Sticchi Damiani: "Ora che abbiamo conquistato la serie A dobbiamo difenderla. E poi consolidarci. Presto nel club un nuovo socio"

Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, nella redazione del Nuovo Quotidiano di Puglia
Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, nella redazione del Nuovo Quotidiano di Puglia
di Lino DE LORENZIS
9 Minuti di Lettura
Venerdì 13 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:07

Una chiaccherata nella redazione centrale del Nuovo Quotidiano di Puglia con il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, a pochi giorni dal grande successo ottenuto dal Lecce, un ritorno in serie A dopo due anni trascorsi in serie B. Una stagione bellissima, densa di emozioni, intensa e incerta fino all’ultima giornata. Per questo è stato un trionfo ancora più goduto e ancora più vissuto perché la gente salentina aspettava con trepidazione.
Presidente, è stata la seconda promozione in serie A: quali sono le sue sensazioni?
«È vero, quella del 6 maggio scorso è stata la seconda promozione in serie A, terza da presidente del Lecce in cinque anni di gestione. Se quella del 2019 è stata emozionante perché arrivata al termine di un percorso cominciato dalla serie C, questa è stata senza alcun dubbio la più difficile, la più complicata. Abbiamo compiuto davvero un capolavoro quest’anno perché abbiamo affrontato una serie B, come spesso ripetiamo, alterata palla luce della presenza di compagini super attrezzate che non hanno badato a spese. Mettere in fila tutti e arrivare primi è stato un risultato incredibile davvero».


Che differenza c’è tra le due promozioni in serie A ottenute dal Lecce sotto la sua presidenza?
«In questa promozione abbiamo percepito il lavoro fatto in questi anni. La gente, la nostra gente si è riavvicinata alla squadra giallorossa, anche se qualcuno non si era mai allontanato. Tantissimi strada facendo si sono innamorati di questo progetto, del nostro modo di fare calcio. Abbiamo coinvolto tante famiglie, i ragazzi, le donne. Abbiamo avuto la sensazione che questa promozione è stata condivisa davvero con tutto il Salento e come ho detto al termine della gara con il Pordenone, avessimo avuto due stadi Via del Mare da poter riempire li avremmo tranquillamente riempiti. Perchè il dato che ci ha letteralmente colpiti è che lo stadio è andato sold out dopo 1 ora e 40 minuti dall’apertura della prevendita. È vero, anche nel 2019 ci fu il pienone al Via del Mare per la gara decisiva contro lo Spezia, solo che in quel caso si arrivò al tutto esaurito giorno dopo giorno. Questa volta invece i nostri tifosi hanno acquistato 26mila biglietti in poco più di un’ora e mezzo ed è un dato che ti dice che il Salento sta crescendo nella voglia di stare vicino a questa squadra».
Le cito un dato: 193.891...
«Lo conosco bene, è il numero degli spettatori paganti in tutto il campionato. Straordinario. E le dirò di più. È un dato viziato anche dal fatto che quest’anno alcune partite sono state giocate con delle limitazioni. C’è stato un periodo in cui potevano accedere allo stadio soltanto 5mila spettatori e altre limitazioni. Io dopo l’ultima partita ho lanciato un’idea, non so però se è una visione. Ma ho la sensazione che c’è talmente tanto fermento in questo momento che potremmo essere forse i primi in Italia ad avere tutti i posti esauriti con abbonati. Sarebbe bello avere solo abbonati anche in occasione delle partite casalinghe contro le big della serie A. Questo può essere facilitato dal fatto che il Via del Mare, che prima era considerata una cattedrale enorme in cui c’era spazio per tutti, anche all’ultimo minuto, oggi improvvisamente è diventata piccola. Il motivo? Abbiamo un dato che ci fa capire che oltre 20mila persone non sono riuscite ad acquistare il biglietto per la gara con il Pordenone».
Cosa può dire ai tifosi che chiedono notizie sulla prossima campagna abbonamenti?
«Come al solito tutti gli aspetti organizzativi verranno illustrati in una apposita conferenza stampa. Quello che posso dire in questo momento è che stiamo lavorando per cercare di partire in tempi brevi e sicuramente daremo delle condizioni di vantaggio ai famosi abbonati dell’ultima serie A, che sono stati gli ultimi in ordine di tempo, e ovviamente ai possessori della Us Lecce Program».


