Di Gennaro: "Lecce, con Di Francesco un grande acquisto. Importante aver trattenuto Strefezza"

Antonio Di Gennaro, opinionista Rai
Antonio Di Gennaro, opinionista Rai
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Lunedì 1 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:13

Il passaporto per il Qatar è già pronto. Anche se l’Italia sarà per la seconda volta la grande assente. Ma Antonio Di Gennaro sarà uno degli inviati al Mondiale. Lui che fa il commentatore delle gare degli Azzurri, con gli altri inviati Rai seguirà le partitissime che alimenteranno a casa nostra rimpianti e nostalgie. «La Rai ha i suoi diritti - dice dalla sua oasi estiva di Alimini -. Certo, fa male pensare che dovevamo esserci, specialmente dopo la vittoria degli Europei. E fa male pensare che in fondo, al di là dei limiti, siamo rimasti fuori per i rigori sbagliati, senza voler crocifiggere Jorginho. Adesso si tratta di guardare avanti sperando che dal campionato che inizia alla vigilia di ferragosto arrivino indicazioni significative».

"Stagione anomala"

Il Mondiale intanto peserà sul campionato con le partite ogni tre giorni sotto le notti torride di agosto, e in autunno con la lunghissima pausa. E la politica ha regalato anche una campagna elettorale in clima estivo. «E io ci metterei anche le soste per le gare di qualificazione della Nazionale. Sarà un campionato anomalo sotto l’aspetto della preparazione. Di preparazioni ce ne vorranno due. Le grandi squadre sono abituate. Tutto sarà un po’ più difficile per le altre». Il Milan campione d’Italia cosa dovrà temere in particolare? Come sarà il campionato delle grandi? «Un campionato acceso, vibrante. Pioli ha fatto un egregio lavoro con il Milan, la società ha lavorato alla riduzione del debito ed ha ripreso a giocare in Coppa, Ibrahimovic vuole ancora dire la sua, vorrà dare ancora di più, ha giocatori come Leao che si conciliano con l’idea di gioco di Pioli». Nella Juventus il caso Pogba può essere una beffa amara? «Allegri si sta già trovando un problema imprevisto, bisognerà vedere se c’è un discorso relativo alla cartilagine, Di Maria è uno integro ed è uno molto importante, la Juve che ha Vlaovich e che conterà su Chiesa, ha perso De Light ma ha preso Bremer in difesa, vincendo la sfida con l’Inter». L’Inter con Lukaku, come quella di Conte? «Lukaku è tornato ma bisognerà vedere come si troverà in un contesto diverso rispetto a Conte. La questione scudetto dovrebbe essere qui, poi c’è la Roma che mi piace molto con Dybala, può essere una mina vagante, la Lazio che riflette sulla sconfitta col Genoa, magari solo una gara, la Fiorentina ha preso il posto dell’Atalanta, sarà un campionato avvincente».

"Bagarre per la salvezza"

Parliamo del campionato-salvezza. «Inevitabile pensare alle retrocesse, anche se la retrocessione del Genoa e la straordinaria salvezza della Salernitana al termine della scorsa stagione hanno ribadito che non ci sono regole fisse. Una conferma in questo senso è venuta anche dallo Spezia. Certo, la serie A è un altro pianeta rispetto alla serie B. Servono i giovani, ma sono importanti uomini carismatici. Il Monza miliardario, fra le retrocesse, va inserito in un discorso a parte. Cremonese e Lecce si stanno muovendo in maniera interessante». Che ne pensa Di Gennaro della rivoluzione del Lecce? «Il Lecce ha il vantaggio di una grande società, con una struttura che è difficile trovare altrove. Il presidente Saverio Sticchi Damiani è persona di grande competenza. Ottima l’intera compagine. L’arrivo di un amministratore delegato come Sandro Mencucci la dice lunga sulle prospettive societarie dei salentini. La presenza dell’ex viola aiuterà a gestire il ritorno in serie A e per le prospettive future. Mencucci arriva da un’esperienza assolutamente importante nella Fiorentina dei Della Valle ed ha già lavorato in sintonia con Pantaleo Corvino, il quale sta progettando il Lecce del presente e del futuro con l’arrivo di giovani talenti da tutti i mercati europei, accanto ad alcuni giocatori che sono già una certezza. Interessante l’attenzione per i ragazzi utili sia alla Primavera, sia alla prima squadra. Colombo è un bomber che guarda avanti, è appena arrivato Samek, un 2004, un acquisto particolarmente significativo per i programmi societari. In attacco non c’è più Coda, l’uomo-campionato della scorsa stagione, e il gambiano Ceesay deve adattarsi al gioco italiano provenendo dalla Svizzera, con un calcio diverso. Importante aver puntato ancora su Strefezza, grande acquisto quello di Di Francesco: con lui il Lecce di Baroni sarà fortissimo sulle corsie esterne. Sta nascendo un nuovo centrocampo intorno a Hjulmand e gli altri nuovi. Certo, accanto ai giovani servono giocatori con esperienza e carisma, specialmente nelle zone cruciali come centrocampo e difesa. È stato rimpiazzato bene anche Gabriel con l’arrivo prima di Brancolini e poi di Falcone. Frabotta è molto di più di una speranza. Pantaleo non è tipo da lasciare opere incompiute».
Si comincia subito con l’Inter. Contro Conte, al Meazza, la prima volta di due anni fa, fu 4-0. «Immagino quest’anno la festa dei tifosi che stanno già trascinando società e squadra con i loro abbonamenti record. Il Lecce avrà dalla sua come sempre con Baroni che conosco bene, bravo, preparato, serio, professionale, e con quella società, l’umiltà e l’ambizione che fecero grande il mio Verona dello scudetto. Dopo l’Inter dovrà giocare testa a testa con le altre. Alla sosta si faranno i primi bilanci, quelli che contano, i bilanci del campo, che tracceranno il futuro».

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