È al quinto mese di gravidanza, l'azienda la licenzia

Giovedì 13 Febbraio 2020
Nonostante le storie che hanno fatto sognare la cronaca, di lavoratrici assunte a tempo indeterminato da imprenditori che hanno deciso di dare un segnale puntando su una futura mamma, in Italia la pratica del licenziamento per maternità esiste ancora. Eccome.
L'ultimo caso arriva da Manduria, dove dopo tre anni di lavoro all’interno di una cooperativa sociale dell’ambito, una lavoratrice di 31 anni al quinto mese di gravidanza è stata licenziata.

Il pretesto è stato offerto dal cambio d’appalto per il servizio di assistenza alla persona svolto dalla cooperativa in questione per anziani o ammalati del territorio.
Abbiamo assistito alla scadenza d’appalto dello scorso 31 gennaio e ad una nuova gara per il proseguimento del servizio – afferma Tiziana Ronsisvalle della FP CGIL di Taranto – La formula utilizzata è stata quella dell’affidamento temporaneo per un periodo transitorio che oggi lascia un fronte aperto sulla corretta applicazione della clausola sociale. Nelle more la cooperativa sociale uscente decide il licenziamento per una donna in gravidanza in spregio alle più elementari regole sul diritto alla maternità, ai principi della costituzione e del testo unico, e al diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Il confronto con i sindacati nell’ambito sociale di zona di Manduria tornerà a formalizzarsi il prossimo 18 febbraio. Speriamo che per quella data – conclude la Ronsisvalle - il buon senso, le buone pratiche e il diritto possano tornare a riaffacciarsi a quel tavolo.
Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 07:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA