A Torre Colimena lo scarico del depuratore: «Unica soluzione possibile»

Giovedì 4 Luglio 2019 di Nazareno DINOI

La decisione di utilizzare il bacino di Torre Colimena come scarico complementare per il troppo pieno o come valvola di sfogo dei liquami in caso di guasto del depuratore, è stata presa dall'Acquedotto pugliese considerando la «elevata disponibilità a pagare delle comunità locali per eliminare interferenze dirette con l'ambiente marino costiero».
Questo almeno si legge nella relazione tecnica del progetto di fattibilità tecnica ed economica dei reflui depurati dal nuovo depuratore di Manduria e Sava in fase di realizzazione in zona Urmo-Specchiarica.

Secondo i tecnici dell'ente idrico, dunque, la soluzione adottata sarebbe la meno peggio che le popolazioni interessate (gli avetranesi in questo caso) sarebbero disposte a sopportare «attesa l'elevata disponibilità a pagare». Partendo dall'obbligo invalicabile di scaricare su corpo idrico (mare, fiumi), che lo stesso presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alcuni politici locali e qualche esperto della materia, giuravano che avrebbero bypassato con alternative, i progettisti hanno preso in considerazione quattro soluzioni possibili, tre delle quali scartate.

Le ipotesi di scarico finale messe sul tavolo erano queste: il fiume Chidro di San Pietro in Bevagna, subito scartato per il suo «delicato equilibrio idrogeologico e ambientale»; il reticolo o compluvio in località Specchiarica, quello alle spalle dell'Hotel Aurora del famoso «ruscellamento», escluso perchè «rendeva necessaria l'attivazione di uno scarico in battigia»; e la Palude del Conte già individuata nel 2004 e subito cancellata «per l'elevato pregio naturalistico e faunistico che riveste tale area».

Alla fine la scelta è caduta sul bacino di Torre Colimena, con queste motivazioni: «Inizialmente mai preso in considerazione per l'elevata distanza dall'impianto di trattamento, oggi, anche grazie agli approfondimenti condotti si legge sempre nella relazione dei tecnici Aqp - si configura effettivamente come l'unica soluzione possibile. Attesa infatti la elevata disponibilità a pagare delle comunità locali per eliminare interferenze dirette con l'ambiente marino costiero, nell'ambito del presente Sia - si spiega - sono stati condotti specifici approfondimenti volti a valutare la compatibilità delle acque reflue trattate con l'area in questione, ed è emerso, come detto in precedenza, un quadro ambientale interessante: l'area infatti presenta delle criticità che possono essere attenuate proprio grazie all'utilizzo delle acque reflue trattate».

Secondo i tecnici, insomma, lo scarico complementare nel bacino gestito da Arneo e situato alle spalle del porticciolo di Torre Colimena con cui è collegato attraverso canali, non solo è l'unica soluzione possibile per chiudere il ciclo dello scarico dei reflui depurati, ma è anche utile perché risolverebbe imprecisate criticità presenti nel bacino. Sul fronte della politica locale si registra la precisazione dei due consiglieri comunali del Partito Democratico di Avetrana, Emanuele Micelle e Lucia Vacca. Entrambi appartenenti a due gruppi consiliari differenti, si dicono «fermamente contrari allo scarico a Torre Colimena e all'individuazione del depuratore in zona Urmo-Belsito».

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