Accordo raggiunto: festivi garantiti al museo di Taranto

Il museo di Taranto
Il museo di Taranto
di Nicola SAMMALI
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Venerdì 8 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:05

A partire da domenica il Museo archeologico nazionale di Taranto aprirà le porte ai visitatori impiegando esclusivamente il personale interno. Niente più ricorso ai vigilanti esterni, dunque, e immediata interruzione del contratto perché l'apertura avverrà con i lavoratori.

L'incontro e l'intesa

Si è concluso positivamente il confronto tra sindacati e direzione del MarTa dopo due giorni di trattative. Il tavolo di conciliazione richiesto dalla Direzione generale Musei per risolvere il conflitto ha messo d’accordo le parti. Ieri mattina è arrivata la fumata bianca con la firma di un protocollo che chiude una vicenda sfociata nella mobilitazione di lunedì sotto la Prefettura (la protesta, più ampia, si è fatta sentire a livello nazionale e riguardava i dipendenti del ministero della Cultura: il MarTa, infatti, non è l’unico luogo di interesse culturale colpito dalla carenza di organico). Il Mic si è impegnato a stanziare un finanziamento pari a 24.522,96 euro (fondi residuali del Piano di Valorizzazione 2022), e ciò consentirà ai dipendenti del MarTa di fare rotazioni retribuite («una sorta di straordinario, che comunque non può superare una certa soglia»). Il personale dipendente, si legge nel verbale di accordo, si impegna a garantire l’apertura domenicale e nei festivi nei mesi di luglio, agosto e settembre e nella prima domenica di ottobre (aperture straordinarie di 4 ore). Il protocollo prevede che per ogni turno di lavoro ci siano 8 dipendenti (6 aggiuntivi +2). A settembre, inoltre, potrebbero finalmente sbloccarsi le prime assunzioni previste dagli ultimi concorsi ministeriali (2019/2021).

La vicenda

Proprio il 3 luglio scorso il museo ha rischiato di fermarsi. La Direzione generale dei Musei del ministero della Cultura, in extremis, era intervenuta consentendo il ricorso a un istituto di vigilanza privata per scongiurare il pericolo. La soluzione temporanea, però, è stata ampiamente contestata dai sindacati, poiché, secondo quanto emerso, il Codice dei beni culturali prevede che determinati compiti vengano affidati al personale interno (anche le modalità con cui è stata presa la decisione non sono piaciute). La frattura, superata qualche turbolenza, alla fine si è ricomposta.

Le dichiarazioni

La soddisfazione di Fp Cgil Cisl Fp e Uilpa di Taranto è duplice, perché da un lato «sono riprese le corrette relazioni sindacali con la direttrice del MarTa», Eva Degl’Innocenti, e dall’altro i dipendenti del museo archeologico nazionale «potranno continuare a dare il loro apporto professionale alla crescita di uno dei siti più visitati in città». Il problema della carenza di personale resta (la dotazione, a fronte di «86» unità in pianta organica, è di appena «36»), ma soltanto il Mic può porre rimedio all’emergenza con un Piano straordinario delle assunzioni nella pubblica amministrazione. La situazione di difficoltà si trascina avanti da anni. Il caso è montato nelle ultime settimane. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mostra organizzata con il Medimex: il lavoro aggiuntivo non è stato retribuito, «perché non erano state chieste le risorse per il conto terzi», come evidenziato dai dipendenti. Ora c’è soddisfazione: «Questo è un ottimo risultato», ha commentato il segretario generale della Fp Cgil di Taranto, Lorenzo Caldaralo. «Con la direttrice adesso parleremo anche di organizzazione del lavoro, quindi le iniziative aggiuntive verranno condivise con i rappresentanti dei lavoratori per concordare le soluzioni migliori. A settembre, speriamo, ci saranno le prime assunzioni, quindi a ottobre saremo in grado di lavorare senza ricorrere a risorse economiche aggiuntive. Questo è un successo per la città, perché garantiamo un bene essenziale con i nostri lavoratori». 

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