reparti interessati dalle misure di Cigo salvo esigenze indifferibili e imprevedibili e ArcelorMittal cercherà di contenere lo straordinario in tutti i reparti. In particolare, si cercherà di impiegare personale altrimenti destinato alle misure di Cigo e a riduzione delle eventuali quote di straordinario. Per quanto riguarda la maturazione degli istituti della tredicesima e dell'una tantum 3% dell'accordo ministeriale del 6 settembre dello scorso anno, sono riconosciuti in misura piena qualora il numero di ore di Cigo non sia superiore alla metà delle ore lavorabili del mese. In caso contrario, gli istituti matureranno in misura proporzionale. Importante poi quanto riportato sul verbale sulle esternalizzazioni.

Am ha ribadito alle organizzazioni sindacali che nelle attività già in parte oggetto di appalto, ove ritenute espletabili da personale sociale dotato di professionalità di tempestivo impiego, saranno impiegati dipendenti diretti interessati dall'ammortizzatore. Già a partire dal primo ottobre saranno intraprese le prime iniziative che riguarderanno l'area Officine Centrali di Manutenzione (Ocm). Fim, Fiom e Uilm - si legge in una nota unitaria - con la sottoscrizione dell'accordo hanno introdotto delle novità importanti in merito al ridimensionamento del numero totale dei lavoratori coinvolti in Cigo, al sostegno al reddito e all'utilizzo di processi di esternalizzazione che in questi mesi sono stati utilizzati impropriamente dall'azienda. Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali saranno impegnate nella programmazione delle assemblee per il rinnovo del Ccnl e per un confronto con i lavoratori rispetto alla fase che attraversa lo stabilimento siderurgico.

Ultimo aggiornamento: 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA