Troppo caldo, le cozze rischiano di morire: via al trasferimento a Mar Grande

Troppo caldo, le cozze rischiano di morire: via al trasferimento a Mar Grande
di Lucia J.IAIA
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Sabato 3 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:42

Traslocano le cozze. Le alte temperature che, da settimane, surriscaldano l’acqua del mar Piccolo rappresentano un rischio molto elevato per i prelibati mitili tarantini. Un problema questo, già riscontrato negli ultimi tre anni, con una perdita complessiva che si è aggirata attorno al 60% del prodotto, con gravi conseguenze economiche sulla categoria.

Il trasferimento

Stavolta invece, si proverà a salvarle con un trasferimento imponente nei numeri e negli sforzi. Si calcola lo spostamento di circa 50mila tonnellate di cozze con l’impiego di circa 40 imbarcazioni. L’ufficio Demanio Marittimo infatti, ha autorizzato l’istituzione temporanea di un’area collettiva di stoccaggio dove posizionare gli allevamenti presenti nel secondo seno di Mar Piccolo, gestiti dalle cooperative di mitilicoltori titolari di concessione demaniale marittima. 
«Abbiamo individuato un’area di circa 90mila metri quadri – ha spiegato l’assessore Fabrizio Manzulli – dove i mitilicoltori autorizzati potranno posizionare temporaneamente i loro pali. È una misura di salvaguardia per un’eccellenza della nostra terra, un’opportunità che aiuterà i produttori a mantenere l’ottima qualità dei nostri mitili». 

Sarà dunque, un trasloco molto arduo ma i mitilicoltori si mostrano soddisfatti anche per essere riusciti a fare squadra, aggregandosi spinti da uno scopo comune. In passato, alcuni spostamenti avvenivano ma solo per chi possedeva qualche area in concessione nel mar Grande. «Stavolta invece, l’intero prodotto o quasi verrà trasferito. Sarà un lavoro impegnativo che vedrà coinvolti una quarantina di produttori per circa un mese», spiega Luciano Carriero, presidente di mitilicoltura e pesca ConfCommercio Taranto e della cooperativa “Mitilicoltori tarantini”. Le correnti di acqua calda, secondo quanto spiegato dallo stesso Carriero, provocano la morte delle cozze. «Sì, essendo il Mar Piccolo un bacino chiuso – chiarisce – si crea un effetto pentola, già registrato da tre o quattro anni. La cozza perde l’ossigeno e se in passato, veniva spostata nel primo seno, da tempo essendo interdetto molti di noi erano costretti a restare nel secondo con la perdita di oltre la metà della produzione verso la fine del mese di luglio».
Un problema questo, davvero molto serio e coincidente con il momento delle maggiori vendite. «Tante famiglie hanno fatto molti sacrifici e per questo siamo davvero contenti che, in collaborazione con l’amministrazione comunale, si sia trovata una soluzione. Ho sentito l’assessore Manzulli e Castronovi per concordare lo spostamento». 
Le cozze verranno caricate sulle barche dei pescatori che, con il supporto della Capitaneria di Porto, attraverseranno il canale navigabile fino a raggiungere l’area destinata alla dimora. 
«Senza l’amministrazione comunale e senza il prezioso supporto della Capitaneria – sottolinea Carriero – questa impresa sarebbe impossibile. Non siamo dotati di imbarcazioni all’avanguardia ma possediamo mezzi tradizionali. Perciò, abbiamo bisogno di essere scortati nel trasporto, anche per ragioni di sicurezza».

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