Rio 2016, notte da record in piscina:
super Ledecky, Phelps ritrova l'oro

Katie Ledecky
Katie Ledecky
di Carlo Santi
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Lunedì 8 Agosto 2016, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 05:07

dal nostro inviato RIO DE JANEIRO Seconda giornata, anzi seconda notte, con i botti del nuoto. Tre primati del mondo, tutti migliorati dai loro possessori, e l'ingresso ai Giochi con il successo per Michael Phels con la 4x100sl. A realizzare l'impresa del tris di record è stata prima la svedese Sjostrom nei 100 farfalla, poi il britannico Adam Peaty nei 100 rana ma il colpo sensazionale, quello che porta davvero il nuoto nel futuro, lo ha messo a segno Katie Ledecky nei 400sl. La statunitense ha nuotato in 3'56"46 togliendo quasi 2 secondi al precedente che aveva ottenuto (3'58"37) a Gold Coast nell'agosto di due anni fa ai PanPacifici.
Un portento, la Ledecky. Tra lei e le un abisso (seconda l'inglese Carlin con 4'01"23, terza la statunitense Smith con 4'01"92). Perfetta e aggressiva, Katie nuota quasi fuori dall'acqua. Passaggi rapiddisimi, 27"77, 57"05 ai 100 (in occasione del precedente record era passata in 58"87), 1'26"99, 1'57"11 a metà gara quindi 2'27"1, 2'57"62, 3'27"54. Il suo è stato uno show, e non si deve dimenticare che in batteria aveva nuotato in 3'58"71.
La Ledecky aveva cancellato il mondiale di 3'59"35 di Federica Pellegrini a Roma 2009 in superbody. Adesso la sfida tra loro due è qui, nei 200sl.
Ha 19 anni, Katie, vanta i primati del mondo dei 400, 800 e 1500sl e negli 800 è stata olimpionica a Londra 2012 quando aveva appena 15 anni. Nel Regno Unito, quattro anni fa, Katie è stata la più giovane atleta statunitense presente a Londra ma anche la più giovane atleta di sempre nella storia della nazionale a stelle e strisce.
Dicevamo di Miache Phelps. Il campione di Baltimora, che nuoterà cinque gare, si è preso il primo successo con la 4x100sl vinta dagl.i Stati Uniti in 3'09"92 davanti alla Francia (3'10"53) e all'Australia (3'11"37). Gli Usa hanno schierato Dressel in prima frazione, Phelps in seconda, Held in terza e Adrian nell'ultima.

Gli altri record del mondo
Sarah Sjostrom, Madame Butterfly, è un portento. La svedese apre la seconda giornata di finali del nuoto con il record del mondo nei 100 farfalla migliorando se stessa. Nella vasca dell’Olympic Aquatics Stadium la Sjostrom è scesa a 55”48 (passaggio a metà gara in 26”01) migliorando il 55”64 firmato al Mondiale di Kazan lo scorso anno. La ventitrenne svedese che a 15 anni ha vinto la medaglia d'oro nei 100 farfalla ai Mondiali di Roma 2009 – in quell’occasione ha migliorato per due volte il primato mondiale dell’olandese Inge de Bruijn e lo aveva ottenuto nove anni prima – ha così conquistato il primo successo olimpico. Al secondo posto, con 56”46, la quindicenne canadese Penny Oleksiak e al terzo (56”68”) la statunitense Dana Vollmer. La Oleksjak è la rivelazione di Rio: è sul podio con l'undicesimo tempo di sempre mentre Dana Vollmer è la regina spodestata di Londra.

Ecco la Efimova
Si è vista in vasca, nella semifinale dei 100 rana, la russa Yulia Efimova “toccata” dalle questioni del doping. Ha vinto la sua semifinale, la prima, con 1’05”72 davanti alla primatista del mondo, la lituana Ruta Meilutyte (1’06”44) mentre nella seconda semifinale il successo è andato alla statunitense Lilly King (1’06”30).
La Efimova, che a Londra è stata terza nella finale vinta dalle lituana di Kauna, Ruta Meilutyte, qui ha rischiato di non esserci, travolta dal ciclone doping russo ed ha rischiato, anche, la radiazione. Difatti, era stata squalificata nel 2014 per una positività agli steroidi e in inverno è incappata in un test positivo per il meldonium. Alla vigilia dei Giochi è stata riammessa con altri atleti russi.
Si è rivisto anche Sun Yang, stavolta in semifinale dei 200sl dopo aver perso, ieri, i 400sl. Con sicurezza, il cinese si è imposto nella seconda semifinale facendo segnare il miglior tempo, 1'44"63 (primo crono 2016) davanti al fresco campione dei 400 misti, il giapponese Kosuke Hagino con 1'45"45 ottenuto nella semifinale dove il sudafricano Chad Le Clos è qui per sostenere i genitori ammalati. In finale anche Paul Biedermann (è il più vecchio: ha 30 anni) con 1'45"79.
 

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