Sticchi Damiani ne ha per tutti: «Con il Brescia, schiaffo in pieno viso. Puzza sotto il naso? Guardino le partite di Lega Pro»

Lunedì 16 Dicembre 2019 di Antonio IMPERIALE
L'anteprima, ai microfoni di Sky, sapeva di consapevolezza e di certezza. «Partite come queste generano sofferenza, ma il Lecce si farà trovare pronto», aveva detto con il sorriso fiducioso il presidente Saverio Sticchi Damiani. Non aveva immaginato che quei novanta minuti al Rigamonti sarebbero stati «uno schiaffo in pieno viso», come definisce la prestazione della sua squadra ed il risultato.

Con una profonda venatura di amarezza, «Per noi, ma soprattutto per i tifosi. Se devo trovare qualcosa di buono di quel pomeriggio bresciano, è lo spettacolo sugli spalti dei nostri tifosi che ancora una volta ci avevano seguito in trasferta così numerosi, con i loro striscioni, con il giallorosso che si prendeva la scena, con quell'applauso e quell'incoraggiamento passionale, dall'inizio alla fine, nonostante lo spettacolo sul campo non fosse dei migliori».

Ancora una volta, un primo tempo da incubo, con una difesa intorpidita da una sorta di gioco alle belle statuine sul primo gol, con l'incredibile regalo natalizio di Gabriel sul secondo. Le cifre sono impietose, 32 gol in sedici gare, una media esatta di due gol a partita. «Non mi piace e non serve entrare nei particolari. Quando si perde così, non perde un reparto o un singolo calciatore. Quando si perde così la responsabilità è di tutti, a cominciare dal presidente, da me e a scendere nella gerarchia della società e della squadra. Affrontavamo una squadra già più debole di noi nello scorso campionato che avremmo meritato di vincere da primi. Quest'anno la crescita dei giocatori della promozione e gli investimenti sulla rosa hanno reso il nostro organico ancora più competitivo, nonostante alcuni acquisti si siano rivelati non funzionali».

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Ma il record negativo dei gol subiti, pesa maledettamente: «Siamo chiari: quando è stata costruita la squadra si è deciso di investire in parte preponderante in attacco, che è adesso certamente più forte per qualità e quantità di uomini delle squadre del nostro livello. È stata una scelta tecnica condivisa, dal direttore sportivo e dall'allenatore. Questo ha portato ad avere meno ricambi negli altri settori. Si è ritenuto più logico l'investimento in attacco anche alla luce dell'impatto drammatico delle neo promosse negli ultimi anni. Per avere una batteria competitiva nei tre reparti è necessario salvarsi e costruire il tutto con pazienza nel corso degli anni».

In organico ci sono ancora giocatori quasi inutilizzati come Benzar o Vera, ma anche Imbula o Shakhov. «Sono giocatori che vengono da mercati stranieri e stanno facendo fatica a inserirsi nel nostro calcio. Si sono investite fior di risorse e dobbiamo ancora capire quanto possono dare. Discorso a parte merita Babacar che è stato un investimento importantissimo, voluto fortemente da Meluso e da Liverani. Si tratta di un ragazzo di qualità e serio, contrariamente alle apparenze. Si è fatto male da solo quando è andato a battere i rigori che non spettavano a lui ed ha creato situazioni che magari lo hanno condizionato. Ma i fischi del Via del Mare mi sono sembrati severi, perché il ragazzo in difficoltà va aiutato e noi ultima società del Sud in serie A non possiamo permetterci di perdere un simile investimento. A Brescia Balotelli, nonostante i suoi atteggiamenti in campo non sempre positivi, viene incoraggiato. Noi abbiamo bisogno del migliore Babacar per salvarci, con l'aiuto di tutti».

Liverani ai microfoni di Sky ha fatto riferimento alla qualità della squadra. Il presidente non è affatto d'accordo con il tecnico e prende le distanze da quelle parole. «Rispetto il lavoro del mister. Ma penso sia giusto parlare della qualità come un problema quando magari si incontra il Cagliari, non contro il Brescia. La squadra, grazie al lavoro del mister e la voglia di sacrificarsi dei calciatori ha una classifica che la colloca allo stesso livello di squadre che da anni consolidano in A il loro progetto tecnico. Un discorso pazzesco che però non vale rispetto al Brescia che non ha più qualità di noi».

Dal mercato è già arrivato Donati. Meluso è sulla pista del cagliaritano Ionita. «Credo che sia problematico l'arrivo di Ionita, considerato che sta sempre giocando con la squadra sarda». Ma anche su questo fronte il messaggio di Sticchi damiani è molto chiaro: «Il mercato è un affare che riguarda il direttore sportivo, il quale deve collocare molti nostri giocatori inutilizzati, non possiamo permetterci una rosa di 40 calciatori. Si tratterà prioritariamente di collocare gli esuberi. In quanto a Meluso, il comportamento dei giocatori acquistati per la B e che stanno facendo molto bene in A rende ancora più positivo il mio giudizio sul suo lavoro nella scorsa stagione. Quest'anno forse qualche errore può essere stato compiuto, c'è il tempo per rimediare perché si tratta di piccoli investimenti e non di stravolgimenti».

Tornando alla gara di sabato scorso, il presidente sottolinea quell'intervento in area bresciana al primo minuto, parso da rigore. «È vero. Forse avrebbe cambiato il corso della gara, forse no. Noi abbiamo il nostro stile. Non credo che le piazzate sui giornali paghino, anzi sono controproducenti. Così dovrebbe essere. Adesso il pensiero è al Bologna domenica e poi all'Udinese, alla ripresa post natalizia. Due gare consecutive in casa che possono darci i punti per arrivare al giro di boa con un bottino impensabile. Bisogna essere umili ed affamati in tutte le componenti. A chi la serie A ha fatto venire la puzza sotto il naso consiglio un esercizio che funziona: guardare una qualsiasi partita di lega pro, girone C. Aiuta molto». Ultimo aggiornamento: 18:34
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