ArcelorMittal, il governo: «Dieci giorni per presentare il piano industriale». Morselli: «Manterremo l'impegno»

Lunedì 25 Maggio 2020
Il governo ha concesso a Lucia Morselli altri 10 giorni per presentare il piano industriale ed è pronto a investire in modo «diretto e indiretto» in Ilva. È questa la novità emersa dal tavolo sul futuro del colosso dell'acciaio italiano tenutosi mentre scioperavano tutti gli stabilimenti gestiti dal gruppo ArcelorMittal. Il clima fra sindacati e azienda resta teso, anche se le distanze imposte dalla videoconferenza rendono tutto cortesemente virtuale.

Sugli schermi le mascherine d'ordinanza evocano il convitato di pietra Covid-19, variabile ancora tutta da calcolare e che al momento sta costando cassa integrazione e blocco delle spedizioni. Collegati i ministri Roberto Gualtieri (Economia), Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico) Nunzia Catalfo (Lavoro), i commissari straordinari dell'Ilva, Francesco Ardito, Antonio Lupo, Alessandro Danovi; i segretari di Fim-Cisl (Marco Bentivogli) Uilm-Uil (Rocco Palombella) e Fiom-Cgil (Francesca Re David) e i dirigenti di Am guidati dall'amministratore delegato Lucia Morselli.

In tre mesi la pandemia ha interrotto il percorso della ristrutturazione dell'ex Ilva, il lockdown è piombato poco dopo la firma dell'accordo siglato il 4 marzo scorso fra azienda e commissari straordinari, firma che ha posto fine al braccio di ferro fra Mittal e Governo. Quell'accordo e quel piano industriale, chiedono i ministri al Tavolo «deve essere perseguito e realizzato anche con le difficoltà causate dal Covid». Per Patuanelli e Gualtieri l'intesa di marzo è «imprescindibile».

Parole che non rassicurano i sindacati, Re David, Palombella e Bentivogli si aspettavano dal Governo un riferimento chiaro sul rispetto sull'unico accordo che i sindacati riconoscono, cioè quello del 6 settembre 2018, che garantisce tutti i livelli occupazionali, zero licenziamenti, importanti investimenti per l'ambientalizzazione. «Ad oggi - attaccano i sindacati - questo accordo non è stato rispettato da ArcelorMittal». Nè si sentono confortati dalla parole di Gualtieri che conferma la disponibilità dello Stato a intervenire in modo «diretto e indiretto» in Ilva di «coinvestire quindi di intervenire direttamente» nella compagine societaria «per avere un' Ilva forte, che produca tanto, che sia leader mondiale di mercato, che faccia investimenti significativi».

Oltre alla golden Power, dice Palombella Ilva «avrebbe bisogno di una legge speciale». Per il momento il Governo ha accordato alla Morselli altri 10 giorni per presentare un piano industriale in linea con gli impegni presi. Morselli ha ribadito che «Am vuole onorare fino in fondo gli impegni anche con le difficoltà causate da Covid. Am - ha proseguito - vuole mantenere l'integrità degli impianti di Taranto e la sua importanza a livello europeo».

Ma la ripresa è tutta un'incognita. Dai sindacati di Taranto si fa notare che durante il »lockdown« Taranto ha avuto dal prefetto al deroga per far lavorare 3.500 persone. «Un numero - spiega Antonio Talò segretraio generale Uilm di Taranto - ritenuto dall'azienda il numero tecnico minimo per mantenere accesi e in sicurezza gli altiforni. Adesso che abbiamo ripreso - dice Talò - abbiamo la cassa integrazione e meno operai al lavoro». Un comportamento che Bentivogli ha definito «schizofrenico». «Dieci giorni è un tempo massimo che bisogna darsi per trovare la soluzione definitiva -  ha detto la ministro del lavoro, Nunzia Catalfo - Abbiamo affrontato - ha detto - sia la questione del piano industriale che della ripresa dell'attività produttiva e della salvaguardia dell'occupazione. È un asset strategico per il nostro Paese e coinvolge migliaia di lavoratori, per questo è un punto importante da seguire con attenzione. Abbiamo intenzione di non abbandonare e di risolvere in maniera definitiva».   © RIPRODUZIONE RISERVATA