Rio 2016, decima medaglia per l'Italia: Marco Innocenti argento

Marco Innocenti
Marco Innocenti
di Afredo Spalla
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Mercoledì 10 Agosto 2016, 20:45 - Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 06:50

RIO DE JANEIRO Una medaglia dal sapore di provincia. L’argento olimpico farà ritorno nel piccolo centro di Montemurlo (Prato) al collo di Marco Innocenti. «Penso di essere l’unica medaglia olimpica in Paese», scherza a fine gara. Una giornata snervante fin dalle qualificazioni. Innocenti chiude a 136 piattelli su 150, poi tira fuori il meglio di sé nella semifinale. Con 27 su 30 si piazza dietro solo Fehaid Aldheeani, il kuwaitiano che gareggia come atleta olimpico indipendente.

È l’unico italiano del tiro al volo che non appartiene ai corpi dello Stato, una scelta di vita per potersi dedicare anche all’armeria di famiglia. «Ho vinto nonostante la mia decisione di non entrare nei corpi dello stato. È un modo per trasmettere un messaggio di speranza a tutti coloro che ne restano fuori. Con la volontà e la passione si possono raggiungere grandi risultati», racconta

La finale, conclusasi 26 a 24, non si era aperta benissimo per il toscano, poi fortemente penalizzato da un doppio zero nell’ottavo turno di tiro. «Le condizioni erano avverse, acqua, vento, a un certo punto non sapevo nemmeno dove stavo sparando. È stata un questione di esperienza più che di tecnica». Frutto anche della differenza d'età con il suo avversario. Ma "dal basso" dei suoi 37 anni, l'azzurro già pensa al ritiro. «Sì, penso seriamente di smettere. Questa potrebbe essere la mia ultima Olimpiadi, vorrei dedicarmi a famiglia e lavoro». Il gran finale con l'argento. Non male

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