Fioretto, la Di Francisca è d'argento: festa podio contro il terrorismo

Elisa Di Francisca
Elisa Di Francisca
di Gianluca Cordella
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Mercoledì 10 Agosto 2016, 23:06 - Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 10:37

dal nostro inviato RIO DE JANEIRO L'oro non è arrivato ma può andar bene anche così. Elisa Di Francisca si arrende in finale alla russa Inna Deriglazova e manca di un soffio il clamoroso bis olimpico, dopo il trionfo di Londra 2012. L'argento, undicesima medaglia brasiliana per l'Italia, permette alle azzurre del fioretto di prolungare un impero che nella gara individuale va avanti da Barcellona 1992: da allora la nostra scherma ha sempre portato almeno un'azzurra in finale. Ad aprire il ciclo fu Giovanna Trillini, che ieri sbracciava nell'angolo di Elisa.

Ironicamente - ma non usate questo termine di fronte a Elisa - la finale è finita 12-11, esattamente lo stesso punteggio con cui la jesina vinse la finale olimpica londinese contro Arianna Errigo. Un risultato che strozza la rimonta della Di Francisca, partita benissimo (3-0), poi piantata (sette stoccate consecutive della russa) e infine commovente quando ha cercato di risalire dal 12-7. Il suo limite è stato il tempo: dopo la stoccata numero 11, sul cronometro restavano poco più di due secondi. Poco per i sogni di gloria di Elisa.
 

 


Prima della finale, la Di Francisca era passata come un rullo compressore sulla portacolori di Hong Kong, Heung Po Lin e sulla polacca Hanna Lyczbinska. Quindi sulla cinese Yongshi Liu, cui le continue ed esagerate urla di esultanza sono rimaste strozzate in gola. In semifinale, ad arrendersi era stata la franco-tunisina Ines Boubakri, vittima anche di un problema fisico con tanto di ingresso in campo dei fisioterapisti. Problema prontamente risolto visto che poco dopo è andata a prendersi la medaglia di bronzo.

UN MESSAGGIO IMPORTANTE
Sul podio, per la cerimonia di premiazione, Elisa si è presentata con una bandiera dell'Europa. Il senso lo ha spiegato dopo in mixed zone. «L'ho fatto per Parigi e Bruxelles. È per dare il messaggio che l'Europa esiste ed è unita contro il terrorismo. Perché solo essendo uniti possiamo superare tante barriere e non fare quello che vogliono loro, cioè chiuderci in casa», ha spiegato l'azzurra. «Noi non siamo come loro, dobbiamo amare e non avere paura. Non dobbiamo fare il loro gioco», ha aggiunto Elisa.

DELUSIONE ARI
Sullo sfondo dell'impresa - perché va considerata comunque tale - c'è la delusione di Arianna Errigo che entrava in tabellone da favorita numero uno e che invece è stata stoppata subito, negli ottavi, dalla canadese Harvey. Ha parlato di crollo nervoso, di sensazioni negative, di scarsa condizione. Prima di attaccare: «È da gennaio che mi alleno da sola, a Frascati, ma preferisco perdere un oro olimpico che avere attorno persone che non mi stimano», un siluro per Giulio Tomassini, suo ex allenatore nello staff della Nazionale che ha preparato i Giochi, reo di aver fatto una lezione a Elisa Di Francisca.

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