Laboratori urbani sui tetti della Città vecchia, premiata l'idea di Taranto Postdisaster

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Francesca RANA

In primavera, i tetti di Taranto vecchia si animeranno con i laboratori diffusi di “Rooftops”, unico progetto tarantino vincitore del premio “Creative Living Lab” , terza edizione (con il punteggio massimo ex aequo, insieme a proposte progettuali di Roma, Palermo e Torino), destinatario di un finanziamento di 50.000 euro.
La direzione generale “Creatività Contemporanea”, al Ministero della Cultura, ha premiato e finanziato in tutto 37 progetti multidisciplinari di innovazione sociale su oltre 1500 presentati, finalizzati a creare o riqualificare spazi di prossimità in aree residenziali. 

La squadra

Dietro l’aps capofila, associazione di promozione sociale Postdisaster, organizzazione artistica e piattaforma curatoriale - in questo caso specifico in partenariato con Ets Symbolum e Aps Zero al Cubo, con i patrocini di Comune di Taranto, Fondazione Pistoletto di Biella e Istituto Superiore di Studi Musicali (Issm) “Giovanni Paisiello” di Taranto - ci sono i fondatori, Peppe Frisino, Gabriele Leo, Grazia Mappa e Gabriella Mastrangelo. I quattro creativi hanno scelto di rispondere all’unisono e commentare questa fase preparatoria attraverso una voce sola, ed il loro alter ego curatoriale non poteva non essere proprio Postdisaster. Al momento, mantengono i contatti in smart working tra Taranto e Milano, dialogano con artisti e partner e sperano di incastrare altre progettualità in campo e rafforzare il progetto originario. Agli strumenti di progettazione, rigenerazione urbana e partecipazione in città vecchia avevano iniziato a lavorare nel 2018. Tanta è la soddisfazione di aver visto riconosciuta la validità di questo progetto, all’inizio lanciato in episodi annuali, e ancora più grande è la convinzione di dover perseverare in linguaggi contemporanei e creatività.
Hanno preso in prestito un termine usato nella distribuzione musicale, Ep (letteralmente extended playing, esecuzione estesa) formato musicale intermedio tra singolo ed Lp, e l’hanno caricato di altri significati: «L’Ep - spiegano - sarà una breve composizione di azioni artistiche insieme a ricercatori, studiosi, designer, architetti, musicisti, performer (italiani e stranieri). Saranno contenuti differenti, sviluppati rispetto al tema curatoriale. I laboratori itineranti - proseguono - saranno due. Uno si incentrerà sul corpo, l’altro sul suono. Sono azioni principali, in via di definizione in progress. Le agopunture collaterali saranno azioni più brevi, piccole e concentrate, sviluppate insieme ai partner, Fondazione Pistoletto e Conservatorio Paisiello, coinvolto grazie alla volontà di un rappresentante di studenti, per aprire strade nuove su una lettura condivisa del territorio».
Sul tetto di un quartier generale, una sorta di piazza sospesa, e di altri spazi in via di valutazione, metteranno a fuoco il loro “sguardo obliquo”: «Stiamo lavorando con i partner locali, affinché le residenze artistiche abbiano un valore qualitativo molto alto. Stiamo studiando strategie per coinvolgere quante più comunità differenti nella città vecchia di Taranto. L’ambito di intervento, la città vecchia, è la parte di Taranto in cui Postdisaster ha lavorato nei primi tre Ep e fornisce una lettura rapida per gli ospiti. Sui tetti, è facile riuscire a leggere le stratificazioni storiche e le aree di pressione antropica. Molto facile è vedere come l’area industriale sia a ridosso del quartiere Tamburi, tutto lo sviluppo dell’area portuale di Mar Grande e il Mar Piccolo con il sistema di Murge a nord».
Incarnano l’esigenza di riflettere sul presente di Taranto e sul futuro, oltre gli aspetti critici associati al concetto di disastro, ed attuare azioni possibilmente destinate a successivi interventi di una rigenerazione urbana a base culturale. Li unisce, in conclusione, la vocazione di far emergere narrazioni alternative ed il potenziale legato ad un domani diverso, attraverso arte e design.

© RIPRODUZIONE RISERVATA