Anziana aggredita a morte da un rottweiler: nei guai il padrone del cane

Lunedì 10 Febbraio 2020
Un grosso rottweiler era balzato addosso alla nonnina all'improvviso. Poi l'aveva azzannata a ripetizione sino a ridurla in fin vita. La tremenda aggressione era avvenuta mentre la donna, 85 anni di Taranto, era da sola nel cortile della sua villetta Lama, dove, da tempo, era ospitato anche quel cane insieme ad un pastore tedesco.

Dopo alcuni giorni di coma, durante i quali i medici avevano tentato di salvarla, la povera donna era deceduta. Per quell'episodio è stato incriminato un trentenne, parente della vittima, Filomena Bonamassa.
A chiedere il rinvio a giudizio dell'uomo è stato il sostituto procuratore della Repubblica Mariano Buccoliero. Parente della vittima, l'uomo aveva affidato il cane all'anziana, non sospettando che il cane di grossa taglia, all'improvviso, si sarebbe scagliato contro la donna. L'episodio era avvenuto il 28 marzo dell'anno scorso.

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Qualcosa, intorno a mezzogiorno, aveva scatenato la furia dell'imponente animale che pure conosceva bene l'anziana. La donna, infatti, stando a quanto accertato dai poliziotti, non di rado portava da mangiare alla coppia di cani, di proprietà del suo familiare.
Il giovane rottweiler, dotato di muscoli e zanne inquietanti, aveva affondato a ripetizione i suoi denti poderosi. Aveva azzannato la vittima prima alla testa. E poi si era lanciato sul resto del corpo.

La sfortunata anziana aveva cercato disperatamente di difendersi da quella furia a quattro zampe. Un tentativo assolutamente vano, al cospetto della forza impressionante del cane. Anzi, agitando istintivamente le braccia, la nonnina le aveva trasformate nei bersagli su cui l'animale si era accanito sino a quando le aveva praticamente staccate.

Una scena orribile dinanzi alla quale i poliziotti e i soccorritori del 118 avevanono fatto il possibile. La donna, infatti, era stata condotta d'urgenza in ospedale dove era stata sottoposta ad un lungo e delicato intervento chirurgico. Durante l'operazione i medici erano riusciti a ricucirle il braccio destro, mentre per il sinistro non c'era stato nulla da fare. L'equipe, infatti, era stata costretta ad amputarlo. Con tantissimi punti, inoltre, erano state suturate le profonde lacerazioni riportate dalla vittima durante la terribile aggressione.
La donna era stata ricoverata in rianimazione e le sue condizioni erano state giudicate molto critiche. Sia per le profonde ferite provocate dalla furia del cane, scattata in maniera imprevedibile e per motivazioni davvero difficili da ipotizzare, sia per il rischio di infezioni. A distanza di pochi giorni, l'anziana era deceduta.

Sulla base delle indagini svolte dagli investigatori, il proprietario del cane era stato incriminato dal magistrato inquirente. E ciò per aver lasciato il cane alla nonna, per non aver provveduto alla sua custodia, determinando la tragica aggressione. Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA