«Lavoro, umiltà e coltello fra i denti. Troppi gol: Lecce, ora riattacca la spina»: parla il presidente dell'Us Lecce, Sticchi Damiani

Lunedì 21 Dicembre 2020 di Antonio IMPERIALE

 È stato davvero un sabato amaro, presidente Saverio Sticchi Damiani. Era difficile resistere, visto che ha lasciato la tribuna dopo una mezz'ora sul 2-0 per il Pisa. Ha staccato il telefono. Il Lecce impietosamente allo sbando le ha fatto proprio male.
«È vero. Quando una creatura la conosci bene, ne conosci ogni dettaglio, l'essenza, sai leggerne l'animo. Avevo capito che sarebbe finita così. E ho preferito soffrire da solo, continuando a vedere la partita in solitudine davanti al televisore degli spogliatoi. Ho capito che, come ha giustamente scritto il direttore generale Pantaleo Corvino, c'era in atto un black out generale. E' successo altre volte di trovarci magari sotto di due gol. Ma la squadra c'era sempre, era viva, capivi che avrebbe reagito come poi ha sempre fatto. Questa volta no. E non riuscivo a reggere alla débàcle».


Magari dopo la gara o ieri mattina avrà incontrato i calciatori.
«Non ho incontrato nessuno, ancora. Conosco il mio temperamento. Non volevo correre il rischio di fare danni, come può succedere a caldo. Magari per l'amarezza ti può capitare di dimenticare quanto ha fatto la squadra sino al giorno prima, con la splendida gara di Salerno, con le nove partite utili consecutive. E non sarebbe giusto».


Che cosa è successo, sabato, presidente, al Via del Mare?
«Il concetto è quello che ha espresso chiaramente Corvino. Un black out generale, si è sbagliato tutto a tutti i livelli, nessuno escluso. Dalla scelta infelice della formazione, a qualche errore di troppo, al peso magari della stanchezza dopo una partita intensa come quella di Salerno giocata solo qualche giorno prima. Ma mi preme precisare alcune cose importanti per la squadra e per lo stesso ambiente».
 

Dica, presidente.
«Mi piace sottolineare che stiamo disputando uno dei campionati più difficili della serie B degli ultimi anni. Risultati anche clamorosi con cinque o sette gol in una sola partita, possono aver dato una rappresentazione errata che si possa dominare facilmente tutto e tutti e che si possa camminare su un percorso trionfale. Ci sono almeno tre cose da tenere sempre a mente: 1) questa serie B è una A2, un campionato durissimo e sempre a rischio; 2) il nostro percorso, come abbiamo detto in estate, è triennale, se saremo bravi ad anticiparne i tempi avremo fatto qualcosa di straordinario, di sensazionale; 3) bisogna stare sempre sul pezzo, se si sbaglia atteggiamento, come già l'esperienza ha dimostrato, possono finire coinvolte nella zona salvezza anche squadre costruite per vincere. Sabato si è accesa una spia. Dobbiamo riappropriarci della realtà».

Presidente, ci sono da evidenziare due negatività in comune con l'esperienza Liverani: i tanti gol al passivo continuano a pesare anche quest'anno, e gli infortuni anche in questa stagione continuano a condizionare soprattutto le scelte difensive rispetto al passato.
«L'anno scorso avevamo diversi infortunati a settimana, quest'anno ci stanno mancando Dermaku, un grande difensore sul quale si è puntato per il campionato e Zuta che all'inizio ci ha dato tantissimo anche sul versante destro e che ha avuto un momento di calo in seguito all'infortunio, peraltro ormai superato. I gol subiti sono effettivamente tanti, ed è cruciale migliorare sotto questo aspetto. Il problema credo sia legato ad un tema di equilibrio generale».


Falco è sceso in campo dall'inizio sabato scorso. Il mercato di gennaio è vicino. Cosa può accadere ?
«Il mister voleva mandare subito in campo Falco già a Salerno. E' stato costretto a farlo entrare nel finale per un problema dell'ultima ora, ed il giocatore è stato generosissimo a stringere i denti. Il mercato è imprevedibile, ma può succedere di tutto per tutti».


Il giovane Maselli che non si smarrisce nella tempesta di sabato è un bel segnale per i giovani.
«Siamo contenti, presto sarà disponibile Felici, aspettiamo Rodriguez, Monterisi, i discorsi del futuro illuminano la scena».


Ma intanto come si esce dal naufragio di sabato?
«Con il lavoro, il coltello fra i denti, tanta umiltà, applicazione. Dopo il black out, a Ferrara dobbiamo riattaccare gli interruttori».

Ultimo aggiornamento: 13:24
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