Il doppio ex Virdis: Lecce-Cagliari sarà il festival del gol

Lunedì 18 Novembre 2019 di Antonio IMPERIALE
Pietro Paolo Virdis
Lecce-Cagliari come il “Gusto di Virdis”. Profumi antichi e nuovi, come quelli che riempiono i trentasette metri del ristorante che Pietro Paolo Virdis anima a Milano, zona Sempione, via Pier della Francesca, da quando ha appeso le scarpe al chiodo. Una chicca. Antico e nuovo, come il suo Cagliari ed il Lecce, ieri e oggi. Il Cagliari che lasciò contro voglia, per approdare alla corte della Juventus. Non voleva andarci, lui, dalla Vecchia Signora, che già aveva incassato il rifiuto del sardo più celebre, Gigi Riva. «Volevo riportare in A il mio Cagliari, farlo tornare grande», dice. Non voleva andarci, nonostante le insistenze della mamma. Ma Boniperti lo convinse a firmare il contratto «in un negozio, in uno scantinato». E con la Juve vinse due scudetti, ne divenne il capocannoniere. Poi al Milan, via Udine, per segnare gol che servivano a vincere scudetto, Supercoppa italiana e Coppa dei Campioni. Profumo d’antico.
Come i ricordi del Salento dove approdò per chiudere la carriera. Un mondo diverso, dalla scuola di Boniperti a quella di Jurlano che gli imponeva il precetto pasquale, al quale lui oppose il gran rifiuto. «Perché mi sembrava una sorta di superstizione. Ma Jurlano - ricorda - nel suo piccolo era un grande. Si metteva nelle mani di Mimmo Cataldo, abilità e intelligenza. Passai da Sacchi a Mazzone, un uomo vero. Con Zibì Boniek poi non furono rose e fiori. Spuntavano in quel Lecce i futuri campioni, Conte, Moriero, Garzya. Non feci grandi cose a Lecce, mi aveva già un po’ usurato la carriera, la gente lo percepiva, ma quando segnai un gol al Bari mi fecero festa grande».
Un gol lo fece anche al suo Cagliari, Virdis. «Vincemmo per 2-0. Segnò Raimondo Marino, poi io feci il raddoppio su punizione. Nel Cagliari fu espulso il portiere Ielpo e Ranieri, che aveva già esaurito le sostituzioni, mandò tra i pali Cappioli, che giocava da ala».
Il Cagliari di oggi vola alto, terza forza del campionato, con Lazio e Atalanta. A Cagliari è come se stessero rivivendo i tempi magici di Gigi Riva. «Questo è davvero un Cagliari da sogno. La città ha ritrovato gli entusiasmi di quei tempi. La società è stata abilissima nella costruzione della squadra e si pone come un modello. Con la cessione di Barella, hanno costruito una squadra capace di ambire a posizioni davvero importanti. È la grande sorpresa del campionato. Questo Cagliari, trascinato da Nainggolan, ha un centrocampo assolutamente competitivo ai grandi livelli, davanti ad una difesa che ha subito gli stessi gol dell’Inter, ha un grande portiere, ha ritrovato l’autorevolezza di Klavan e produce tanto, un attacco con Joao Pedro, bomber principe, ma nella squadra vanno a rete tutti, la goleada alla Fiorentina è significativa».
Nel Lecce di oggi c’è, da tre anni un sardo con la fascia di capitano, Marco Mancosu, già quasi una bandiera. «Lui è cagliaritano verace. Io sono nuorese di Sindìa arrivato a Cagliari a sette anni, quando vi fu trasferito papà che faceva l’ispettore agrario. Lo seguo con interesse e simpatia. È cresciuto da noi. Ha esordito in A con il Cagliari e adesso che l’ha ritrovata la difende. Sta facendo molto bene, è duttile, prezioso, sa finalizzare il gioco, ha il gusto del gol. Nel Cagliari ci sono stati anche, magari per poco, Tachsidis, Tabanelli, Petriccione, il portiere Gabriel. Gli ex stanno facendo tutti bene nel Lecce. Vorranno fare benissimo, domenica. Poi c’è Farias, cinque anni in Sardegna, tanto estro, tanta fantasia, ha il senso del gol, uno dei miei favoriti. Io non lo avrei mai dato. A parte gli ex, mi fa piacere l’esplosione di Lapadula che avevo scoperto nel Milan e poi si era eclissato. Babacar ha sbagliato a rubare palla a Mancosu per il rigore: merita una multa. Ma questi atteggiamenti gli attaccanti li avvertono quando vivono un periodo di crisi e scoppiano dalla voglia di ritrovarsi. Babacar può fare cose importanti per le sue qualità tecniche e per la fisicità. Farà ancora bene. Falco segna anche lui. E poi La Mantia. Tanti-uomini gol. Se il Cagliari ha Maran che sta esaltando il collettivo, il Lecce ha Liverani. Non lo conosco personalmente ma lo ammiro per come fa giocare la squadra e per l’equilibrio che traspare dalle interviste». Per il doppio ex Pietro Paolo Virdis «Lecce-Cagliari sarà un bagno di emozioni per la voglia di entrambe le squadre di proporre calcio. Il pubblico di sicuro non si annoierà. Che vinca il migliore».
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