Djokovic non molla: «No al vaccino anti Covid, rinuncio agli US Open»

Il serbo non cambia idea: "Se gli Usa non fanno entrare le persone non vaccinate non giocherò gli US Open"

Novak Djokovic non molla: «No al vaccino anti Covid, rinuncio agli US Open»
Novak Djokovic non molla: «No al vaccino anti Covid, rinuncio agli US Open»
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Domenica 26 Giugno 2022, 16:33

Novak Djokovic non molla e da Wimbledon annuncia che non si vaccinerà contro il Covid. Il serbo continua a dire «no al vaccino» ed è pronto a rinunciare agli Us Open, ultima prova dello Slam in programma a New York dal 29 agosto. Il 35enne numero uno del tennis mondiale si appresta a difendere il titolo a Wimbledon, con il torneo sull'erba inglese che prenderà il via da domani, ma le sue dichiarazioni continuano a far discutere il mondo. 

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Dopo la pioggia di polemiche che lo ha travolto prima dell'Australian Open, in molti pensavano che il talento del tennis avrebbe cambiato idea, ma così non è stato. Djokovic ha ribadito la sua posizione nei confronti del vaccino rispondendo ad una domanda specifica. Continua a escludere l'ipotesi di vaccinarsi prima dell'Us Open? «», ha detto il serbo che quest'anno, come è noto, proprio perché non vaccinato è stato espulso lo scorso gennaio dall'Australia e ha saltato l'Australian Open.

«Ad oggi non posso entrare negli Stati Uniti e questo mi dà motivazioni supplementari per far bene qui a Wimbledon. Spero di disputare un buon torneo come ho fatto nelle ultime 3 edizioni. Poi, vediamo cosa succede. Mi piacerebbe andare negli Usa ma ad oggi non è possibile. Non c'è molto che io possa fare, sta al governo degli Stati Uniti decidere se far entrare persone non vaccinate nel paese», ha dichiarato Novak Djokovic.

Il fuoriclasse di Belgrado si è espresso anche sull'esclusione di russi e bielorussi da Wimbledon: «Non vedo come possano aver contribuito a ciò che è accaduto», ha detto riferendosi alla guerra in Ucraina e giudicando «ingiusta» l'esclusione.

«Sono atleti professionisti, meritano di competere per la vittoria. Nessuno di loro ha espresso sostegno per la guerra. Capisco entrambi i punti di vista, è difficile dire cosa sia giusto o sbagliato», ha aggiunto riferendosi alla decisione degli organizzatori di Wimbledon. «Non credo però sia giusto mettermi nella condizione di essere escluso dal torneo a causa di circostanze che io non ho contribuito a creare».

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