Bimbi maltrattati a scuola? «Condannate le due maestre»

Venerdì 27 Settembre 2019
«Le indagini hanno spiegato che gli episodi di violenza sugli alunni non erano occasionali, ma una attività professionale secondo un modello anomalo ed inaccettabile». Così il pm Rosalba Lopalco nella sua requisitoria al termine della quale ha chiesto la condanna per le due maestre della scuola “Europa” di Taranto, sospese a settembre 2014 perché accusate di maltrattamenti ai danni dei piccoli alunni.

Il pm ha chiesto di condannare le due donne rispettivamente a 3 anni e 10 mesi di carcere e a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Per il magistrato «se è vero che l'attività di maestra richiede pazienza e rilassatezza, che a volte possono venire meno nella quotidiana convivenza scolastica, quello che senza dubbio è mancato nelle due indagate è il rispetto di quelle minime regole morali, comportamentali e professionali che si impongono alle docenti: sicché ha aggiunto tirare un pizzicotto, uno schiaffo, una gomitata, strattonare o costringere un bimbo di pochi anni alla sedia, umiliare gli alunni, denigrarli e beffeggiarli, sono comportamenti gravissimi, perché vittime ne sono soggetti indifesi ed impotenti, la cui struttura emotiva è ancora tutta da svilupparsi, e ancor più, perché promanati da coloro che agli occhi di quei bambini, costituivano un punto di riferimento e per i genitori un referente affidabile».

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In sostanza per il pm Lopalco «le due insegnanti sono venute meno agli obblighi primari inerenti alla loro funzione, tra cui certamente quello di proteggere ed accudire i minori, stimolandoli in un clima sereno alla crescita emotiva, intellettiva e cognitiva». La prossima udienza è stata fissata per il 23 novembre giorno in cui prenderanno la parola i difensori delle due donne, gli avvocati Gaetano Vitale, Egidio Albanese e Davide De Santis. La vicenda suscitò non poco scalpore a Taranto soprattutto per quanto emerse dall'inchiesta condotta dei poliziotti. Dalle carte, infatti, si evinse che quando i genitori tentavano di comprendere la vita durante le ore scolastiche, i loro figli ripetevano un movimento di ago e filo che chiudevano la bocca. Un gesto che, come scrisse il giudice Vilma Gilli nell'ordinanza che sospese le due donne, non era in uso nelle famiglie e quindi era ripetuto dai piccoli «mimando i comportamenti della maestra».

I piccoli alunni avevano assunto atteggiamenti mai mostrati in precedenza: uno di loro «era diventato violento» e non riusciva più a controllare i bisogni fisiologici, un altro «aveva vomitato su un foglio su cui avrebbe dovuto fare un disegno», ma tutti quanti «in maniera più o meno evidente, erano diventati scrisse ancora il magistrato - inappetenti, taciturni, violenti, irascibili». Le video riprese mostrarono l'atteggiamento violento degli insegnanti che gli stessi bambini avevano già raccontato. I piccoli avevano spiegato «di aver assistito a reazioni violente» della maestra quando «veniva disobbedita»: grida, scappellotti e pizzichi sul dorso della mano dei compagni, a volte costretti a restare seduti sulla sedia per l'intera durata della giornata scolastica. © RIPRODUZIONE RISERVATA