Lecce, con la Cremonese una sfida sulla strada della salvezza. Giallorossi con il lutto al braccio in memoria di Bolchi

Il capitano Morten Hjulmand
Il capitano Morten Hjulmand
di Lino DE LORENZIS
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Domenica 2 Ottobre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:57

Dopo Monza e Salernitana oggi pomeriggio sulla strada del Lecce si presenta la Cremonese per il terzo scontro diretto consecutivo sulla strada della permanenza in serie A. Le prime due sfide, giocate nell’arco di cinque giorni, hanno già fruttato ai giallorossi 4 punti, frutto di un pareggio e di una vittoria. I punti sarebbero stati probabilmente 6 se il distratto arbitro Pairetto e il Var Di Martino avessero concesso alla squadra di Baroni due rigori solari (e uno pure al Monza). Come ammesso peraltro dal designatore Rocchi l’ha definita “una partita sfortunata in cui siamo mancati”. Ormai però il danno è fatto e non si può tornare indietro.


Di conseguenza, bisognerà fare di tutto per capitalizzare il turno casalingo odierno che oppone alle 15 capitan Hjulmand e compagni ad una diretta concorrente, la Cremonese, già rivale dei giallorossi nella passata stagione in serie B. Rispetto allo scorso campionato però non solo il Lecce ma anche i grigiorossi hanno cambiato pelle. Tanti i calciatori ingaggiati dal duo Braida-Giacchetta, nuovo è pure l’allenatore, Massimiliano Alvini, che proprio in un precedente confronto con la squadra salentina, allo stadio Via del Mare, ha vissuto una delle giornate più difficili da digerire della sua lunga carriera. Il 7-1 inferto dalla squadra di Fabio Liverani alla Reggiana di Alvini infatti è finito nelle pagine di storia dei due club, con annesso pure il 4-0 conquistato dai giallorossi nel match di ritorno in terra emiliana. E se nella passata stagione Alvini, sulla panchina del Perugia, ha ottenuto due risultati di parità nel doppio confronto con la squadra di Baroni (0-0 al Via del Mare e 1-1 al Curi, con i salentini rimasti in inferiorità numerica), ora in cuor suo il tecnico di Fucecchio spera sempre di riuscire a cancellare prima o poi l’onta subìta con i giallorossi.


La sfida tra Lecce e Cremonese si annuncia particolarmente difficile per entrambe le squadre, di conseguenza nessuno oggi pomeriggio vorrà lasciare l’intera posta in palio agli avversari, per svariate ragioni, in primis di classifica. Sulla carta il Lecce gode di un leggero vantaggio che deriva anzitutto dalla presenza sugli spalti di circa 25mila spettatori di fede giallorossa, a conferma che i supporter leccesi sono presenti in gran numero non solo in occasione delle sfide con le big ma anche quando gli avversari sono di pari livello. Poi c’è l’aspetto mentale, fattore spesso determinante sul rettangolo verde. La vittoria ottenuta - con merito - sul campo della Salernitana prima della sosta della serie A ha dato entusiasmo al gruppo, ora più di prima consapevole di avere le armi idonee per ambire alla salvezza. Ragion per cui c’è da credere che Strefezza e compagni daranno tutto in campo per avere la meglio sulla difesa più battuta del campionato (14 reti al passivo) e che per giunta si presenterà in Salento priva dell’elemento di maggiore esperienza come il centrale rumeno Chiriches. Assente pure Hendry nel pomeriggio in cui i grigiorossi potrebbero optare per un prudente 3-5-2.


Di contro, nel Lecce il tecnico Baroni avrà solo l’imbarazzo della scelta nonostante i piccoli acciacchi che hanno interessato negli ultimi giorni Banda, Di Francesco e Ceesay. In avanti si profila il ritorno in campo dal primo minuto di Gabriel Strefezza, match-winner all’Arechi. Per Umtiti, che scalpita per l’esordio in serie A, possibile ingresso in corsa. Da segnalare infine che il Lecce giocherà con il lutto al braccio in memoria di Bruno Bolchi, il tecnico dell’impresa del 1993, quando i giallorossi furono promossi in serie A con una sfilza di giovani promesse. La Lega Calcio non ha autorizzato però il minuto di silenzio per “esigenze di carattere tecnico”. Nel calcio moderno, purtroppo, succede anche questo.

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