Ci sono in programma dei lavori allo stadio Via del Mare?
«Ci sono due filoni che su cui stiamo lavorando in questo momento. Premetto che noi, prima dell’ultima serie A, abbiamo investito una parte del budget per rendere il Via del Mare agibile perché, senza quei lavori, non avremmo potuto giocare nel nostro stadio. In quell’occasione spendemmo quasi 6 milioni di euro. Oggi una parte rilevante di finanziamenti per i Giochi del Mediterraneo, anche se non quella che ci aspettavamo, è stata già stanziata e riguarda lavori che non interesseranno subito e che consentiranno di fare una serie di interventi importanti sullo stadio. Posso dire che stiamo discutendo per cercare di avere una seconda parte di finanziamenti più cospicua, sempre rispetto ai Giochi del Mediterraneo, che ci consentirebbe di fare la copertura delle tribune. Questi sono lavori a lungo termine. Poi aggiungo che poche ore dopo la promozione in serie A, ho chiesto al sindaco Salvemini uno sforzo per intervenire sulla parte esterna dell’impianto, perché oggi è un biglietto da visita pessimo. Quello che lo stadio presenta all’esterno per chi viene, per i nostri tifosi, per le squadre avversarie, per i tifosi avversari è una situazione di degrado. Lì noi come società non abbiamo potere di intervenire perché non è oggetto di concessione. Da quando sono stati tolti gli alberi ha davvero un brutto impatto. Devo dire che il sindaco mi ha promesso che su questo si attiverà subito perché davvero quella zona va abbellita e resa più confortevole come primissimo step per affrontare in maniera dignitosa la serie A».
A proposito del sindaco Salvemini e del Comune di Lecce: perché la promozione del Lecce in serie A non è stata festeggiata con un incontro ufficiale a Palazzo Carafa?
«Sinceramente credo sia una domanda da rivolgere al sindaco. Io dopo la partita con il Pordenone ho ricevuto un suo messaggio di auguri e gli ho risposto dopodiché non abbiamo avuto modo di parlare di altro. La squadra comunque è stata abbracciata dai cittadini, dai tifosi ed è stata una sensazione bellissima».

I tifosi, nell’euforia del momento, le hanno chiesto di portare il Lecce in Europa. Il direttore Corvino nei giorni scorsi ha detto di essere in attesa delle linee guida della società utili per potersi muovere sul mercato. Con quali ambizioni il Lecce si presenterà ai nastri di partenza del prossimo campionato di A?
«Partiamo dal presupposto che la possibilità che ha un club di diventare via, via sempre più grande e di consolidarsi passa inevitabilmente dalla conquista della salvezza. Riuscire a salvarsi, e sarebbe l’ennesimo capolavoro, e consolidarsi può portare il club davvero a una visione di grande consolidamento. Quindi, noi faremo di tutto per cercare di centrare la salvezza, parlo del Lecce ma vale per qualunque altro club, perché salvarsi consente di strutturarsi dal punto di vista tecnico e finanziario. Più anni di A significa avere più anni di introiti importanti. Corvino e Trinchera hanno un compito arduo, come è già stato quest’anno, perché il club viene da anni complicati, un concetto che ho ribadito. Noi abbiamo avuto l’ultima serie A che si è svolta in pieno Covid e per ovvie ragioni anziché terminare a giugno è terminata invece nel mese di agosto. C’è stato l’azzeramento improvviso degli introiti, anche quelli preventivati. Di conseguenza, le perdite della serie A sono andate nel bilancio di competenza della stagione successiva, quella in cui è entrato in gioco Pantaleo Corvino. Quindi, lui ha dovuto ricostruire accollandosi un pezzo della serie A che portava solo passività, i contratti sottoscritti nel periodo pre-Covid e quindi redatti a cifre che oggi non esistono più. Corvino ha avuto un livello di difficoltà altissimo e allo stesso tempo ha anche dovuto costruire un nuovo progetto tecnico sfiorando la promozione già al primo anno e conquistandola in questa stagione in cui non potevamo nemmeno contare sul paracadute. È stato bravo perché è riuscito a portare avanti un inizio di risanamento economico, dovuto a fatti pregressi, precedenti alla sua gestione, e un consolidamento della situazione tecnica che addirittura ci ha portato a vincere il campionato con una stagione di anticipo rispetto ai programmi iniziali. Quindi, la prossima serie A servirà per consolidarci, se ci riusciamo, e per sanare ancora. Quindi, ancora difficoltà per Corvino e Trinchera che dovranno provare a raggiungere il risultato tecnico e a sanare problematiche economiche che loro hanno ereditato».


Conferma la notizia dell’imminente ingresso di un nuovo socio nella compagine societaria?
«Sì, stiamo facendo quello che avevamo programmato già a dicembre. Nell’assemblea avevamo detto che era importante allargare la base sociale ma senza snaturare il club. Per questo motivo abbiamo pensato di far entrare due soci, al 10 per cento l’uno e al 10 per cento l’altro, per finanziare il club senza che i soci prendano nemmeno un euro delle quote cedute. Lo abbiamo già fatto con Barbetta e tra poco dovremmo chiudere con un nuovo socio che darà non solo solidità ma anche una prospettiva un po’ più internazionale al club. Fermo restando che resteremo profondamente radicati al territorio e, grazie a questa presenza, riusciremo ad avere anche un po’ più internazionale».
Il nuovo socio è Boris Collardi, un uomo d’affari legato al territorio salentino?
«Tra poco si saprà tutto... Parliamo comunque di una persona che è molto legata al territorio perché pur non vivendo in Italia ha la sua casa nel centro storico di Lecce e quindi è leccese a tutti gli effetti. Aveva voglia anche lui di fare qualcosa per la sua terra, ne stiamo parlando ormai da mesi perchè le trattative, se fatte seriamente, non si fanno in dieci minuti. C’è stata una lunghissima Due diligence che va avanti da molto tempo, quando nessuno sapeva ancora nulla. Diciamo che ora abbiamo trovato la quadra. Faccio una riflessione: se attira investitori di questo livello significa evidentemente che il club è appetibile. Siamo alle battute finali, sperando che non ci siano intoppi dell’ultima ora».
Per restare in tema di soci, in occasione della festa per la promozione c’è stato il caso-De Picciotto, fischiato dal pubblico del Via del Mare...
«Sul piano personale a me è dispiaciuto perché per me quella era una giornata di festa in cui tutti i soci meritavano di raccogliere gli applausi per i tanti sacrifici fatti. Poi ognuno dà il contributo che vuole al Lecce, sul piano finanziario, sul piano della quotidianità e del lavoro. Vederlo amareggiato mi è dispiaciuto molto, capisco che c’è stata una incomprensione che a mio avviso non è così complicato chiarire. Lui ha fatto un’intervista probabilmente intempestiva, in una settimana particolarissima. Quindi alcuni concetti, a mio avviso, sono stati un po’ fraintesi. Non credo sia complicatissimo chiarire questo aspetto».


Quando pensa la proprietà riuscirà a comunicare a Corvino e a Trinchera il budget disponibili per il mercato?
«Questa settimana abbiamo già fatto un primissimo lavoro insieme al dottore Sandro Mencucci, al momento nostro consulente, e che nel prossimo Cda potrebbe essere nominato amministratore delegato».
Parliamo di un professionista che conosce a fondo il calcio per le sue esperienze precedenti vissute con Fiorentina e Leeds, in Premier League.
«Sì, è un professionista di altissimo livello. Ha lavorato nella Fiorentina raggiungendo risultati importantissimi, ha lavorato nel Leeds. È una persona che conosco da tanti anni, la nostra amicizia non è nemmeno legata al calcio. Mi sembrava la persona giusta da coinvolgere anche perché in passato ha già lavorato con Pantaleo, quindi conosce anche il suo modo di lavorare. Con Mencucci e con Chiara Carrozzo (direttore dell’area finanziaria, ndr) stiamo predisponendo un documento programmatico da sottoporre ai soci, e lo faremo entro il fine settimana, per poi uscire fuori con i numeri definitivi».

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