Adriano Panatta: «Federer unico, con lui si ritira il tennis. Ha usato la racchetta con lo stile di un artista»

Federer, parla Adriano Panatta: «Unico, con lui si ritira il tennis»
Federer, parla Adriano Panatta: «Unico, con lui si ritira il tennis»
di Stefano Boldrini
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Venerdì 16 Settembre 2022, 07:37 - Ultimo aggiornamento: 09:50

Adriano Panatta non è stato, e non è, uno dei tanti personaggi del tennis che amano semplicemente la grandezza di Roger Federer: tra l'ex campione romano - impegnato in questi giorni a Bologna nel ruolo di commentatore Rai della Coppa Davis - e il fuoriclasse svizzero c'è qualcosa di più: l'affinità elettiva di chi ha vissuto il tennis con eleganza e classe infinita. La bellezza del gesto tecnico ha consegnato alla leggenda Federer, ma è stato anche l'elemento portante della carriera di Panatta, altro campione che si è fatto amare non solo per i successi, ma pure per l'estetica dei suoi colpi. Roger e Adriano appartengono alla stessa tribù, categoria di eletti, posti numerati e riservati: l'animo dell'artista impresso nel Dna. Le doti naturali che ispirano i capolavori non si studiano, non si apprendono, non si comprano nei supermercati dello sport: se non le possiedi, tutto inutile. Il tennis, semmai, ha una caratteristica in più rispetto alle altre discipline: esprime l'eleganza e la bellezza ai massimi livelli.

Il 15 settembre 2022 si consegna alla storia del tennis: si ritira Roger Federer.
«L'ho appena scritto su Twitter: Oggi non si è ritirato Roger Federer. Si è ritirato il tennis. Roger ha rappresentato il tennis come lo intendo io e, credo, come lo intendano milioni di persone. Unico, inimitabile».

Come sempre accade di fronte all'addio di un campione, si fanno i confronti e si scomoda la storia.
«Federer è stato il più bravo di tutti a giocare a tennis, non solo nella sua epoca, ma anche guardando al passato. Ci sono stati e ci sono campionissimi come Borg, Sampras, Agassi, Djokovic, Nadal, ma lui è stato qualcosa di più: ha simboleggiato la perfezione tecnica di questo sport. Ci sono personaggi che hanno vinto più di Federer, ma lui è riuscito a cogliere i successi con la bellezza del suo tennis. E' questa la vera differenza. La sua unicità».

 

Federer è stato il rinascimento del gesto tecnico in uno sport che aveva preso una piega muscolare.

«La sua straordinarietà è stata questa: è stato competitivo in uno sport dove, come è avvenuto anche in altre discipline, la forza atletica è diventata predominante. E' un processo naturale. La velocità e la potenza esprimono uno sviluppo inevitabile, ma Federer è stato la bellezza del tennis senza tempo. Nessuno come lui in passato e penso anche nel futuro».

Non ci sarà un altro Federer?
«Credo proprio di no. Roger è stato davvero qualcosa di speciale».

Sui social e sui siti il tributo non è solo al campione, ma anche a quello che ha rappresentato.
«Federer ha usato la racchetta con lo stile di un artista. Per questa ragione la gente che ama il tennis ha amato Roger e oggi sente di aver perso qualcosa di irripetibile».

La finale di Wimbledon persa nel 2019 contro Djokovic, dopo oltre quattro ore di lotta, con i due match point a favore annullati, fece male non solo a Federer, ma a milioni di appassionati di tennis.
«In una carriera ci sono sempre rimpianti, anche per i grandissimi, ma penso che questi ricordi siano abbondantemente sovrastati da un ventennio di successi, di gioie e direi anche dalla stima universale».

Quando un campione si ritira, il futuro è pieno di incognite. Scendere dal palcoscenico fa male. Il domani spesso spaventa.
«Auguro a Federer di godersi cento anni di vita piena di cose belle e di soddisfazioni. Smettere non è mai facile, soprattutto per i grandissimi, ma penso che Roger sia attrezzato mentalmente per affrontare il dopo».

Il campione svizzero ha giocato fino a 41 anni, nonostante gli infortuni delle ultime stagioni: il ritiro era nell'aria.
«Prima o poi la favola finisce, è inevitabile. Tutti sanno che quel momento deve arrivare, ma staccare la spina non è mai facile. Le sue parole mi sembrano che lascino però trasparire un animo sereno. E' chiaro che in questo momento sia travolto dalle emozioni, ma Federer è un uomo intelligente. Supererà, con la sua eleganza innata, questa fase delicata».

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