Olimpiadi, Dell'Aquila primo oro italiano. La dedica al nonno: «Mi guardava dal cielo. Al Sud la famiglia mi ha insegnato a lottare per i miei sogni». Argento per Samele

Sabato 24 Luglio 2021

Un oro e un argento: le prime medaglie italiane alle  Olimpiadi di Tokyo sono pugliesi. Sul gradino più alto del podio sale il 20enne di Mesagne Vito Dell'Aquilataekwondo, che in finale ha avuto la meglio sul turco Mohamed Jendoubi. Argento invece per il 33enne foggiano Luigi Samele, sconfitto in finale di sciabola dal campione ungherese Aron Szilagyi

L'impresa

La prima medaglia "virtuale" per l'Italia arriva in mattinata. Vito Dell'Aquila si era infatti qualificato alla finale per l'oro del taekwondo, 58 kg, battendo in semifinale l'argentino Lucas Guzman per 29-10. Poi la finale vittoriosa.

L'altro "urlo azzurro"

Poco dopo Luigi Samele era sbarcato in finale nella sciabola individuale maschile ai Giochi di Tokyo 2020. Samele aveva battuto in semifinale 15-12 lo schermitore della Corea del Sud, Kim Jung-hwan. Samele aveva vinto in rimonta dal 6-12, e ha piazzato nove stoccate consecutive per aggiudicarsi un posto in finale contro il campione olimpico di Londra 2012 e Rio 2016, l'ungherese Aron Szilagyi. Samele nel 2012 a Londra conquistò il bronzo, ma a squadre. 

 

 

Chi è Vito Dell'Aquila

Vito Dell’Aquila, di Mesagne, cresciuto nella palestra New Marzial della sua città, agli ordini del maestro Roberto Baglivo, come aveva già fatto Carlo Molfetta, unico campione olimpico della storia del taekwondo italiano (Londra 2012). Appassionato di musica e fotografia, in futuro sogna di diventare giornalista. Nel frattempo, però, con una medaglia di bronzo mondiale in bacheca (dove ha trovato posto anche un bronzo europeo) vinta in Corea del Sud nel 2017, è tornato in Asia sperando di ripercorrere il percorso olimpico del suo illustre concittadino. 

A giudicare dai suoi precedenti agonistici, è un predestinato: il primo acuto, una medaglia di bronzo mondiale in bacheca vinta in Corea del Sud nel 2017, anche questa volta l' Estremo Oriente gli porta fortuna con una medaglia d'oro olimpica. Dal 2018 fa parte del centro sportivo dei Carabinieri, mentre nel 2019 ha vinto il titolo europeo a Bari e poi l'oro al Grand Prix final di Mosca battendo il numero uno del ranking, il coreano Jun Jang. «Questo oro è dedicato a mio nonno, che non c'è più da un mese e stasera mi guardava da lassù: ero certo che avrei vinto»: sono le prime parole di Vito Dell'Aquila.

Le reazioni

«Era un pò sottotono all'inizio, non stava trovando il suo ritmo che è la sua peculiarità. Quando è riuscito ad aumentare è andato subito su. So che cosa prova anche io mi sono trovato sotto in finale». Lo ha detto Carlo Molfetta, campione olimpico nel taekwondo a Londra 2012, che da Casa Italia ha commentato la medaglia d'oro di Dell'Aquila nel taekwondo. «Siamo la Jesi del taekwondo. Abbiamo voglia di vincere. Se Vito è più forte di me? Hai voglia! Ha vinto la medaglia a 20 anni io ne avevo 28», ha concluso Molfetta. 

«Questa medaglia è il simbolo di un'Italia che sa ripartire, anche quando cade. Dopo l'oro di Molfetta a Londra, a Rio abbiamo avuto un passaggio a vuoto, ma il taekwondo è ripartito: abbiamo lavorato sui giovani, e il talento di Dell'Aquila ha fatto il resto». Angelo Cito, presidente della federazione taekwondo, esulta per la vittoria dell'azzurro a Tokyo 2020. «Siamo orgogliosi di aver portato il primo oro di questa Olimpiade alla squadra azzurra: stasera, più che mai, ci sentiamo profondamente italiani».

«Mi auguro che sia la prima di tante. Complimenti, bravissimo». Così la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali, rivolgendosi a Dell'Aquila subito dopo la finale, ha salutato l'oro vinto dal pugliese. «Grazie campionessa - ha risposo Dell'Aquila - tu sei abituata a vincere medaglie».

 

La dedica

 

«Questo oro - ha detto il giovanissimo carabiniere - è dedicato a mio nonno, che non c'è più da un mese e stasera mi guardava da lassù: ero certo che avrei vinto. Ho vissuto molto male il 2020, un anno senza obiettivi, tutto andava storto. Qui ho ritrovato me stesso. Ora che ho la medaglia al collo, posso dire che quest'Olimpiade è andata più che bene. Non c'è nessun segreto, solo tanto lavoro. Abbiamo un grande maestro, Roberto Baglivo, e poi la grinta di noi del Sud. La mia famiglia è umile e mi ha insegnato a lottare per i miei sogni. L'incontro oggi è stato equilibrato, poteva vincere anche il tunisino. Ma in questi tredici anni mi sono fatto un mazzo tanto, dalla sera alla mattina pensavo solo al taekwondo, ho fatto tanti sacrifici. Sono onorato di essere il primo medagliato italiano nato negli anni 2000».

 
 

 

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Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA